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Marco Bruni – La giostra delle muse. Quando la parola dipinge l’immagine
Una mostra che è un mix di linguaggi diversi, con una presentazione sui generis, dove l’artista dà risposte, mettendosi a nudo. Non ci sono intermediari o interpretazioni , si arriva giusto al cuore di questa Giostra delle Muse, fatta di parole e immagini in stretta connessione fra loro
Comunicato stampa
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LA GIOSTRA DELLE MUSE
Quando la parola dipinge l’immagine
INTERVISTA a MARCO BRUNI a cura di GIAN PAOLO BONESINI
Per una mostra che è un mix di linguaggi diversi, una presentazione sui generis: il gallerista e curatore pone le domande e l’artista risponde, mettendosi a nudo.
Non ci sono intermediari o interpretazioni letterarie, si arriva giusto al cuore della mostra, al suo significato, all’immaginario e alla motivazioni che la sorreggono… una scoperta, in tutti i sensi.
Perché un poeta pensa anche di essere artista?
Per tentare una risposta, devo avvalermi di un linguaggio evocativo poetico. Un parziale svelamento può darlo un’osservazione attenta di ciò che il poeta, in questo caso io, fa, pensa e sente. Indubbiamente sono molto critico con me stesso, sono curioso verso tutto ciò che mi circonda e studio continuamente tutto quello che riguarda la mia attività, cercando di dare qualità alle mie composizioni: questo ovviamente comporta la conoscenza della lingua, delle tecniche poetiche e degli stili; quello che più è difficile, tuttavia, è fondere, oltrepassare e trasfigurare la parola per accedere all’aspetto visionario e visivo in cui incontro il simbolo o la figura che mi avvicina al linguaggio universale.
Solo in questo modo posso o credo di comunicare al massimo livello, con un’efficacia vera, quello che voglio esprimere.
Ottengo così un duplice risultato: mentre cerco la mia arte attraverso l’arte, compio un viaggio evolutivo. Infatti, quando cerco l’arte, ho l’impressione e la certezza che essa si doni a me. L’arte, una volta comunicata, muta chi di essa usufruisce, sia quando legga una poesia o un romanzo, sia osservi un quadro o altra arte visiva.
Si può dire che il poeta diventa artista nel momento stesso in cui riesce a far fondere il lettore con la propria opera, in modo che dimentichi se stesso, così come il poeta dimentica di sé nella tensione e nello sforzo del creare. Il poeta-artista attraverso le proprie opere crea un mondo non solo per se stesso, ma anche per chi usufruisce del suo lavoro: si trasforma, e cambia l’altra persona. L’artista è autore e ha autorità perché con il proprio ingegno ha progettato, ha creato con determinazione, ha avuto cura della propria opera inventando le soluzioni migliori, completandole con la parola fine.
Poesia e immagine possono convivere nella tua produzione poetica?
La poesia - dal greco poiesis - significa creazione, è una forma d’arte creata con la scelta e l’accostamento di parole secondo particolari leggi metriche che non possono essere ignorate dall’autore, è un componimento di fonemi.
La poesia ha in sé alcune qualità musicali e riesce a trasmettere concetti e stati d’animo in modo evocativo e potente. Nella poesia la lingua ha una funzione doppia poiché è un vettore di significati (con contenuti sia informativi sia emotivi) ed è un vettore di suoni. Allo stesso tempo, la poesia evoca immagini… capita a tutti di partecipare anche visivamente alla lettura di una poesia; ognuno di noi si crea una storia o un ambiente assolutamente personale ma nello stesso tempo concreto, “visto” appunto.
Oltre la poesia e la visione, si potrebbe arrivare a una fantasia musicale?
Quando una poesia è ascoltata, si avverte che attraverso il linguaggio del corpo e il modo di leggere il lettore interpreta il testo. In tal modo alle parole si aggiunge la dimensione teatrale della dizione e della recitazione: ecco, si può benissimo unire la musica alla poesia!
