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Monica Biancardi – Habitus
Si tratta di un recente e particolarissimo lavoro di Monica Biancardi, nel quale l’artista, contaminando il suo quotidiano occhio fotografico, si propone in una sorta di narrazione autobiografica con la quale si interroga e ci interroga. Gli oggetti, ovvero gli
abiti che le sono appartenuti racchiusi sottovuoto, rappresentano metaforicamente una seconda pelle di cui Biancardi si sveste mettendo a nudo una parte di sé, prestata alla fruizione collettiva
Comunicato stampa
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Sabato 13 ottobre 2012 ore 19,00
MARTE Mediateca, Arte, Eventi - Cava de’ Tirreni (Sa)
MONICA BIANCARDI HABITUS
Sabato 13 ottobre 2012, alle ore 19,00 presso la sede del MARTE di Cava de’ Tirreni sarà
inaugurata la personale di Monica Biancardi dal titolo Habitus. Prima di un ciclo di mostre
progettate e curate da Ada Patrizia Fiorillo per la mediateca cavese, essa si avvale delle
collaborazioni di Linda Gezzi e Maria Letizia Paiato.
Del recente ciclo Habitus saranno accolti in mostra dieci sottovuoti, ovvero oggetti personali proposti in
questa singolare veste formale, unitamente ad un video, della durata di 2'00" e ad una dia-proiezione
fotografica della durata di 1'30", entrambi proiettati in loop. Si tratta di un recente e particolarissimo lavoro
di Monica Biancardi, nel quale l’artista, contaminando il suo quotidiano occhio fotografico, si propone
in una sorta di narrazione autobiografica con la quale si interroga e ci interroga. Gli oggetti, ovvero gli
abiti che le sono appartenuti racchiusi sottovuoto, rappresentano metaforicamente una seconda pelle
di cui Biancardi si sveste mettendo a nudo una parte di sé, prestata alla fruizione collettiva. È in qualche
modo «un viaggio che – nota Ada Patrizia Fiorillo – porta l’artista a guardarsi dentro ed a mostrare il corpo
dell’abito come simulacro vuoto ed allo stesso carico di sollecitazioni emotive. Lo fa servendosi di strumenti
solo apparentemente diversi. Dagli oggetti al video, ovvero dal materiale all’immateriale corre la stessa
sensibilità con la quale Monica è abituata a guardare la vita, a cogliere la bellezza delle immagini, riportate
a nuova esistenza dal suo occhio interiore».
Habitus è da intendersi al pari di un gioco di parole, leggibile nella duplice accezione propria dell’abito
e dell’abitare ed interpretabile in ultima analisi come abitare l’abito. Si tratta di oggetti di memoria,
appartenenti ad un passato più o meno lontano – dalla gonnellina scozzese indossata a 5 anni al gilet cucito
dalla nonna in occasione del giorno della laurea – carichi dunque di una storia personale. Un’autobiografia
raccontata attraverso questi elementi di consumo sovente trascurati dalla nostra attenzione. Abiti che «se
potessero parlare – afferma l’artista – direbbero tante cose» in quanto «l’importanza di un indumento
non dipende dalla moda che lo determina ma dal valore che porta con sé». Valore che viene dichiarato dal
linguaggio, da piccole frasi che danno “voce” all’oggetto, prelevato da chi desidera raccontarci, e quindi
condividere, il proprio vissuto.
Il video trasmette per l’appunto tale necessità. Coglie una donna intenta nel duplice esercizio del vestirsi
e dello svestirsi: ella indossa l’abito e contemporaneamente lo toglie, lo indossa con rapidità e lo rimuove
con difficoltà, con facilità indossa il ricordo ma con fatica si allontana da esso. È un intreccio di sentimenti
che si rafforzano con la dia-proiezione dove una serie di fotografie di “reportage” svelano la vera storia degli
abiti. Svariate fotografie danno finalmente un volto al protagonista della narrazione. Si vede dunque l’artista
sola o in compagnia, da bambina o da donna, vestita con i medesimi indumenti che una volta dismessi
ha deciso di porre sottovuoto, quasi a sigillarne l’esistenza. L’uso dell’abito, del proprio abito, consente a
Biancardi di testimoniare il suo essere nella vita e nell’arte. Alludere ad una presenza anche in assenza è
per l’artista tracciare il filo di una storia, muoversi in essa servendosi di un simbolo. L’abito come emblema
della memoria vive nelle sue creazioni riportandoci alla mente quel lavoro di scavo che, proprio attraverso
l’abito usato, hanno messo in campo nelle pratiche della contemporaneità artisti come Christian Boltanski o
a Kaarina Kaikkonen.
Tale sollecitazione richiama una riflessione sugli odierni linguaggi dell’arte contemporanea. In tal senso
durante il corso della mostra è previsto un incontro tra l’artista ed il pubblico, aperto soprattutto alla
partecipazione dei giovani e delle scuole.
