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Maria Addamiano – Della donna…il canto
Saranno esposte inedite sulture dell’artista Maria Addamiano.
Comunicato stampa
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Riciclart - rivivart
Il macerato drammatico di Maria Addamiano.
Riciclart e rivivart sono due termini nuovi ma già diffusi. In che cosa consistono e cosa indicano? Nel riciclare e far rivivere materiali di risulta a fini artistici. L’ambivalenza del mezzo è ambivalenza del fine: non solo si sceglie in questa società dello spreco un uso più sobrio e quindi più etico, dei rifiuti a fini ecocompatibili, ma soprattutto si lascia un più ampio spazio alla creatività soggettiva. La carta, che è originariamente albero, cioè una delle più belle forme – materie di natura, è lo strumento e il mezzo per Maria Addamiano di fare arte di valore. La manipola, la accartoccia, la plasma fino a darle quell’assetto tale da divenire espressività contemporanea.
Un’invenzione tecnica, un gioco? Mica tanto, o meglio anche questo…ma il risultato finale ed ultimo è pura resa formale moderna.
Gran parte della scultura del XX secolo a partire da Rodin, dominante la visione impressionistica della luce – materia, si è andata modificando da statuto della plastica a resa dell’estremo pittoricismo: Alberto Giacometti e Germane Richier ne sono gli interpreti e i testimoni più alti e rappresentativi.
Quel pittoricismo che fa risaltare gli sbattimenti della luce rendendo dolenti o drammatiche le composizioni. Quelle dell’Addamiano sono prevalentemente temi sacri, divenuti ora sofferenza carnale umana nella specificità femminile: abbandoni, deliqui, macerazioni di fronte ai violenti eventi di questi decenni che sembrano sancire un ritorno di ferinità. Ma l’occhio dell’artista è quello della “pietas”: universale.. oltre ogni forma storica di religione istituzionalizzata, per essere solo religiosità umana.
(Luigi Dello Russo)
Il macerato drammatico di Maria Addamiano.
Riciclart e rivivart sono due termini nuovi ma già diffusi. In che cosa consistono e cosa indicano? Nel riciclare e far rivivere materiali di risulta a fini artistici. L’ambivalenza del mezzo è ambivalenza del fine: non solo si sceglie in questa società dello spreco un uso più sobrio e quindi più etico, dei rifiuti a fini ecocompatibili, ma soprattutto si lascia un più ampio spazio alla creatività soggettiva. La carta, che è originariamente albero, cioè una delle più belle forme – materie di natura, è lo strumento e il mezzo per Maria Addamiano di fare arte di valore. La manipola, la accartoccia, la plasma fino a darle quell’assetto tale da divenire espressività contemporanea.
Un’invenzione tecnica, un gioco? Mica tanto, o meglio anche questo…ma il risultato finale ed ultimo è pura resa formale moderna.
Gran parte della scultura del XX secolo a partire da Rodin, dominante la visione impressionistica della luce – materia, si è andata modificando da statuto della plastica a resa dell’estremo pittoricismo: Alberto Giacometti e Germane Richier ne sono gli interpreti e i testimoni più alti e rappresentativi.
Quel pittoricismo che fa risaltare gli sbattimenti della luce rendendo dolenti o drammatiche le composizioni. Quelle dell’Addamiano sono prevalentemente temi sacri, divenuti ora sofferenza carnale umana nella specificità femminile: abbandoni, deliqui, macerazioni di fronte ai violenti eventi di questi decenni che sembrano sancire un ritorno di ferinità. Ma l’occhio dell’artista è quello della “pietas”: universale.. oltre ogni forma storica di religione istituzionalizzata, per essere solo religiosità umana.
(Luigi Dello Russo)
05
marzo 2010
Maria Addamiano – Della donna…il canto
Dal 05 al 20 marzo 2010
arte contemporanea
Location
ADSUM ARTECONTEMPORANEA
Terlizzi, Via Guglielmo Marconi, 5, (Bari)
Terlizzi, Via Guglielmo Marconi, 5, (Bari)
Orario di apertura
10 - 12,30 e 18, 20,30; chiuso festivi e giovedì pomeriggio
Vernissage
5 Marzo 2010, ore 19,30
Autore
Curatore