Quando la parola dipinge l’immagine
INTERVISTA a MARCO BRUNI a cura di GIAN PAOLO BONESINI
Per una mostra che è un mix di linguaggi diversi, una presentazione sui generis: il gallerista e curatore pone le domande e l’artista risponde, mettendosi a nudo.
Non ci sono intermediari o interpretazioni letterarie, si arriva giusto al cuore della mostra, al suo significato, all’immaginario e alla motivazioni che la sorreggono… una scoperta, in tutti i sensi.
Perché un poeta pensa anche di essere artista?
Per tentare una risposta, devo avvalermi di un linguaggio evocativo poetico. Un parziale svelamento può darlo un’osservazione attenta di ciò che il poeta, in questo caso io, fa, pensa e sente. Indubbiamente sono molto critico con me stesso, sono curioso verso tutto ciò che mi circonda e studio continuamente tutto quello che riguarda la mia attività, cercando di dare qualità alle mie composizioni: questo ovviamente comporta la conoscenza della lingua, delle tecniche poetiche e degli stili; quello che più è difficile, tuttavia, è fondere, oltrepassare e trasfigurare la parola per accedere all’aspetto visionario e visivo in cui incontro il simbolo o la figura che mi avvicina al linguaggio universale.
Solo in questo modo posso o credo di comunicare al massimo livello, con un’efficacia vera, quello che voglio esprimere.
Ottengo così un duplice risultato: mentre cerco la mia arte attraverso l’arte, compio un viaggio evolutivo. Infatti, quando cerco l’arte, ho l’impressione e la certezza che essa si doni a me. L’arte, una volta comunicata, muta chi di essa usufruisce, sia quando legga una poesia o un romanzo, sia osservi un quadro o altra arte visiva.
Si può dire che il poeta diventa artista nel momento stesso in cui riesce a far fondere il lettore con la propria opera, in modo che dimentichi se stesso, così come il poeta dimentica di sé nella tensione e nello sforzo del creare. Il poeta-artista attraverso le proprie opere crea un mondo non solo per se stesso, ma anche per chi usufruisce del suo lavoro: si trasforma, e cambia l’altra persona. L’artista è autore e ha autorità perché con il proprio ingegno ha progettato, ha creato con determinazione, ha avuto cura della propria opera inventando le soluzioni migliori, completandole con la parola fine.
Poesia e immagine possono convivere nella tua produzione poetica?
La poesia - dal greco poiesis - significa creazione, è una forma d’arte creata con la scelta e l’accostamento di parole secondo particolari leggi metriche che non possono essere ignorate dall’autore, è un componimento di fonemi.
La poesia ha in sé alcune qualità musicali e riesce a trasmettere concetti e stati d’animo in modo evocativo e potente. Nella poesia la lingua ha una funzione doppia poiché è un vettore di significati (con contenuti sia informativi sia emotivi) ed è un vettore di suoni. Allo stesso tempo, la poesia evoca immagini… capita a tutti di partecipare anche visivamente alla lettura di una poesia; ognuno di noi si crea una storia o un ambiente assolutamente personale ma nello stesso tempo concreto, “visto” appunto.
Oltre la poesia e la visione, si potrebbe arrivare a una fantasia musicale?
Quando una poesia è ascoltata, si avverte che attraverso il linguaggio del corpo e il modo di leggere il lettore interpreta il testo. In tal modo alle parole si aggiunge la dimensione teatrale della dizione e della recitazione: ecco, si può benissimo unire la musica alla poesia!
13
ottobre 2018
Marco Bruni – La giostra delle muse. Quando la parola dipinge l’immagine
Dal 13 al 31 ottobre 2018
arte contemporanea
Location
GALLERIA SPAZIOGRAFICO
Massa Marittima, Vicolo Ciambellano, 7, (Grosseto)
Massa Marittima, Vicolo Ciambellano, 7, (Grosseto)
Orario di apertura
Tuti i giorni ore 26.30 - 19.30
Vernissage
13 Ottobre 2018, ore 18.00
Autore
Curatore




