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Marion Jauth – Crescere e Diventare
Personale di un’artista olandese residente da anni in Austria
Comunicato stampa
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Marion JAUTH
“Crescere e Diventare”
12 gennaio - 7 febbraio 2013
Inaugurazione sabato 1 dicembre ore 18,30
Orario di apertura: dal martedì al sabato h 16 - 19.30
Paesaggi dell’anima
Ogni nuovo dipinto di Marion Jauth inizia con un dialogo interiore tra la tela di lino e l’artista. “La tela agisce e parla con me, mi catapulta in una profonda ansia interiore“. Marion Jauth si immerge in una specie di meditazione, che le permette di trasportare in superficie sensazioni e pensieri del subconscio. Il quadro viene girato, rigirato, rivoltato, accarezzato e ad un certo punto la mano prende il pennello o la matita e la prima linea si genera. La mano viene condotta dall’intuizione e di getto si crea la prima parte del dipinto. Questa consapevole evasione dalla razionalità, spiega anche la varietà delle forme artistiche e dei materiali. Opere, che all’inizio non soddisfano le sue esigenze, quindi, vengono messe da parte e più tardi rielaborate, ridipinte, tagliuzzate o viste da un’altra prospettiva, facendo nascere lavori del tutto nuovi. È un processo lento, fatto di tanti passi.
Certi quadri vengono elaborati nel corso degli anni, applicando abrasioni, levigature, sciacqui e nuove stesure, strato dopo strato. È di grande importanza la trasparenza, perché è questa che crea profondità.
Siccome non esistono ne progetti preliminari ne bozzetti, spesso sorgono nuove sfide durante la lavorazione. Acrilico, gessetti a olio, colori ad acquarello e inchiostro di china, sono gli elementi dai quali l’artista trae e disegna i suoi quadri armonici ed energici, su carta o tela, raccontando le sue storie e le sue vicende, con il suo inconfondibile linguaggio. È motrice, il desiderio ardente di veder crescere un dialogo tra densità e vuoto, tra molteplici strati e suddivisione di elementi, tra l’abbandono e la revoca.
Marion Jauth si confronta con temi attuali e con domande essenziali sull’esistenza. La natura per lei è un’inesauribile fonte. Non conta la sola riproduzione naturalistica, ma le sempre nuove creazioni ispirate dalla natura. Archetipi tornano come simboli dei paesaggi dell’anima.
La mitologia egiziana e l’ordine cosmico sono temi ricorrenti, che influenzano i quadri di Marion Jauth, risvegliando la sua fantasia artistica. In particolare i “Kanopen”, che rappresentano i recipienti nei quali gli egiziani, per tante dinastie, conservavano le viscere delle loro regine e dei loro re, nelle camere sepolcrali, insieme alle mummie. Nel ciclo “MAAT”, Marion Jauth cerca di interpretare nuovamente le vecchie tracce e di dar loro nuova vita. I quadri, mostrano trame che fanno pensare a un bozzolo improntato di leggerezza, che però, allo stesso momento, dispone di un enorme forza esplosiva. Solo poche linee, sembrano aderire alla vita che fu. Il loro contenuto, somigliante al seme, viene catapultato in un nuovo mondo. Spesso, si vede una piuma che galleggia, simbolo della dea Maat, che significa ordine, legge e giustizia. Valori che anche per Jauth sono di grande importanza e che contrappone alla straboccante ricchezza di fantasia.
Le sue opere non hanno l’intenzione di illudere l’osservatore con un mondo illeso. L’artista si rende perfettamente conto delle catastrofi e dei problemi dei nostri tempi, ma nonostante questo, riesce, con un’intensità figurativa, a dare alle sue opere uno spiraglio speciale, uno spiraglio chiamato speranza. Per lei l’arte significa condividere visioni.
Marion Jauth, nata nel 1954 a Blaricum, nei Paesi Bassi, risiede dal 1980 nel villaggio Steindorf am Ossiachersee, in Carinzia
Dal 1990, studio intensivo della pittura ad acquerello e delle tecniche di disegno con acrilici sperimentali presso l'Accademia estiva a Millstatt (Carinzia), con il Prof. Peter Kubovsky, e presso l’Accademia estiva a Moosburg con il Prof. Karl Wolfgang Brandstätter.
Seminari d'arte, tra l'altro, con Mag. Art Suzanne Axmann, Mag. Art. Bogdan Pascu.
Soggiorni all'estero, tra l'altro, in Israele e Sri Lanka.
