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Lucio Alfonzi – Occasioni e nostalgie
La mostra presenta un nucleo consistente di opere su carta che abbracciano il lavoro recente dell’artista, talune con tracce e segni a mo’ di diario aperto, altre maturate con composizioni di stoffe polimateriche.
Comunicato stampa
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In uno spazio ove alberga già il progetto “Scenari”, a Firenze, è ospitata la mostra “Occasioni e nostalgie” con opere dell'artista Lucio Alfonzi. L'esposizione, ideata e curata dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, figura di piano internazionale, è una sorta di termometro della spettacolarità e della storicità dell’arte nuova, di un'arte che si fa veicolo di novelle idee scolpite nella cultura occidentale, di un'arte capace di rigenerare mondi e uomini, e si fa anche bussola in un mare di proposizioni della cultura e delle arti internazionali.
Scrive Carlo Franza nel testo: “La mostra presenta un nucleo consistente di opere su carta che abbracciano il lavoro recente di Lucio Alfonzi, talune con tracce e segni a mo’ di diario aperto, altre maturate con composizioni di stoffe polimateriche, che inseguono quanto nel tessile e nel filato già è stato approntato dalla Maria Lai, ma già capaci di porsi e di farsi bandiera estetica. Segnano non solo un percorso artistico di sicuro interesse, ma offrono anche la visione totalizzante di uno svolgimento ideativo, creativo, tecnico, e artistico. Il recente capitolo di opere di Lucio Alfonzi, muove da una parte all’interno di quel filone che è propaggine naturale dell’immagine ormai compromessa, vale a dire nel grande ambito dell’informale, ove i fogli svelano una sorta di appunti, occasioni e nostalgie; dall’altra, quella sua appartenenza al clima del trovare, assemblare e costruire, ponendosi “nuova icona” approdata, generosamente, su rive lontane contagiate fin dagli anni Settanta dall’Arte Povera di certa scuola torinese e dal poverismo materico di Burri, è divenuta oggi realtà sublime, assolutamente libera, svaporata, transitante; e pur lontana da realismi passatisti oggi questa sua “ideographic picture”, vive l’estetica nuova della cultura europea. Con tecniche diverse, carte applicate, ritagli e colori e toni pastellati, il lavoro di Alfonzi vive l’innovazione nelle arti applicate da una parte e dai materiali tipici dell’arte povera dall’altra, racconta l’oggi, si fa diario e memoria di tracciati esistenziali, di cose e oggetti. Memorie, occasioni, ma anche nostalgie, leggende dell’oggi, dove la concretizzazione ha lasciato il posto all’accenno, a tracce impresse in modo talvolta informale, immagini imperanti che sfuggono ormai le intenzioni figurative o narrative, per essere infine eroiche, oltre la bellezza, in quanto ritornanti all’arte anestetica, non bella, ma decisamente pretesto e filosofia. Lucio Alfonzi si muove e racconta artisticamente una dimensione privata e domestica, una storia quotidiana, transitante, fortemente emotiva eppure fibrillante, umana, creativa ed esistenziale”.