La mostra resterà aperta fino al 4 novembre 2012.
MONICA BIANCARDI nasce a Napoli nel 1972. Frequenta l’Accademia di Belle Arti della sua città, dove si laurea in
Scenografia con una tesi sperimentale sulla fotografia di teatro. Attualmente insegna Disegno e Storia del Costume a
Napoli. Inizia a lavorare giovanissima per importanti registi italiani e stranieri, realizzando sue personali ricerche
fotografiche che denunciano, come nel ciclo “Credere”, acquistato dalla Bibliothèque Nationale de France, un carattere
antropologico. È un taglio che si accompagna sovente nelle sue fotografie ad un interesse per gli aspetti sociali,
portandola ad orientare il suo sguardo tra le molteplici sfaccettature culturali del mondo occidentale e di quello orientale.
Di ciò testimonia il ciclo di opere “Orientamenti”. Molta parte ha nel suo lavoro anche il tema dei ritratti, con il quale,
nel 2004, è invitata da Achille Bonito Oliva a progettare un’intera cella della Certosa di Padula per la rassegna “Le
Opere e i giorni”. Uno dei lavori del progetto artistico “Aldilà”, verrà acquisito dalla nuova Metropolitana di Napoli.
Sempre nel 2004 è invitata da Antonio Presti a Catania, dove realizza un racconto per immagini dal titolo “Viaggio a
Librino” con lo scrittore israeliano Mejr Shalev. Nel 2005, con una delle opere del ciclo “Ritratti” vince il Premio
Serrone presso la Villa Reale di Monza. In questo stesso anno organizza inoltre una performance in piazza Castello a
Milano con tantissime donne intitolata “Un Abbraccio per la pace”, che ripeterà a distanza di tempo in piazza Dante a
Napoli e sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme con donne arabe ed israeliane. Tra le sue principali mostre personali si
segnalano: Subway, Superfly, Napoli 2000; Corpuscoli, performance con Gabriele Frasca e Massimiliano Sacchi,
Feltrinelli, Napoli 2001; Scrittori italiani-Ritratti, Feltrinelli, Napoli 2001; Ritratto con mani, Compact Art, Barcellona
2002; Credere, Galleria Immagina, Venezia 2002; Ritratti, installazione e video, Galleria Franco Riccardo, Napoli 2003;
Ritratti, Centre Cultural de Barcelona, nell’ambito di Barcelona Art Contemporary, Barcellona 2003; Ritratti, Galleria
Lattuada Studio, Milano 2004; Ritratti (video) Fnac, Parigi 2004; Aldilà, Galleria Franco Riccardo, Napoli 2004;
Credere, Galeria Adora Calvo, Salamanca 2005; Aldilà, Galerias de arte Las Rozas, Madrid 2005; Abbraccio per la
pace (2a tappa) con Fiorella La Lumia, Galleria Franco Riccardo, Napoli/Galleria Lattuada Studio, Milano 2005;
Abbraccio per la pace (3a tappa), East Jerusalem 2005; Mutamenti, Castel Sant’Elmo, Napoli 2006-2007; Monica
Biancardi, Fotografia 1, Spazio Figurae, Milano 2007; Tra le immagini, Hammam, East Jerusalem 2008; Mutamenti,
Kunsthaus Aarau visarte Galerie, Berna 2009; Orientamenti, Museo di Capodimonte, Napoli 2009; Tra le immagini,
Museo Archeologico Virtuale, Ercolano/Museo Civico del Torrione, Forio d’Ischia, 2009-2010; Orientamenti, Lipanje
Puntin-Gallery, Trieste 2010. Tra le sue partecipazioni collettive si segnalano: …i luoghi e la memoria…, Chiesa di
Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, Napoli 1999; Ville et valises, École nazionale supérieure d’Architecture,
Strasburgo 2000; Nero di scena, Ospedale della Pace, Napoli 2001; Metropoli, Milano Fiere, Milano 2002; Viaggio a
Librino con Mejr Shalev, Fondazione Antonio Presti, Catania 2004; Le opere e i giorni, Certosa di San Lorenzo, Padula
(SA), 2004; Paris.Photo, Conciergerie, Parigi 2004; Napoli Presente, PAN-Palazzo delle Arti, Napoli 2005; 100 Artists
for a Museum, Casoria (NA), 2005; Da Dada a Dada, Castello Longobardo, Pavia 2006; Il viaggio di Eva, Cascina
Roma, San Donato Milanese 2007; Camorra, CAM-International Contemporary Art Museum, Casoria (NA) 2008;
Orientamenti, ArtVerona, Verona 2009; O’Vero, Museo Madre, Napoli 2010; Dolore (installazione), Kunsthaus
Tacheles, Berlino 2011; Castello di Susans, Maravee Fàbrica, Majano (UD) 2011.
