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Madonna che silenzio. Sala d’attesa per giocatori di gratta e vinci
Andrea Gardini trasforma lo spazio espositivo in un’esperienza immersiva in cui il pubblico diventa parte attiva dell’opera. I disegni sul pavimento si consumano sotto i passi dei visitatori, attivando una riflessione su distruzione, consumo e responsabilità collettiva.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La mostra personale di Andrea Gardini "Madonna che silenzio" presso L’Agnelleria costruisce un’esperienza radicale di esposizione e perdita. Non è una mostra da osservare, ma da attraversare — e, inevitabilmente, da distruggere.
Lo spazio espositivo si configura come una soglia instabile tra costruzione e annientamento. Il pavimento, interamente ricoperto di disegni — fragile accumulo di tempo e gesto — viene affidato al passaggio dei visitatori. Due sole tele sulle pareti restano come presenze marginali, superstiti silenziosi, incapaci di compensare ciò che accade sotto i piedi.
Gardini non rappresenta la distruzione: la attiva. Il pubblico diventa agente inconsapevole di una dinamica di consumo che riflette una condizione più ampia, sociale e storica. Il gesto del calpestare si configura come una forma minima e quotidiana di violenza, tanto banale quanto irreversibile.
Il sottotitolo — Sala d’attesa per giocatori di gratta e vinci — introduce una riflessione sull’attesa contemporanea: una sospensione sterile, un tempo svuotato e manipolato, in cui la speranza si riduce a rituale compulsivo e illusorio.
Il testo dell’artista rifiuta ogni consolazione e mette sotto accusa l’idea stessa di speranza, restituendo un’immagine disillusa del presente.
In questo contesto, il vernissage assume un valore paradossale: momento inaugurale che coincide con l’inizio della fine. Ogni passo consuma, ogni presenza cancella. L’indifferenza diventa il vero materiale dell’opera.
La perdita evocata — quella delle guerre, delle vite spezzate, delle possibilità annientate — si traduce in un’esperienza diretta ma silenziosa. Non c’è spettacolo né enfasi: solo una progressiva, inesorabile scomparsa.
La mostra non offre via d’uscita: se esiste uno spazio critico, è nella consapevolezza di essere parte del meccanismo — una consapevolezza fragile, destinata a dissolversi.
Enrica Benedetto
Lo spazio espositivo si configura come una soglia instabile tra costruzione e annientamento. Il pavimento, interamente ricoperto di disegni — fragile accumulo di tempo e gesto — viene affidato al passaggio dei visitatori. Due sole tele sulle pareti restano come presenze marginali, superstiti silenziosi, incapaci di compensare ciò che accade sotto i piedi.
Gardini non rappresenta la distruzione: la attiva. Il pubblico diventa agente inconsapevole di una dinamica di consumo che riflette una condizione più ampia, sociale e storica. Il gesto del calpestare si configura come una forma minima e quotidiana di violenza, tanto banale quanto irreversibile.
Il sottotitolo — Sala d’attesa per giocatori di gratta e vinci — introduce una riflessione sull’attesa contemporanea: una sospensione sterile, un tempo svuotato e manipolato, in cui la speranza si riduce a rituale compulsivo e illusorio.
Il testo dell’artista rifiuta ogni consolazione e mette sotto accusa l’idea stessa di speranza, restituendo un’immagine disillusa del presente.
In questo contesto, il vernissage assume un valore paradossale: momento inaugurale che coincide con l’inizio della fine. Ogni passo consuma, ogni presenza cancella. L’indifferenza diventa il vero materiale dell’opera.
La perdita evocata — quella delle guerre, delle vite spezzate, delle possibilità annientate — si traduce in un’esperienza diretta ma silenziosa. Non c’è spettacolo né enfasi: solo una progressiva, inesorabile scomparsa.
La mostra non offre via d’uscita: se esiste uno spazio critico, è nella consapevolezza di essere parte del meccanismo — una consapevolezza fragile, destinata a dissolversi.
Enrica Benedetto
08
maggio 2026
Madonna che silenzio. Sala d’attesa per giocatori di gratta e vinci
Dall'otto al 10 maggio 2026
arte contemporanea
Location
L’Agnelleria
Torino, Via Exilles, (TO)
Torino, Via Exilles, (TO)
Orario di apertura
venerdì 18-21.30 - sabato 16-20.30 - domenica 10.30 - 17
Vernissage
8 Maggio 2026, 18-21.30
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
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