Biografia dell’artista
Lucio Alfonzi è nato nel 1966, vive e lavora ad Ascoli Piceno. “Alfonzi predilige la ricerca informale, affascinato dalla bellezza consumata degli oggetti di uso comune, usa chiodi arrugginiti, filacci di spaghi, fogli lamiere dei tubetti di colori che vengono riutilizzati, la parte esposta è quella interna dove possono esserci rimasugli di colore che interagiscono con la composizione”. Lavora nel suo studio d’arte in via Pretoriana, 28, Ascoli Piceno. Tra le mostre principali: giugno 2012- Collettiva OMAGGIO AD IGINO STELLA, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno; dicembre 2011- Collettiva “Artisti della galleria” CHIE Gallery, Milano; giugno 2009- Collettiva “Artisti dell’area del Mediterraneo”, Palazzo Reale, Caserta; gennaio 2008- Collettiva “Artisti a confronto” Palestrina (RM); marzo 2007- Collettiva “Bianco”, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno; aprile 2006- Personale “Incontro Sotterraneo”, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno; febbraio 2005- Personale “Trame” Palazzina Azzurra, San Benedetto del Tronto; settembre 2004- Personale “Strutture Urbane” Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno. Nel 2017 l’illustre Storico dell’Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza lo invita a tenere una sua personale dal titolo “Paesaggi senza nome” al Plus Florence di Firenze nel Progetto “Scenari”. E ancora nel giugno 2017 invitato dal Prof. Carlo Franza presidente di giuria, vince il Premium International Florence Seven Stars. Nel 2026 è l’illustrissimo Prof. Carlo Franza ad invitarlo a tenere una mostra personale dal titolo “Occasioni e nostalgie” nel Progetto Scenari al Plus Florence di Firenze. Hanno scritto del suo lavoro vari critici fra cui più volte il Prof. Carlo Franza. Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche in Italia e all'estero.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Allievo e Assistente Ordinario di Giulio Carlo Argan all’Università La Sapienza di Roma. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nell’Università della Slesia e in altre numerose Università Estere. Docente nell’ Executive Master “Diplomatic, Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios” alla School of Management dell’Università LUM nella Villa Clerici sede del Campus di Milano, Docente nel Master di Fotografia (ARD&NT Institute di Milano - Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) dell’Accademia di Brera e Politecnico di Milano e nel Master Universitario in Management dei Beni Culturali allo Ied di Milano. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a “Il Giornale” di Indro Montanelli, poi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri. Nel 2012 riprende sul quotidiano “Il Giornale” la sua rubrica “Scenari dell'arte”. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Fa parte del Comitato Scientifico di importanti Archivi per l’Arte (Archivio Arturo Vermi- Milano, ecc.). Dal 2022 è nel Comitato di indirizzo della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi presso l’Università di Milano. E’ Giudice aggregato (dal 2022 al 2025) in Corte d’Assise d’Appello di Milano. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Città di Tricase nel 2008. Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d'Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte. Nell’ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protagonista della Cultura 2020.
Scrive Carlo Franza nel testo: “La mostra presenta un nucleo consistente di opere su carta che abbracciano il lavoro recente di Lucio Alfonzi, talune con tracce e segni a mo’ di diario aperto, altre maturate con composizioni di stoffe polimateriche, che inseguono quanto nel tessile e nel filato già è stato approntato dalla Maria Lai, ma già capaci di porsi e di farsi bandiera estetica. Segnano non solo un percorso artistico di sicuro interesse, ma offrono anche la visione totalizzante di uno svolgimento ideativo, creativo, tecnico, e artistico. Il recente capitolo di opere di Lucio Alfonzi, muove da una parte all’interno di quel filone che è propaggine naturale dell’immagine ormai compromessa, vale a dire nel grande ambito dell’informale, ove i fogli svelano una sorta di appunti, occasioni e nostalgie; dall’altra, quella sua appartenenza al clima del trovare, assemblare e costruire, ponendosi “nuova icona” approdata, generosamente, su rive lontane contagiate fin dagli anni Settanta dall’Arte Povera di certa scuola torinese e dal poverismo materico di Burri, è divenuta oggi realtà sublime, assolutamente libera, svaporata, transitante; e pur lontana da realismi passatisti oggi questa sua “ideographic picture”, vive l’estetica nuova della cultura europea. Con tecniche diverse, carte applicate, ritagli e colori e toni pastellati, il lavoro di Alfonzi vive l’innovazione nelle arti applicate da una parte e dai materiali tipici dell’arte povera dall’altra, racconta l’oggi, si fa diario e memoria di tracciati esistenziali, di cose e oggetti. Memorie, occasioni, ma anche nostalgie, leggende dell’oggi, dove la concretizzazione ha lasciato il posto all’accenno, a tracce impresse in modo talvolta informale, immagini imperanti che sfuggono ormai le intenzioni figurative o narrative, per essere infine eroiche, oltre la bellezza, in quanto ritornanti all’arte anestetica, non bella, ma decisamente pretesto e filosofia. Lucio Alfonzi si muove e racconta artisticamente una dimensione privata e domestica, una storia quotidiana, transitante, fortemente emotiva eppure fibrillante, umana, creativa ed esistenziale”.
