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Marino Benigna – Audaci silenzi
Della pittura di Marino Benigna colpiscono le atmosfere magiche e silenti, le penombre raccolte e ovattate, le luci calde e sfuggenti.
Pittura che diventa denuncia esistenziale, grido di dolore e sbigottito silenzio.
Comunicato stampa
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Alla Galleria d’Arte Contemporanea “Studio C” di via G. Campesio, 39 si inaugura oggi, alle ore 18, la mostra personale di Marino Benigna dal titolo “Audaci silenzi”.
Nato a Chiuduno, in provincia di Bergamo, dove anche attualmente vive e lavora, Marino Benigna ha frequentato lo studio dello scultore e pittore Flavio Pozzi eseguendo, per diversi anni, innumerevoli studi dal vero.Tirocinio importante e di grande significato (una volta i grandi artisti andavano a bottega) perché ha potenziato la sue già innate qualità grafico-compositive, lo ha avvicinato alla tecnica del colore e alla magia dell’invenzione. Ma, a tutto questo, l’artista bergamasco ha poi aggiunto studio e applicazione, visite a gallerie e musei fino a trovare un proprio mondo, un proprio stile, un proprio autentico ed originale linguaggio espressivo.
Artista vero e controcorrente, perché mai succube delle mode e del mercato, Marino Benigna ha amato profondamente Goya e Giacometti, ma anche i grandi nomi dell’Espressionismo tedesco (Schile, Munch, Ensor, Nolde ecc) e poi i più significativi esponenti del Realismo Esistenziale (costola e derivazione del Realismo Sociale di Renato Guttuso) come Ferroni, Banchieri, Cappelli, Zigaina ecc.
Da tutto ciò, da questi importanti e fondamentali agganci culturali di respiro nazionale ed europeo (con un certo riguardo alla Scuola Nordica), nasce e si sviluppa la pittura di Marino Benigna che però si affranca da tutto per vena creativa, solidità di composizione e teatralità di impianto. Ancora, di questa espressione, colpiscono le atmosfere magiche e silenti, le penombre raccolte e ovattate, le luci calde e sfuggenti.
Pittura che diventa denuncia esistenziale, grido di dolore e sbigottito silenzio.
Così gli occhi sbarrati, le bocche spalancate e le membra contorte dei suoi personaggi altro non vogliono rappresentare se non la voce di chi non ha più voce, la forza di chi non ha più forza, la disperazione di chi ha perso l’ultima speranza.
La rassegna, che sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini, terminerà il 7 marzo.
Nato a Chiuduno, in provincia di Bergamo, dove anche attualmente vive e lavora, Marino Benigna ha frequentato lo studio dello scultore e pittore Flavio Pozzi eseguendo, per diversi anni, innumerevoli studi dal vero.Tirocinio importante e di grande significato (una volta i grandi artisti andavano a bottega) perché ha potenziato la sue già innate qualità grafico-compositive, lo ha avvicinato alla tecnica del colore e alla magia dell’invenzione. Ma, a tutto questo, l’artista bergamasco ha poi aggiunto studio e applicazione, visite a gallerie e musei fino a trovare un proprio mondo, un proprio stile, un proprio autentico ed originale linguaggio espressivo.
Artista vero e controcorrente, perché mai succube delle mode e del mercato, Marino Benigna ha amato profondamente Goya e Giacometti, ma anche i grandi nomi dell’Espressionismo tedesco (Schile, Munch, Ensor, Nolde ecc) e poi i più significativi esponenti del Realismo Esistenziale (costola e derivazione del Realismo Sociale di Renato Guttuso) come Ferroni, Banchieri, Cappelli, Zigaina ecc.
Da tutto ciò, da questi importanti e fondamentali agganci culturali di respiro nazionale ed europeo (con un certo riguardo alla Scuola Nordica), nasce e si sviluppa la pittura di Marino Benigna che però si affranca da tutto per vena creativa, solidità di composizione e teatralità di impianto. Ancora, di questa espressione, colpiscono le atmosfere magiche e silenti, le penombre raccolte e ovattate, le luci calde e sfuggenti.
Pittura che diventa denuncia esistenziale, grido di dolore e sbigottito silenzio.
Così gli occhi sbarrati, le bocche spalancate e le membra contorte dei suoi personaggi altro non vogliono rappresentare se non la voce di chi non ha più voce, la forza di chi non ha più forza, la disperazione di chi ha perso l’ultima speranza.
La rassegna, che sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini, terminerà il 7 marzo.
23
febbraio 2013
Marino Benigna – Audaci silenzi
Dal 23 febbraio al 07 marzo 2013
arte contemporanea
Location
GALLERIA STUDIO C
Piacenza, Via Giovanni Campesio, 39, (Piacenza)
Piacenza, Via Giovanni Campesio, 39, (Piacenza)
Orario di apertura
feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30.
Lunedì chiuso
Vernissage
23 Febbraio 2013, ore 18.00
Autore
Curatore