Nel 1995 inizia ad esporre in mostre personali e collettive
Attività recente:
2011 Mostra presso l'istituto Jazz, Steindorf (A)
2011 Pittura "Mondi interni" mostra e letteratura nella biblioteca Bodensdorf am Ossiachersee come parte di "Austria Letture"
2011 "Arte, vino e letteratura" DVI proprietà Feldkirchen (A)
2011 Mostra di Natale "Lindenhof", Bodensdorf (A)
2012 Gemmakun Schaun, Mostra Regionale Sala di Cultura Sudhaus, Villach (A)
2012 Camera di Commercio WKÖ, Klagenfurt (A)
2012 Arti e Mestieri di mercato Ossiach (A)
2013 Associazione Culturale "la roggia", Pordenone (I) “Crescere e Diventare”
2013 Casa cultura, St. Georgen, St. Georgen am Längsee “Tra i mondi”
“Crescere e Diventare”
12 gennaio - 7 febbraio 2013
Inaugurazione sabato 1 dicembre ore 18,30
Orario di apertura: dal martedì al sabato h 16 - 19.30
Paesaggi dell’anima
Ogni nuovo dipinto di Marion Jauth inizia con un dialogo interiore tra la tela di lino e l’artista. “La tela agisce e parla con me, mi catapulta in una profonda ansia interiore“. Marion Jauth si immerge in una specie di meditazione, che le permette di trasportare in superficie sensazioni e pensieri del subconscio. Il quadro viene girato, rigirato, rivoltato, accarezzato e ad un certo punto la mano prende il pennello o la matita e la prima linea si genera. La mano viene condotta dall’intuizione e di getto si crea la prima parte del dipinto. Questa consapevole evasione dalla razionalità, spiega anche la varietà delle forme artistiche e dei materiali. Opere, che all’inizio non soddisfano le sue esigenze, quindi, vengono messe da parte e più tardi rielaborate, ridipinte, tagliuzzate o viste da un’altra prospettiva, facendo nascere lavori del tutto nuovi. È un processo lento, fatto di tanti passi.
Certi quadri vengono elaborati nel corso degli anni, applicando abrasioni, levigature, sciacqui e nuove stesure, strato dopo strato. È di grande importanza la trasparenza, perché è questa che crea profondità.
Siccome non esistono ne progetti preliminari ne bozzetti, spesso sorgono nuove sfide durante la lavorazione. Acrilico, gessetti a olio, colori ad acquarello e inchiostro di china, sono gli elementi dai quali l’artista trae e disegna i suoi quadri armonici ed energici, su carta o tela, raccontando le sue storie e le sue vicende, con il suo inconfondibile linguaggio. È motrice, il desiderio ardente di veder crescere un dialogo tra densità e vuoto, tra molteplici strati e suddivisione di elementi, tra l’abbandono e la revoca.
Marion Jauth si confronta con temi attuali e con domande essenziali sull’esistenza. La natura per lei è un’inesauribile fonte. Non conta la sola riproduzione naturalistica, ma le sempre nuove creazioni ispirate dalla natura. Archetipi tornano come simboli dei paesaggi dell’anima.
La mitologia egiziana e l’ordine cosmico sono temi ricorrenti, che influenzano i quadri di Marion Jauth, risvegliando la sua fantasia artistica. In particolare i “Kanopen”, che rappresentano i recipienti nei quali gli egiziani, per tante dinastie, conservavano le viscere delle loro regine e dei loro re, nelle camere sepolcrali, insieme alle mummie. Nel ciclo “MAAT”, Marion Jauth cerca di interpretare nuovamente le vecchie tracce e di dar loro nuova vita. I quadri, mostrano trame che fanno pensare a un bozzolo improntato di leggerezza, che però, allo stesso momento, dispone di un enorme forza esplosiva. Solo poche linee, sembrano aderire alla vita che fu. Il loro contenuto, somigliante al seme, viene catapultato in un nuovo mondo. Spesso, si vede una piuma che galleggia, simbolo della dea Maat, che significa ordine, legge e giustizia. Valori che anche per Jauth sono di grande importanza e che contrappone alla straboccante ricchezza di fantasia.
Le sue opere non hanno l’intenzione di illudere l’osservatore con un mondo illeso. L’artista si rende perfettamente conto delle catastrofi e dei problemi dei nostri tempi, ma nonostante questo, riesce, con un’intensità figurativa, a dare alle sue opere uno spiraglio speciale, uno spiraglio chiamato speranza. Per lei l’arte significa condividere visioni.
Marion Jauth, nata nel 1954 a Blaricum, nei Paesi Bassi, risiede dal 1980 nel villaggio Steindorf am Ossiachersee, in Carinzia
Dal 1990, studio intensivo della pittura ad acquerello e delle tecniche di disegno con acrilici sperimentali presso l'Accademia estiva a Millstatt (Carinzia), con il Prof. Peter Kubovsky, e presso l’Accademia estiva a Moosburg con il Prof. Karl Wolfgang Brandstätter.
Seminari d'arte, tra l'altro, con Mag. Art Suzanne Axmann, Mag. Art. Bogdan Pascu.
Soggiorni all'estero, tra l'altro, in Israele e Sri Lanka.
Nel 1995 inizia ad esporre in mostre personali e collettive
Attività recente:
2011 Mostra presso l'istituto Jazz, Steindorf (A)
2011 Pittura "Mondi interni" mostra e letteratura nella biblioteca Bodensdorf am Ossiachersee come parte di "Austria Letture"
2011 "Arte, vino e letteratura" DVI proprietà Feldkirchen (A)
2011 Mostra di Natale "Lindenhof", Bodensdorf (A)
2012 Gemmakun Schaun, Mostra Regionale Sala di Cultura Sudhaus, Villach (A)
2012 Camera di Commercio WKÖ, Klagenfurt (A)
2012 Arti e Mestieri di mercato Ossiach (A)
2013 Associazione Culturale "la roggia", Pordenone (I) “Crescere e Diventare”
2013 Casa cultura, St. Georgen, St. Georgen am Längsee “Tra i mondi”
12
gennaio 2013
Marion Jauth – Crescere e Diventare
Dal 12 gennaio al 07 febbraio 2013
arte contemporanea
Location
LA ROGGIA
Pordenone, Viale Trieste, 19, (Pordenone)
Pordenone, Viale Trieste, 19, (Pordenone)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 16 - 19
Vernissage
12 Gennaio 2013, ore 11,30
Autore




