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Mario Dondero – Senza confine
La mostra – allestita in un edificio dentro le mura castellane di Altidona, borgo in collina, a pochi chilometri dal mare, in provincia di Fermo è divisa in due sezioni, nelle quali saranno esposte ottanta foto selezionate tra la vasta produzione di Mario Dondero.
Comunicato stampa
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L’Associazione Altidona Belvedere (con il patrocinio del Comune di Altidona Provincia di Fermo e della Fondazione Cassa Risparmio di Fermo), da alcuni anni realizza esposizioni dedicate al fotoreportage, ospitando tra gli altri grandi fotoreporter come Uliano Lucas, Letizia Battaglia, Tano D’Amico, Francesco Cito, Romano Cagnoni. Protagonista della mostra di quest’anno è Mario Dondero, leggenda vivente del fotogiornalismo, autentico poeta del reportage.
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La mostra – allestita in un edificio dentro le mura castellane di Altidona, borgo in collina, a pochi chilometri dal mare, in provincia di Fermo - resterà aperta dal 18 luglio al 23 agosto ed è divisa in due sezioni, nelle quali saranno esposte ottanta foto selezionate tra la vasta produzione di Mario Dondero.
Foto note e inedite riguardanti reportage realizzati in varie parti del mondo, ritratti di artisti, scatti che ripropongono momenti del Sessantotto in varie città d’Europa, volti di gente comune…. La mostra è l’occasione per cogliere le diverse sollecitazioni che hanno scandito il percorso di Dondero, in cinquant’anni di viaggi, impegno civile e sociale, di incontri con donne e uomini straordinari: un ottantaduenne dalla grande vitalità e vivacità intellettuale, oltre che uomo di grande cultura. “L’intellettuale dell’immagine” è stato recentemente definito sul National geographic. “Il suo sguardo riordina il visibile attraverso l’esperienza. Ed è proprio attraverso un’esperienza continua nel quotidiano, assieme alla sua grande capacità affabulatoria che Dondero trova la sua necessaria forma poetica … È l’essenzialità, l’umiltà dell’incontro: la sua grandezza è questa. Per questo Dondero è un instancabile agitatore di umanità” scrive di lui Stefano Tassinari su Letteraria (Edizioni Alegre) rivista semestrale di letteratura sociale a cui collabora lo stesso Dondero.
Dondero ha ritratto i più grandi protagonisti del cinema e del teatro italiani del novecento, e figure di rilevanza internazionale, da Beckett a Ionesco, da Sartre a Foucault, Althusser, Francis Bacon, Jeshar Kemal per non citarne che alcuni.Nel 1959, davanti alla sede delle Editions de Minuit immortala tutti assieme Claude Simon, Claude Mauriac, Jérôme Lindon, Robert Pinget, Nathalie Sarraute e Claude Ollier, scrittori che appartennero a quella che in seguito fu chiamata la corrente del nouveau roman. Senza quella fotografia, affermò Alain Robbe-Grillet, non ci sarebbe stato il nouveau roman.
Mario Dondero, di origini genovesi, nasce a Milano il 6 maggio 1928. Appena sedicenne è staffetta partigiana della brigata "Cesare Battisti", in Val d'Ossola. Troppo pigro per assecondare il suo talento di scrittore e nonostante Enzo Biagi lo assuma giovanissimo a "Milano sera", nell'immediato dopoguerra inizia la sua attività di fotografo collaborando con l'"Avanti" , "L'Unità" e, successivamente, con la rivista "Le Ore". Legato al cosiddetto gruppo dei "Giamaicani" (i frequentatori del bar Giamaica) Milan Alfa Castaldi, Camilla Cederna, Luciano Bianciardi, Giulia Niccolai, Carlo Bavagnoli, Ugo Mulas, Uliano Lucas nel 1955 si sposta a Parigi dove collabora con "L'Espresso", "L'Illustrazione Italiana", "Le Monde", "Le Nouvel Observateur". Frequenta e ritrae scrittori e intellettuali francesi (Roland Topor, Claude Mauriac, Daniel Pennac, Jeshar Kemal). Tra le sue foto più celebri, quella del gruppo degli scrittori del Nouveau roman scattata a Parigi nell'ottobre del 1959 davanti alla sede delle Editions de Minuit (Nathalie Serraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jerome Lindon, Robert Pinget, Claude Ollier). Il suo interesse per l'Africa si è manifestato attraverso la collaborazione alle riviste Jeune Afrique, Afrique-Asie, Demain l'Afrique.