Biografia dell’artista
Lucio Alfonzi è nato nel 1966, vive e lavora ad Ascoli Piceno. “Alfonzi predilige la ricerca informale, affascinato dalla bellezza consumata degli oggetti di uso comune, usa chiodi arrugginiti, filacci di spaghi, fogli lamiere dei tubetti di colori che vengono riutilizzati, la parte esposta è quella interna dove possono esserci rimasugli di colore che interagiscono con la composizione”. Lavora nel suo studio d’arte in via Pretoriana, 28, Ascoli Piceno. Tra le mostre principali: giugno 2012- Collettiva OMAGGIO AD IGINO STELLA, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno; dicembre 2011- Collettiva “Artisti della galleria” CHIE Gallery, Milano; giugno 2009- Collettiva “Artisti dell’area del Mediterraneo”, Palazzo Reale, Caserta; gennaio 2008- Collettiva “Artisti a confronto” Palestrina (RM); marzo 2007- Collettiva “Bianco”, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno; aprile 2006- Personale “Incontro Sotterraneo”, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno; febbraio 2005- Personale “Trame” Palazzina Azzurra, San Benedetto del Tronto; settembre 2004- Personale “Strutture Urbane” Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno. Nel 2017 l’illustre Storico dell’Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza lo invita a tenere una sua personale dal titolo “Paesaggi senza nome” al Plus Florence di Firenze nel Progetto “Scenari”. E ancora nel giugno 2017 invitato dal Prof. Carlo Franza presidente di giuria, vince il Premium International Florence Seven Stars. Nel 2026 è l’illustrissimo Prof. Carlo Franza ad invitarlo a tenere una mostra personale dal titolo “Occasioni e nostalgie” nel Progetto Scenari al Plus Florence di Firenze. Hanno scritto del suo lavoro vari critici fra cui più volte il Prof. Carlo Franza. Le sue opere si trovano in collezioni private e pubbliche in Italia e all'estero.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Allievo e Assistente Ordinario di Giulio Carlo Argan all’Università La Sapienza di Roma. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nell’Università della Slesia e in altre numerose Università Estere. Docente nell’ Executive Master “Diplomatic, Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios” alla School of Management dell’Università LUM nella Villa Clerici sede del Campus di Milano, Docente nel Master di Fotografia (ARD&NT Institute di Milano - Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) dell’Accademia di Brera e Politecnico di Milano e nel Master Universitario in Management dei Beni Culturali allo Ied di Milano. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a “Il Giornale” di Indro Montanelli, poi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri. Nel 2012 riprende sul quotidiano “Il Giornale” la sua rubrica “Scenari dell'arte”. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Fa parte del Comitato Scientifico di importanti Archivi per l’Arte (Archivio Arturo Vermi- Milano, ecc.). Dal 2022 è nel Comitato di indirizzo della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi presso l’Università di Milano. E’ Giudice aggregato (dal 2022 al 2025) in Corte d’Assise d’Appello di Milano. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Città di Tricase nel 2008. Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d'Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte. Nell’ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protagonista della Cultura 2020.
25
aprile 2026
Lucio Alfonzi – Occasioni e nostalgie
Dal 25 aprile al 19 novembre 2026
arte contemporanea
Location
PLUS FLORENCE
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Orario di apertura
Da lunedì a domenica su appuntamento
Vernissage
25 Aprile 2026, Ore 18.00
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Patrocini




