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Mirko Canesi – Ananke
Nel progetto Ananke Mirko Canesi mette in scena le polarità dei processi cosmici stimolando le potenzialità distruttive di ciò che è delicato e grazioso e individuando i risvolti piacevoli e rassicuranti celati dalle rappresentazioni del male.
Comunicato stampa
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Dimora Artica prosegue la propria attività, finalizzata alla riconnessione le sperimentazioni artistiche e i principali temi della tradizione occidentale, presentando “Ananke”, progetto di Mirko Canesi a cura di Andrea Lacarpia.
Limitata dal tempo dello sfiorire di una rosa, l’esposizione intende stimolare riflessioni sull’inesorabile pressione del fato, costantemente esercitata dalle influenze che sovrastano l’esistenza dominando la natura, ed alle quali non è possibile sottrarsi.
Ananke, parola greca significante necessità, forza e costrizione, è il nome di una divinità primigenia della mitologia orfica, madre delle Moire con le quali personifica il destino. Gli studi sull’etimologia del termine, compiuti dal filologo Heinz Schreckenberg e successivamente ripresi da James Hillman, evidenziano il significato ricorrente espresso dalla radice hnk, presente in diverse lingue antiche e moderne, che riporta alle parole giogo, collare e cappio, quindi ad un vincolo di servitù al quale non si può sfuggire.
L’accettazione del fato si connette ad una visione ciclica dell’esistenza, governata dall’alternarsi di polarità contrapposte in un processo di rivoluzione perpetua, una ruota attraverso la quale l’esistenza si rigenera in una danza cosmica che sovrasta la volontà individuale. In tale tradizione il pensiero di Friedrich Nietzsche s’inserisce come innovatore, coniugando libertà e necessità nell’amor fati, principale qualità dell’oltreuomo, che esprime l’illimitatezza della propria volontà di potenza nella gioiosa accettazione del destino. In questo modo, apparentemente l’uomo supera ogni subordinazione, ponendosi nello stesso tempo come vittima e carnefice, creatore dello stesso giogo che lo domina.
Nel progetto Ananke Mirko Canesi mette in scena le polarità dei processi cosmici stimolando le potenzialità distruttive di ciò che è delicato e grazioso e individuando i risvolti piacevoli e rassicuranti celati dalle rappresentazioni del male. Se il profumo di una rosa è oggettivamente associato al piacere e ad un eros romantico e rarefatto, esasperato nell’intensità esso diviene repellente come un amore che si tramuta in legame violento e oppressivo. La mitologia classica narra l’ira degli dei dovuta al superamento del giusto limite, a causa del quale si risvegliano le energie distruttive che precedono la rigenerazione degli equilibri perduti. L’irruente manifestazione dell’occulta forza demolitrice è rappresentata da Mirko Canesi attraverso le bizzarre forme tentacolari di un demone dipinto su vetro, immagine che indica un’energia bloccante che soffoca e lega a sé con il fine di annientare, dietro alla quale traspare la rassicurante vivacità di un materiale dal colore cangiante, un arcobaleno che indica la fine della tempesta e nello stesso tempo profetizza oscuri presagi.
Limitata dal tempo dello sfiorire di una rosa, l’esposizione intende stimolare riflessioni sull’inesorabile pressione del fato, costantemente esercitata dalle influenze che sovrastano l’esistenza dominando la natura, ed alle quali non è possibile sottrarsi.
Ananke, parola greca significante necessità, forza e costrizione, è il nome di una divinità primigenia della mitologia orfica, madre delle Moire con le quali personifica il destino. Gli studi sull’etimologia del termine, compiuti dal filologo Heinz Schreckenberg e successivamente ripresi da James Hillman, evidenziano il significato ricorrente espresso dalla radice hnk, presente in diverse lingue antiche e moderne, che riporta alle parole giogo, collare e cappio, quindi ad un vincolo di servitù al quale non si può sfuggire.
L’accettazione del fato si connette ad una visione ciclica dell’esistenza, governata dall’alternarsi di polarità contrapposte in un processo di rivoluzione perpetua, una ruota attraverso la quale l’esistenza si rigenera in una danza cosmica che sovrasta la volontà individuale. In tale tradizione il pensiero di Friedrich Nietzsche s’inserisce come innovatore, coniugando libertà e necessità nell’amor fati, principale qualità dell’oltreuomo, che esprime l’illimitatezza della propria volontà di potenza nella gioiosa accettazione del destino. In questo modo, apparentemente l’uomo supera ogni subordinazione, ponendosi nello stesso tempo come vittima e carnefice, creatore dello stesso giogo che lo domina.
Nel progetto Ananke Mirko Canesi mette in scena le polarità dei processi cosmici stimolando le potenzialità distruttive di ciò che è delicato e grazioso e individuando i risvolti piacevoli e rassicuranti celati dalle rappresentazioni del male. Se il profumo di una rosa è oggettivamente associato al piacere e ad un eros romantico e rarefatto, esasperato nell’intensità esso diviene repellente come un amore che si tramuta in legame violento e oppressivo. La mitologia classica narra l’ira degli dei dovuta al superamento del giusto limite, a causa del quale si risvegliano le energie distruttive che precedono la rigenerazione degli equilibri perduti. L’irruente manifestazione dell’occulta forza demolitrice è rappresentata da Mirko Canesi attraverso le bizzarre forme tentacolari di un demone dipinto su vetro, immagine che indica un’energia bloccante che soffoca e lega a sé con il fine di annientare, dietro alla quale traspare la rassicurante vivacità di un materiale dal colore cangiante, un arcobaleno che indica la fine della tempesta e nello stesso tempo profetizza oscuri presagi.
14
marzo 2014
Mirko Canesi – Ananke
Dal 14 al 18 marzo 2014
arte contemporanea
Location
DIMORA ARTICA
Milano, Via Dolomiti, 11, (Milano)
Milano, Via Dolomiti, 11, (Milano)
Orario di apertura
venerdì ore 18.30 - 21.30
Vernissage
14 Marzo 2014, ore 18.30
Autore
Curatore




