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Marco Bruzzone – Scena domestica con coccodrillo
Inaugurazione di Scena domestica con coccodrillo, mostra di Marco Bruzzone a cura di Specific.
L’esposizione si sviluppa come un ambiente domestico inquietante, costruito attraverso tende da doccia, portafogli, pulsantiere di citofoni, nature morte e frammenti instabili di quotidianità.
Comunicato stampa
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L’esposizione si sviluppa come un ambiente domestico inquietante, costruito attraverso tende da doccia, portafogli, pulsantiere di citofoni, nature morte e frammenti instabili di quotidianità.
Una serie di tende da doccia di Marco Bruzzone struttura lo spazio in archi morbidi, come membrane semi-trasparenti che attraversano i corpi dei visitatori, rivelandone solo la parte inferiore. Oggetti domestici associati a protezione e intimità, le tende si caricano qui di ambiguità: al tempo stesso nascondono ed espongono, evocando una vulnerabilità improvvisa. Accanto, due piccoli diorami composti da materiali ritrovati dall’artista – secchi di pittura, calzini in porcellana, frammenti assemblati in teche simili a mini-lavatrici – appaiono sospesi tra quiete e vita, trasformando l’elettrodomestico in un contenitore teatrale di ansia e memoria.
Un piccolo coccodrillo imbalsamato, legato alla storia personale di Marco Bruzzone, introduce una tensione più antica e predatoria all’interno della dimensione domestica. Attorno a questa presenza, la mostra articola un paesaggio di oggetti che interrogano intimità, valore e controllo: tre portafogli monumentali in finta pelle di Kate Mackeson, ingranditi fino a diventare architettura vuota; due pulsantiere di Daphne Ahlers, trasformate in soglie anonime e intime; le nature morte di Paola Campanella, cariche del peso di un’economia artistica fragile. Nel loro insieme, le opere in mostra trasformano gli oggetti domestici in presenze incerte. Il familiare diventa poroso e teatrale, rivelando la casa non come luogo di comfort o stabilità, ma come un fragile palcoscenico in cui corpi, oggetti e desideri negoziano continuamente visibilità, intimità e controllo
Una serie di tende da doccia di Marco Bruzzone struttura lo spazio in archi morbidi, come membrane semi-trasparenti che attraversano i corpi dei visitatori, rivelandone solo la parte inferiore. Oggetti domestici associati a protezione e intimità, le tende si caricano qui di ambiguità: al tempo stesso nascondono ed espongono, evocando una vulnerabilità improvvisa. Accanto, due piccoli diorami composti da materiali ritrovati dall’artista – secchi di pittura, calzini in porcellana, frammenti assemblati in teche simili a mini-lavatrici – appaiono sospesi tra quiete e vita, trasformando l’elettrodomestico in un contenitore teatrale di ansia e memoria.
Un piccolo coccodrillo imbalsamato, legato alla storia personale di Marco Bruzzone, introduce una tensione più antica e predatoria all’interno della dimensione domestica. Attorno a questa presenza, la mostra articola un paesaggio di oggetti che interrogano intimità, valore e controllo: tre portafogli monumentali in finta pelle di Kate Mackeson, ingranditi fino a diventare architettura vuota; due pulsantiere di Daphne Ahlers, trasformate in soglie anonime e intime; le nature morte di Paola Campanella, cariche del peso di un’economia artistica fragile. Nel loro insieme, le opere in mostra trasformano gli oggetti domestici in presenze incerte. Il familiare diventa poroso e teatrale, rivelando la casa non come luogo di comfort o stabilità, ma come un fragile palcoscenico in cui corpi, oggetti e desideri negoziano continuamente visibilità, intimità e controllo
18
giugno 2026
Marco Bruzzone – Scena domestica con coccodrillo
18 giugno 2026
arte contemporanea
Location
BiM – Dove Bicocca incontra Milano
Milano, Viale Piero e Alberto Pirelli, 10, (MI)
Milano, Viale Piero e Alberto Pirelli, 10, (MI)
Orario di apertura
18.30-22.30
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