Sulle orme di colui che considera un maestro insuperato, Robert Capa, e del grande documentarista Joris Ivens, di cui diverrà amico, la sua attenzione si rivolge immediatamente alla fotografia 'engagée': guerre, conflitti sociali e politici, avvenimenti internazionali sono infatti catturati e in più di un caso immortalati dal suo obiettivo, basti pensare al celebre scatto che per primo ritrae il crollo del Muro di Berlino. Grande interesse peraltro ha sempre mantenuto, in Italia e all'estero, per il lavoro degli artisti e degli scrittori, di cui si è trovato ad essere un complice compagno di strada. Tre sono gli epicentri del suo sguardo: Parigi, dove si è trasferito nel '54 e dove ha intrattenuto rapporti col meglio della cultura progressista e gauchiste; Milano, dove il suo sodalizio coi fotografi Carlo Bavagnoli, Alfa Castaldi e Ugo Mulas, unitamente a tanti altri intellettuali assidui del bar "Giamaica" nel quartiere di Brera, è rappresentato una volta per sempre nelle pagine centrali del romanzo "La vita agra" di Luciano Bianciardi; Roma infine, dove ha trascorso la più parte degli anni sessanta, ritrovando quasi ogni giorno alla semplice mensa di "Cesaretto", in via della Croce, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Laura Betti, Goffredo Parise. Fermo è da molti anni la città dove risiede tra un viaggio e l’altro.
Pubblicazioni di Dondero e su Dondero
Donderoad. Gli scrittori di Mario Dondero (Cattedrale Editore)
"La scelta di fotografie di scrittori e persone di cultura pubblicate in questo libro è commovente. Non solo sono scatti di una persona che ha avuto la costanza e il privilegio di essere presente agli avvenimenti culturali della seconda metà del secolo scorso, ma sono un'entrata gentile nella loro intimità. Spesso, nei commenti che Mario aggiunge alle fotografie, dice "Eravamo amici", "l'ho molto amato". Mario Dondero fotografa ciò che ama. E' la sua forma letteraria. I volti degli scrittori, i luoghi che li rappresentano, i loro gesti nei loro luoghi. A chi guarda resta una impressione profonda, un contesto, molto differente da tutto un mondo in cui ormai anche gli scrittori sono inseriti, fatto di luci, di pose, di tecnica".
Dondero 4 20 (Forum Editrice) A cura di Danilo De Marco
Dondero 4 20 è il singolare titolo del libro che un gruppo di scrittori, fotografi, giornalisti, artisti ha dedicato a Mario Dondero per celebrare una delle più originali figure del fotogiornalismo contemporaneo, ma soprattutto per fare un omaggio affettuoso a un caro amico per i suoi ottant’anni: quatre-vingt, quattro volte venti, per dirla alla francese, ma anche come i quattro venti che ti fanno volare in giro per il mondo. Una vita in bianco e nero, quella di Dondero, fuori dagli schemi; un vedere la fotografia, e anche il mondo, da irregolare. Il volume raccoglie testi, tra gli altri, di Erri De Luca, Danilo De Marco, Attilio Giordano, Antonio Gnoli, Elisabetta Rasy, Vladimiro Settimelli, Corrado Stajano, Uliano Lucas, Bernardo Valli…, ma anche nomi meno conosciuti, e poi i disegni di Altan, Bucchi, Guarino, Pericoli, Vauro, assieme ad una trentina di fotografie scattate a Dondero da Danilo De Marco.
Dondero, Mario
Scatti per Pasolini
Le immagini di Dondero raccolte n questo libro sono una serie di foto di scena in cui compare anche il regista alle prese con gli attori e sono state scattate negli anni Sessanti. Dondero ha sorpreso il regista sul set di film quali "La ricotta" e "Comizi d'amore" e altri di quel periodo, oppure ritratto Pasolini fra gli amici e i più stretti interlocutori (Moravia, Parise, Laura Betti in un bianco e nero di grande nitore e suggestione. Va aggiunto infatti che Dondero non ama la messa in posa ma preferisce la libertà espressiva, i soggetti in movimento, la vita che pulsa, sempre alla ricerca del tratto specifico che fonda la verità della fotografia.
Dondero, Mario
Un modo di vivere a cura di Roberto Mutti (Edmeridiana)
"Un modo di vivere" vuol rappresentare in sessanta immagini in bianconero un panorama che dà conto dei tanti temi che il fotografo ha affrontato: i tanti ritratti che alludono a profonde frequentazioni, le testimonianze dei momenti che poi sarebbero diventati storici (il Sessantotto a Parigi, ma anche la musica e il cabaret a Milano), i frammenti di vita colti nei paesi più lontani. Un viaggio, dunque fatto prevalentemente di ritratti, di sguardi di uomini con altri uomini, di parole scambiate e di incontri. Autore dotato di uno sguardo sapiente e capace di cogliere la realtà come solo i grandi reporter sanno fare, Mario Dondero, un fotografo anomalo, dotato di visione molto personale, sensibile e vivace.
