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Massimo Dalla Pola – De rerum structura
De rerum structura è concentrata sulle architetture del medioevo, del razionalismo milanese e del socialismo che qui diventano l’espressione di un fare umano, fulcro della riflessione dell’artista: prescindendo dalla rappresentazione dell’uomo, egli ne indaga il pensiero attraverso l’architettura.
Comunicato stampa
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Giovedì 29 marzo Massimo Dalla Pola inaugura la sua mostra personale dal titolo De rerum structura. Lo spazio di Circoloquadro accoglierà The Middle Ages, The Fifties e The Second World, tre serie di lavori intorno ai quali si sta svolgendo la ricerca dell’artista milanese.
Alle pareti prenderanno vita le architetture dei castelli italiani del Medioevo, quelle delle case e dei palazzi razionalisti della Milano anni ’50 e quelle di teatri, sedi pubbliche e private tipiche dell’architettura socialista che va dagli anni ’20 agli ’80.
L’intento catalogativo di questo corpo di lavori denuncia un approccio scientifico all'arte e i modelli di riferimento sono tratti dalle arti minori, l’illustrazione, l’acquarello e dagli anonimi artisti del medioevo europeo. L’uso della linea infatti punta all’annullamento della decorazione e indaga le forme donando loro un aspetto raggelato e glaciale, grazie all’utilizzo ingente del bianco. La semplificazione del segno si configura quindi come il paradigma di un procedimento che vuole essere scientifico e razionale.
Scrive Marta Cereda nel testo in catalogo: “Le costruzioni, avulse dal contesto, acquistano un valore iconico; occupano il centro della scena, spesso con un’inquadratura frontale, sono l’unico elemento su cui concentrare l’attenzione. Divengono l’espressione di un fare umano, che è il fulcro della riflessione di Massimo Dalla Pola: prescindendo dalla rappresentazione dell’uomo, l’artista ne indaga il pensiero attraverso le forme architettoniche. Non a caso, infatti, le serie dei lavori a bianchetto esaminano tre epoche, diversamente concentrate dal punto di vista storico e temporale, durante le quali le tracce architettoniche si sono rese manifestazione tridimensionale del pensiero umano. Il medioevo, la Milano degli anni Cinquanta, il blocco Sovietico dagli anni '20 agli '80 hanno prodotto edifici nelle cui linee l’artista ritrova la sensibilità del periodo, gli ideali comuni. La distanza storica non è rilevante, nel momento in cui l’architettura viene intesa come immagine archetipica, che mantiene e amplifica nella semplificazione del tratto bianco il proprio valore identitario.”
Massimo Dalla Pola nasce nel 1971. Dopo la laurea in storia dell’arte, entra in contatto con l’ambito dell’arte contemporanea e del design milanesi. Espone i suoi primi lavori nel 2002 da Luciano Inga-Pin e, dopo alcune esperienze in spazi indipendenti in Italia e all’estero, dal 2008 intraprende un cammino espositivo continuativo con Allegra Ravizza e dal 2010 con lo spazio no-profit Circoloquadro. Nel 2011 inizia la collaborazione con Roberta Lietti Arte Contemporanea. Fa parte del collettivo di progettazione Recession Design, è grafico e autore satirico.
Catalogo in mostra: testi di Duccio Battistrada, Arianna Beretta, Marta Cereda.
Alle pareti prenderanno vita le architetture dei castelli italiani del Medioevo, quelle delle case e dei palazzi razionalisti della Milano anni ’50 e quelle di teatri, sedi pubbliche e private tipiche dell’architettura socialista che va dagli anni ’20 agli ’80.
L’intento catalogativo di questo corpo di lavori denuncia un approccio scientifico all'arte e i modelli di riferimento sono tratti dalle arti minori, l’illustrazione, l’acquarello e dagli anonimi artisti del medioevo europeo. L’uso della linea infatti punta all’annullamento della decorazione e indaga le forme donando loro un aspetto raggelato e glaciale, grazie all’utilizzo ingente del bianco. La semplificazione del segno si configura quindi come il paradigma di un procedimento che vuole essere scientifico e razionale.
Scrive Marta Cereda nel testo in catalogo: “Le costruzioni, avulse dal contesto, acquistano un valore iconico; occupano il centro della scena, spesso con un’inquadratura frontale, sono l’unico elemento su cui concentrare l’attenzione. Divengono l’espressione di un fare umano, che è il fulcro della riflessione di Massimo Dalla Pola: prescindendo dalla rappresentazione dell’uomo, l’artista ne indaga il pensiero attraverso le forme architettoniche. Non a caso, infatti, le serie dei lavori a bianchetto esaminano tre epoche, diversamente concentrate dal punto di vista storico e temporale, durante le quali le tracce architettoniche si sono rese manifestazione tridimensionale del pensiero umano. Il medioevo, la Milano degli anni Cinquanta, il blocco Sovietico dagli anni '20 agli '80 hanno prodotto edifici nelle cui linee l’artista ritrova la sensibilità del periodo, gli ideali comuni. La distanza storica non è rilevante, nel momento in cui l’architettura viene intesa come immagine archetipica, che mantiene e amplifica nella semplificazione del tratto bianco il proprio valore identitario.”
Massimo Dalla Pola nasce nel 1971. Dopo la laurea in storia dell’arte, entra in contatto con l’ambito dell’arte contemporanea e del design milanesi. Espone i suoi primi lavori nel 2002 da Luciano Inga-Pin e, dopo alcune esperienze in spazi indipendenti in Italia e all’estero, dal 2008 intraprende un cammino espositivo continuativo con Allegra Ravizza e dal 2010 con lo spazio no-profit Circoloquadro. Nel 2011 inizia la collaborazione con Roberta Lietti Arte Contemporanea. Fa parte del collettivo di progettazione Recession Design, è grafico e autore satirico.
Catalogo in mostra: testi di Duccio Battistrada, Arianna Beretta, Marta Cereda.
29
marzo 2012
Massimo Dalla Pola – De rerum structura
Dal 29 marzo al 27 aprile 2012
arte contemporanea
Location
CIRCOLOQUADRO
Milano, Via Gian Battista Passerini, 18, (Milano)
Milano, Via Gian Battista Passerini, 18, (Milano)
Orario di apertura
Da martedì a venerdì ore 15-19
Vernissage
29 Marzo 2012, h 18.30
Autore




