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Mimmo Rotella- Dallo Strappo all’immagine
Mimmo Rotella ha sperimentato una tecnica raffinata partendo da un gesto semplice e ha realizzato un modo nuovo di costruire l’immagine partendo da un gesto distruttivo. E’ tutto più evidente proprio nei lavori degli anni ’90, in mostra al TOMAV.
Comunicato stampa
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Con l’evento dedicato a Mimmo Rotella si avvia la stagione espositiva 2012 del TOMAV, la splendida torre eptagonale che il comune di Moresco ha voluto destinare all’arte contemporanea.
La mostra Mimmo Rotella. Dallo strappo all’immagine, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Moresco e patrocinata dalla Provincia di Fermo in collaborazione con la Galleria Fabjbasaglia e Giusti Brokerage Art&Economy, crea l’opportunità di vedere le opere di un maestro riconosciuto del panorama nazionale e internazionale che dal dopoguerra ad oggi ha sviluppato una ricerca tesa ad indagare le possibilità poetiche dell’immagine riprodotta. L’esposizione pone l’attenzione sui lavori degli anni ’90, per alcuni aspetti vicini ai soggetti trattati negli anni ’50 – dedicati al cinema e ai suoi miti – ma anche lontani perché presenta quadri con temi nuovi come fiori e frutta e corpi di modelli della pubblicità, quasi suggerendo una interpretazione contemporanea dei tradizionali generi pittorici della natura morta e del nudo. La chiave di lettura è, per i lavori più storici come per quelli attuali, la tecnica: il decollage che ha portato Rotella a staccare dal muro manifesti pubblicitari per ricomporli su supporti diversi – tele, pannelli metallici – lasciando intravedere gli strappi e la sovrapposizione delle immagini sui muri nel tempo. Oggi il modus operandi è sempre lo stesso ma la natura più gioiosa ed edonistica delle immagini scelte induce a leggere quegli strappi come delle pennellate che rendono il quadro più omogeneo, meno stratificato e complesso. In passato i processi meccanici che hanno sempre sottinteso al suo lavoro costituivano un contrappunto rilevante alla illusorietà dell’immagine, mettendo in guardia dalla sua natura ammaliatrice per indurre piuttosto a mettere in moto l’attività critica dello spettatore. Oggi, invece, manifestano una più leggera e positiva opportunità espressiva, facendo sì che immagini a cui siamo ormai assuefatti assumano per noi un nuovo senso e una nuova attenzione.
Rotella, esponente del Nouveau Realisme e fondatore della Mec Art, continua a cercare in quei processi, che avevano fatto urlare alla morte dell’arte e alla perdita della sua aura, possibilità di nuove fascinazioni e di sempre maggiore coinvolgimento visivo e concettuale. La sua ricerca invece di aprirsi a scenari apocalittici, continua a cercare nei meccanismi produttivi e riproduttivi l’aspetto ammaliante, forse anche un po’ ludico, puntando sempre al peso della casualità dello strappo e della trasformazione delle immagini come possibilità rigenerative dell’arte … e anche di chi la guarda.
La mostra Mimmo Rotella. Dallo strappo all’immagine, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Moresco e patrocinata dalla Provincia di Fermo in collaborazione con la Galleria Fabjbasaglia e Giusti Brokerage Art&Economy, crea l’opportunità di vedere le opere di un maestro riconosciuto del panorama nazionale e internazionale che dal dopoguerra ad oggi ha sviluppato una ricerca tesa ad indagare le possibilità poetiche dell’immagine riprodotta. L’esposizione pone l’attenzione sui lavori degli anni ’90, per alcuni aspetti vicini ai soggetti trattati negli anni ’50 – dedicati al cinema e ai suoi miti – ma anche lontani perché presenta quadri con temi nuovi come fiori e frutta e corpi di modelli della pubblicità, quasi suggerendo una interpretazione contemporanea dei tradizionali generi pittorici della natura morta e del nudo. La chiave di lettura è, per i lavori più storici come per quelli attuali, la tecnica: il decollage che ha portato Rotella a staccare dal muro manifesti pubblicitari per ricomporli su supporti diversi – tele, pannelli metallici – lasciando intravedere gli strappi e la sovrapposizione delle immagini sui muri nel tempo. Oggi il modus operandi è sempre lo stesso ma la natura più gioiosa ed edonistica delle immagini scelte induce a leggere quegli strappi come delle pennellate che rendono il quadro più omogeneo, meno stratificato e complesso. In passato i processi meccanici che hanno sempre sottinteso al suo lavoro costituivano un contrappunto rilevante alla illusorietà dell’immagine, mettendo in guardia dalla sua natura ammaliatrice per indurre piuttosto a mettere in moto l’attività critica dello spettatore. Oggi, invece, manifestano una più leggera e positiva opportunità espressiva, facendo sì che immagini a cui siamo ormai assuefatti assumano per noi un nuovo senso e una nuova attenzione.
Rotella, esponente del Nouveau Realisme e fondatore della Mec Art, continua a cercare in quei processi, che avevano fatto urlare alla morte dell’arte e alla perdita della sua aura, possibilità di nuove fascinazioni e di sempre maggiore coinvolgimento visivo e concettuale. La sua ricerca invece di aprirsi a scenari apocalittici, continua a cercare nei meccanismi produttivi e riproduttivi l’aspetto ammaliante, forse anche un po’ ludico, puntando sempre al peso della casualità dello strappo e della trasformazione delle immagini come possibilità rigenerative dell’arte … e anche di chi la guarda.
23
giugno 2012
Mimmo Rotella- Dallo Strappo all’immagine
Dal 23 giugno al 22 luglio 2012
arte contemporanea
Location
TOMAV – TORRE DI MORESCO CENTRO ARTI VISIVE
Moresco, Piazza Castello, (Fermo)
Moresco, Piazza Castello, (Fermo)
Orario di apertura
da venerdi a domenica 17.00 – 20.00
Vernissage
23 Giugno 2012, h 18,30
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