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La mostra – allestita in un edificio dentro le mura castellane di Altidona, borgo in collina, a pochi chilometri dal mare, in provincia di Fermo - resterà aperta dal 18 luglio al 23 agosto ed è divisa in due sezioni, nelle quali saranno esposte ottanta foto selezionate tra la vasta produzione di Mario Dondero.
Foto note e inedite riguardanti reportage realizzati in varie parti del mondo, ritratti di artisti, scatti che ripropongono momenti del Sessantotto in varie città d’Europa, volti di gente comune…. La mostra è l’occasione per cogliere le diverse sollecitazioni che hanno scandito il percorso di Dondero, in cinquant’anni di viaggi, impegno civile e sociale, di incontri con donne e uomini straordinari: un ottantaduenne dalla grande vitalità e vivacità intellettuale, oltre che uomo di grande cultura. “L’intellettuale dell’immagine” è stato recentemente definito sul National geographic. “Il suo sguardo riordina il visibile attraverso l’esperienza. Ed è proprio attraverso un’esperienza continua nel quotidiano, assieme alla sua grande capacità affabulatoria che Dondero trova la sua necessaria forma poetica … È l’essenzialità, l’umiltà dell’incontro: la sua grandezza è questa. Per questo Dondero è un instancabile agitatore di umanità” scrive di lui Stefano Tassinari su Letteraria (Edizioni Alegre) rivista semestrale di letteratura sociale a cui collabora lo stesso Dondero.
Dondero ha ritratto i più grandi protagonisti del cinema e del teatro italiani del novecento, e figure di rilevanza internazionale, da Beckett a Ionesco, da Sartre a Foucault, Althusser, Francis Bacon, Jeshar Kemal per non citarne che alcuni.Nel 1959, davanti alla sede delle Editions de Minuit immortala tutti assieme Claude Simon, Claude Mauriac, Jérôme Lindon, Robert Pinget, Nathalie Sarraute e Claude Ollier, scrittori che appartennero a quella che in seguito fu chiamata la corrente del nouveau roman. Senza quella fotografia, affermò Alain Robbe-Grillet, non ci sarebbe stato il nouveau roman.
Mario Dondero, di origini genovesi, nasce a Milano il 6 maggio 1928. Appena sedicenne è staffetta partigiana della brigata "Cesare Battisti", in Val d'Ossola. Troppo pigro per assecondare il suo talento di scrittore e nonostante Enzo Biagi lo assuma giovanissimo a "Milano sera", nell'immediato dopoguerra inizia la sua attività di fotografo collaborando con l'"Avanti" , "L'Unità" e, successivamente, con la rivista "Le Ore". Legato al cosiddetto gruppo dei "Giamaicani" (i frequentatori del bar Giamaica) Milan Alfa Castaldi, Camilla Cederna, Luciano Bianciardi, Giulia Niccolai, Carlo Bavagnoli, Ugo Mulas, Uliano Lucas nel 1955 si sposta a Parigi dove collabora con "L'Espresso", "L'Illustrazione Italiana", "Le Monde", "Le Nouvel Observateur". Frequenta e ritrae scrittori e intellettuali francesi (Roland Topor, Claude Mauriac, Daniel Pennac, Jeshar Kemal). Tra le sue foto più celebri, quella del gruppo degli scrittori del Nouveau roman scattata a Parigi nell'ottobre del 1959 davanti alla sede delle Editions de Minuit (Nathalie Serraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jerome Lindon, Robert Pinget, Claude Ollier). Il suo interesse per l'Africa si è manifestato attraverso la collaborazione alle riviste Jeune Afrique, Afrique-Asie, Demain l'Afrique.
Sulle orme di colui che considera un maestro insuperato, Robert Capa, e del grande documentarista Joris Ivens, di cui diverrà amico, la sua attenzione si rivolge immediatamente alla fotografia 'engagée': guerre, conflitti sociali e politici, avvenimenti internazionali sono infatti catturati e in più di un caso immortalati dal suo obiettivo, basti pensare al celebre scatto che per primo ritrae il crollo del Muro di Berlino. Grande interesse peraltro ha sempre mantenuto, in Italia e all'estero, per il lavoro degli artisti e degli scrittori, di cui si è trovato ad essere un complice compagno di strada. Tre sono gli epicentri del suo sguardo: Parigi, dove si è trasferito nel '54 e dove ha intrattenuto rapporti col meglio della cultura progressista e gauchiste; Milano, dove il suo sodalizio coi fotografi Carlo Bavagnoli, Alfa Castaldi e Ugo Mulas, unitamente a tanti altri intellettuali assidui del bar "Giamaica" nel quartiere di Brera, è rappresentato una volta per sempre nelle pagine centrali del romanzo "La vita agra" di Luciano Bianciardi; Roma infine, dove ha trascorso la più parte degli anni sessanta, ritrovando quasi ogni giorno alla semplice mensa di "Cesaretto", in via della Croce, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Laura Betti, Goffredo Parise. Fermo è da molti anni la città dove risiede tra un viaggio e l’altro.
