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Maurizio Barberis H. Thoreau – Alone
L’artista milanese Maurizio Barberis H. Thoreau già nel prezioso volontario doppio dichiara una complessità nella dicotomia nominale di un’esistenza che necessita di un alter ego dichiarato per compiersi congiungendo due cuori insieme. È un artista che possiede il vantaggio di quella riflessione nec
Comunicato stampa
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L’artista milanese Maurizio Barberis H. Thoreau già nel prezioso volontario doppio dichiara una complessità nella dicotomia nominale di un’esistenza che necessita di un alter ego dichiarato per compiersi congiungendo due cuori insieme. È un artista che possiede il vantaggio di quella riflessione necessaria che, con l’opera d’arte, ci comunica. Egli ci fa, attraverso i suoi occhi guardare dentro il mondo, cogliendone l’essenziale e a noi trasferendo un’innata qualità che, unitamente alla tecnica, ci conduce in un rapporto con il creato che altrimenti ci sfuggirebbe per sempre.
L’opera fotografica quale volontà di rappresentare il mondo inquadrandolo in un finito che ci rende la misura del sublime dinamico e lo congela in un sublime matematico. Questa duplicità, apparentemente ossimoro, è in Barberis-Thoreau finalmente esposta e chiarificatrice di quell’antica percezione e definizione della fotografia. In queste opere il sublime, il conflitto che esso accende nell’uomo nel confrontarsi con quanto gli è inconoscibile e invisibile, non trova una soluzione ma una direzione precisa, una volontà di serena accettazione del lungo e accidentato percorso verso la conoscenza, lo svelarsi a noi che è l’idea pura che l’artista ha riprodotto e che senza quell’idea a nulla serve guardare direttamente la natura e la realtà.
Un corpus di 21 fotografie che testimoniano la possibilità della salvezza attraverso lo sguardo, il vedere come forma di gnosi. Immagini come simulacri, doni consacrati agli dei che a loro volta ci ricompensano la salvezza attraverso la conoscenza.
L’opera fotografica quale volontà di rappresentare il mondo inquadrandolo in un finito che ci rende la misura del sublime dinamico e lo congela in un sublime matematico. Questa duplicità, apparentemente ossimoro, è in Barberis-Thoreau finalmente esposta e chiarificatrice di quell’antica percezione e definizione della fotografia. In queste opere il sublime, il conflitto che esso accende nell’uomo nel confrontarsi con quanto gli è inconoscibile e invisibile, non trova una soluzione ma una direzione precisa, una volontà di serena accettazione del lungo e accidentato percorso verso la conoscenza, lo svelarsi a noi che è l’idea pura che l’artista ha riprodotto e che senza quell’idea a nulla serve guardare direttamente la natura e la realtà.
Un corpus di 21 fotografie che testimoniano la possibilità della salvezza attraverso lo sguardo, il vedere come forma di gnosi. Immagini come simulacri, doni consacrati agli dei che a loro volta ci ricompensano la salvezza attraverso la conoscenza.
27
febbraio 2014
Maurizio Barberis H. Thoreau – Alone
Dal 27 febbraio al 30 marzo 2014
fotografia
Location
PRIMOPIANO HOMEPHOTOGALLERY
Napoli, Via Foria, 118, (Napoli)
Napoli, Via Foria, 118, (Napoli)
Orario di apertura
da martedì a giovedì ore 16-19 o su appuntamento
Vernissage
27 Febbraio 2014, h 18.30
Autore




