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Mettici la faccia! Artisti critici in Ungheria dagli anni Sessanta ad oggi
In Ungheria verso la fine degli anni ’60 emergono dei giovani artisti che indipendentemente dalla politica artistica ufficiale, si ingegnano a creare delle opere all’insegna della libertà artistica e della modernità. All’inizio degli anni ’70 la critica verso il sistema politico di allora oramai non si limita solo ad una questione di stile, bensì viene estesa anche all’uso di simboli e gesti
Comunicato stampa
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Dal 17 maggio all’11 giugno 2017 l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri –
Via Giulia, 1) ospiterà la mostra d’arte contemporanea METTICI LA FACCIA! Artisti
critici in Ungheria dagli anni Sessanta ad oggi. L’esposizione, proveniente dal Ludwig
Museum – Museo di arte contemporanea di Budapest (curatore della partecipazione
ungherese alla Biennale di Venezia) comprende n.41 opere di n.20 artisti, quali figure
emblematiche della controcultura del suddetto periodo.
Tra gli artisti ricordiamo András Baranyay, Balázs Beöthy, Ákos Birkás, Imre Bukta, István
Csákány, Attila Csörgő (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), Gábor
Gerhes, Gyula Gulyás, Tibor Gyenis, Tibor Hajas (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da
Christine Macel), László Haris, Judit Kele, Katalin Ladik (Lennon Ono Grant for Peace,
2016), Csaba Nemes, Sándor Pinczehelyi, Société Réaliste, János Sugár, Bálint Szombathy,
Gyula Várnai (Padiglione dell’Ungheria, Biennale di Venezia 2017).
In Ungheria verso la fine degli anni ’60 emergono dei giovani artisti che indipendentemente dalla
politica artistica ufficiale, si ingegnano a creare delle opere all’insegna della libertà artistica e della
modernità. All’inizio degli anni ’70 la critica verso il sistema politico di allora oramai non si limita
solo ad una questione di stile, bensì viene estesa anche all’uso di simboli e gesti.
Le opere concettuali, basate su riproduzioni fotografiche, le numerosi azioni artistiche e performance
mettono in discussione non solo tutti i topos ideologici e formali ben noti, ma anche l’intero apparato
socio- politico, evidenziando il ruolo del pubblico e dei mass media.
I cambiamenti socio-politici del dopo 1989 comportano nei paesi dell’Europa Centro-Orientale la
moda di vecchi e nuovi insegnamenti, ideologie che spaziano dall’individualismo e dal consumismo
al nazionalismo rinascente e alla religiosità.
Numerosi membri della nuova generazione di artisti del dopo ’89 si sono interessati al ruolo dell’arte
e dell’artista, al rapporto esistente tra vita e arte, a questioni quali l’identità sessuale, nazionale e
religiosa. Il periodo in oggetto è stato caratterizzato dalla pluralità, dalla concezione intermediale, dal
pensiero concettuale, dall’ulteriore espandersi dei video e delle foto.
Oggigiorno l’effetto della crisi si fa sentire sempre di più ed evoca in numerosi artisti nuove forme di
attivismo e del pensiero critico. Nelle opere di questi ultimi appaiono delle referenze socio-storiche
che aiutano a comprendere meglio il presente.
Il visitatore attraverso la selezione delle opere provenienti dalla collezione del Museo Ludwig -
Museo di arte contemporanea di Budapest - innanzitutto, fotografie e altre opere multimediali - avrà
modo di conoscere non solo l’arte contemporanea ungherese ma anche il passato recente
dell’Ungheria, il cambiamento delle ideologie che penetrano il quotidiano e l’arte.
Via Giulia, 1) ospiterà la mostra d’arte contemporanea METTICI LA FACCIA! Artisti
critici in Ungheria dagli anni Sessanta ad oggi. L’esposizione, proveniente dal Ludwig
Museum – Museo di arte contemporanea di Budapest (curatore della partecipazione
ungherese alla Biennale di Venezia) comprende n.41 opere di n.20 artisti, quali figure
emblematiche della controcultura del suddetto periodo.
Tra gli artisti ricordiamo András Baranyay, Balázs Beöthy, Ákos Birkás, Imre Bukta, István
Csákány, Attila Csörgő (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), Gábor
Gerhes, Gyula Gulyás, Tibor Gyenis, Tibor Hajas (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da
Christine Macel), László Haris, Judit Kele, Katalin Ladik (Lennon Ono Grant for Peace,
2016), Csaba Nemes, Sándor Pinczehelyi, Société Réaliste, János Sugár, Bálint Szombathy,
Gyula Várnai (Padiglione dell’Ungheria, Biennale di Venezia 2017).
In Ungheria verso la fine degli anni ’60 emergono dei giovani artisti che indipendentemente dalla
politica artistica ufficiale, si ingegnano a creare delle opere all’insegna della libertà artistica e della
modernità. All’inizio degli anni ’70 la critica verso il sistema politico di allora oramai non si limita
solo ad una questione di stile, bensì viene estesa anche all’uso di simboli e gesti.
Le opere concettuali, basate su riproduzioni fotografiche, le numerosi azioni artistiche e performance
mettono in discussione non solo tutti i topos ideologici e formali ben noti, ma anche l’intero apparato
socio- politico, evidenziando il ruolo del pubblico e dei mass media.
I cambiamenti socio-politici del dopo 1989 comportano nei paesi dell’Europa Centro-Orientale la
moda di vecchi e nuovi insegnamenti, ideologie che spaziano dall’individualismo e dal consumismo
al nazionalismo rinascente e alla religiosità.
Numerosi membri della nuova generazione di artisti del dopo ’89 si sono interessati al ruolo dell’arte
e dell’artista, al rapporto esistente tra vita e arte, a questioni quali l’identità sessuale, nazionale e
religiosa. Il periodo in oggetto è stato caratterizzato dalla pluralità, dalla concezione intermediale, dal
pensiero concettuale, dall’ulteriore espandersi dei video e delle foto.
Oggigiorno l’effetto della crisi si fa sentire sempre di più ed evoca in numerosi artisti nuove forme di
attivismo e del pensiero critico. Nelle opere di questi ultimi appaiono delle referenze socio-storiche
che aiutano a comprendere meglio il presente.
Il visitatore attraverso la selezione delle opere provenienti dalla collezione del Museo Ludwig -
Museo di arte contemporanea di Budapest - innanzitutto, fotografie e altre opere multimediali - avrà
modo di conoscere non solo l’arte contemporanea ungherese ma anche il passato recente
dell’Ungheria, il cambiamento delle ideologie che penetrano il quotidiano e l’arte.
17
maggio 2017
Mettici la faccia! Artisti critici in Ungheria dagli anni Sessanta ad oggi
Dal 17 maggio all'undici giugno 2017
arte contemporanea
Location
ISTITUTO BALASSI – ACCADEMIA D’UNGHERIA – PALAZZO FALCONIERI
Roma, Via Giulia, 1, (Roma)
Roma, Via Giulia, 1, (Roma)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 10.00-19.30,
sabato-domenica 10.00-13.00, 14.00-18.00.
Vernissage
17 Maggio 2017, h 19.30
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