Pubblicazioni di Dondero e su Dondero
Donderoad. Gli scrittori di Mario Dondero (Cattedrale Editore)
"La scelta di fotografie di scrittori e persone di cultura pubblicate in questo libro è commovente. Non solo sono scatti di una persona che ha avuto la costanza e il privilegio di essere presente agli avvenimenti culturali della seconda metà del secolo scorso, ma sono un'entrata gentile nella loro intimità. Spesso, nei commenti che Mario aggiunge alle fotografie, dice "Eravamo amici", "l'ho molto amato". Mario Dondero fotografa ciò che ama. E' la sua forma letteraria. I volti degli scrittori, i luoghi che li rappresentano, i loro gesti nei loro luoghi. A chi guarda resta una impressione profonda, un contesto, molto differente da tutto un mondo in cui ormai anche gli scrittori sono inseriti, fatto di luci, di pose, di tecnica".
Dondero 4 20 (Forum Editrice) A cura di Danilo De Marco
Dondero 4 20 è il singolare titolo del libro che un gruppo di scrittori, fotografi, giornalisti, artisti ha dedicato a Mario Dondero per celebrare una delle più originali figure del fotogiornalismo contemporaneo, ma soprattutto per fare un omaggio affettuoso a un caro amico per i suoi ottant’anni: quatre-vingt, quattro volte venti, per dirla alla francese, ma anche come i quattro venti che ti fanno volare in giro per il mondo. Una vita in bianco e nero, quella di Dondero, fuori dagli schemi; un vedere la fotografia, e anche il mondo, da irregolare. Il volume raccoglie testi, tra gli altri, di Erri De Luca, Danilo De Marco, Attilio Giordano, Antonio Gnoli, Elisabetta Rasy, Vladimiro Settimelli, Corrado Stajano, Uliano Lucas, Bernardo Valli…, ma anche nomi meno conosciuti, e poi i disegni di Altan, Bucchi, Guarino, Pericoli, Vauro, assieme ad una trentina di fotografie scattate a Dondero da Danilo De Marco.
Dondero, Mario
Scatti per Pasolini
Le immagini di Dondero raccolte n questo libro sono una serie di foto di scena in cui compare anche il regista alle prese con gli attori e sono state scattate negli anni Sessanti. Dondero ha sorpreso il regista sul set di film quali "La ricotta" e "Comizi d'amore" e altri di quel periodo, oppure ritratto Pasolini fra gli amici e i più stretti interlocutori (Moravia, Parise, Laura Betti in un bianco e nero di grande nitore e suggestione. Va aggiunto infatti che Dondero non ama la messa in posa ma preferisce la libertà espressiva, i soggetti in movimento, la vita che pulsa, sempre alla ricerca del tratto specifico che fonda la verità della fotografia.
Dondero, Mario
Un modo di vivere a cura di Roberto Mutti (Edmeridiana)
"Un modo di vivere" vuol rappresentare in sessanta immagini in bianconero un panorama che dà conto dei tanti temi che il fotografo ha affrontato: i tanti ritratti che alludono a profonde frequentazioni, le testimonianze dei momenti che poi sarebbero diventati storici (il Sessantotto a Parigi, ma anche la musica e il cabaret a Milano), i frammenti di vita colti nei paesi più lontani. Un viaggio, dunque fatto prevalentemente di ritratti, di sguardi di uomini con altri uomini, di parole scambiate e di incontri. Autore dotato di uno sguardo sapiente e capace di cogliere la realtà come solo i grandi reporter sanno fare, Mario Dondero, un fotografo anomalo, dotato di visione molto personale, sensibile e vivace.
18
luglio 2010
Mario Dondero – Senza confine
Dal 18 luglio al 20 agosto 2010
fotografia
Location
CENTRO STORICO
Altidona, centro storico, (Ascoli Piceno)
Altidona, centro storico, (Ascoli Piceno)
Orario di apertura
tutti i giorni dalle 18 alle 23
Autore




