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(mini)Terrapark
Installazione ambientale che unisce scultura, segni murali, collage e dispositivi ludici, esplorando il gioco come spazio di relazione, rischio e trasformazione, con un percorso interattivo e un algoritmo che genera un giocattolo-emblema personale.
Comunicato stampa
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Sono stata brava è un’installazione ambientale site-specific nata dal dialogo tra le ricerche di Sara Cancellieri e Daniela Conte attorno al tema del gioco, inteso non come semplice territorio dell’infanzia, ma come dispositivo originario di formazione, relazione e trasformazione.
Il progetto affronta il gioco come spazio di tensione tra regola e instabilità, controllo e perdita, ripetizione e metamorfosi. Rischio, ruolo, imitazione, alleanza, competizione e immaginazione emergono come forme primarie di apprendimento e costruzione dell’identità.
La stanza ideata da Cancellieri e Conte non si limita a contenere: attiva. Il letto composto dalle mine in ceramica e gli elementi modulari scultorei di Sara Cancellieri entrano in dialogo con i segni murali, i collage e gli assemblaggi di Daniela Conte, generando un ambiente in cui materia e visione, struttura e immaginazione si mettono reciprocamente in tensione. Il gioco diventa così metodo, prova, esposizione.
In una stanza dedicata, un dispositivo basato su scansione 3D e generazione algoritmica restituisce al visitatore l’immagine di un giocattolo guida personalizzato: non un ritratto, non un test, ma un emblema. L’algoritmo, sottratto alla logica della classificazione, produce un’immagine che non definisce ma interroga, restituendo l’identità come costruzione provvisoria e figura di adattamento.
Attorno all’installazione, (mini) TERRAPARK si sviluppa come un percorso ludico interattivo, personale e collettivo insieme. L’open space si trasforma in una sala giochi attraversabile, abitata da dispositivi analogici e arcade: un cabinato, un biliardino, gli scacchi, la campana tracciata a terra.
Cosa accade quando il corpo entra in scena, con l’errore, la frizione, la regola condivisa, il conflitto minimo?
Il progetto affronta il gioco come spazio di tensione tra regola e instabilità, controllo e perdita, ripetizione e metamorfosi. Rischio, ruolo, imitazione, alleanza, competizione e immaginazione emergono come forme primarie di apprendimento e costruzione dell’identità.
La stanza ideata da Cancellieri e Conte non si limita a contenere: attiva. Il letto composto dalle mine in ceramica e gli elementi modulari scultorei di Sara Cancellieri entrano in dialogo con i segni murali, i collage e gli assemblaggi di Daniela Conte, generando un ambiente in cui materia e visione, struttura e immaginazione si mettono reciprocamente in tensione. Il gioco diventa così metodo, prova, esposizione.
In una stanza dedicata, un dispositivo basato su scansione 3D e generazione algoritmica restituisce al visitatore l’immagine di un giocattolo guida personalizzato: non un ritratto, non un test, ma un emblema. L’algoritmo, sottratto alla logica della classificazione, produce un’immagine che non definisce ma interroga, restituendo l’identità come costruzione provvisoria e figura di adattamento.
Attorno all’installazione, (mini) TERRAPARK si sviluppa come un percorso ludico interattivo, personale e collettivo insieme. L’open space si trasforma in una sala giochi attraversabile, abitata da dispositivi analogici e arcade: un cabinato, un biliardino, gli scacchi, la campana tracciata a terra.
Cosa accade quando il corpo entra in scena, con l’errore, la frizione, la regola condivisa, il conflitto minimo?
18
aprile 2026
(mini)Terrapark
Dal 18 al 19 aprile 2026
arte contemporanea
Location
Format Mentis
Milano, Via Mario Pannunzio, 8, (MI)
Milano, Via Mario Pannunzio, 8, (MI)
Orario di apertura
sabato e domenica ore 14-20
Autore
Progetto grafico
Media partner
Produzione organizzazione