Ufficio stampa: Davide Speranza davidespes@libero.it
CONTATTI: Marte Mediateca, Corso Umberto I, 137, Cava de’Tirreni (SA)| Sito web: www.marteonline.com
Tel. 089 94 81 133 | facebook: Marte Mediateca Arte Eventi | email: press@marteonline.com
MARTE Mediateca, Arte, Eventi - Cava de’ Tirreni (Sa)
MONICA BIANCARDI HABITUS
Sabato 13 ottobre 2012, alle ore 19,00 presso la sede del MARTE di Cava de’ Tirreni sarà
inaugurata la personale di Monica Biancardi dal titolo Habitus. Prima di un ciclo di mostre
progettate e curate da Ada Patrizia Fiorillo per la mediateca cavese, essa si avvale delle
collaborazioni di Linda Gezzi e Maria Letizia Paiato.
Del recente ciclo Habitus saranno accolti in mostra dieci sottovuoti, ovvero oggetti personali proposti in
questa singolare veste formale, unitamente ad un video, della durata di 2'00" e ad una dia-proiezione
fotografica della durata di 1'30", entrambi proiettati in loop. Si tratta di un recente e particolarissimo lavoro
di Monica Biancardi, nel quale l’artista, contaminando il suo quotidiano occhio fotografico, si propone
in una sorta di narrazione autobiografica con la quale si interroga e ci interroga. Gli oggetti, ovvero gli
abiti che le sono appartenuti racchiusi sottovuoto, rappresentano metaforicamente una seconda pelle
di cui Biancardi si sveste mettendo a nudo una parte di sé, prestata alla fruizione collettiva. È in qualche
modo «un viaggio che – nota Ada Patrizia Fiorillo – porta l’artista a guardarsi dentro ed a mostrare il corpo
dell’abito come simulacro vuoto ed allo stesso carico di sollecitazioni emotive. Lo fa servendosi di strumenti
solo apparentemente diversi. Dagli oggetti al video, ovvero dal materiale all’immateriale corre la stessa
sensibilità con la quale Monica è abituata a guardare la vita, a cogliere la bellezza delle immagini, riportate
a nuova esistenza dal suo occhio interiore».
Habitus è da intendersi al pari di un gioco di parole, leggibile nella duplice accezione propria dell’abito
e dell’abitare ed interpretabile in ultima analisi come abitare l’abito. Si tratta di oggetti di memoria,
appartenenti ad un passato più o meno lontano – dalla gonnellina scozzese indossata a 5 anni al gilet cucito
dalla nonna in occasione del giorno della laurea – carichi dunque di una storia personale. Un’autobiografia
raccontata attraverso questi elementi di consumo sovente trascurati dalla nostra attenzione. Abiti che «se
potessero parlare – afferma l’artista – direbbero tante cose» in quanto «l’importanza di un indumento
non dipende dalla moda che lo determina ma dal valore che porta con sé». Valore che viene dichiarato dal
linguaggio, da piccole frasi che danno “voce” all’oggetto, prelevato da chi desidera raccontarci, e quindi
condividere, il proprio vissuto.
Il video trasmette per l’appunto tale necessità. Coglie una donna intenta nel duplice esercizio del vestirsi
e dello svestirsi: ella indossa l’abito e contemporaneamente lo toglie, lo indossa con rapidità e lo rimuove
con difficoltà, con facilità indossa il ricordo ma con fatica si allontana da esso. È un intreccio di sentimenti
che si rafforzano con la dia-proiezione dove una serie di fotografie di “reportage” svelano la vera storia degli
abiti. Svariate fotografie danno finalmente un volto al protagonista della narrazione. Si vede dunque l’artista
sola o in compagnia, da bambina o da donna, vestita con i medesimi indumenti che una volta dismessi
ha deciso di porre sottovuoto, quasi a sigillarne l’esistenza. L’uso dell’abito, del proprio abito, consente a
Biancardi di testimoniare il suo essere nella vita e nell’arte. Alludere ad una presenza anche in assenza è
per l’artista tracciare il filo di una storia, muoversi in essa servendosi di un simbolo. L’abito come emblema
della memoria vive nelle sue creazioni riportandoci alla mente quel lavoro di scavo che, proprio attraverso
l’abito usato, hanno messo in campo nelle pratiche della contemporaneità artisti come Christian Boltanski o
a Kaarina Kaikkonen.
Tale sollecitazione richiama una riflessione sugli odierni linguaggi dell’arte contemporanea. In tal senso
durante il corso della mostra è previsto un incontro tra l’artista ed il pubblico, aperto soprattutto alla
partecipazione dei giovani e delle scuole.
La mostra resterà aperta fino al 4 novembre 2012.
MONICA BIANCARDI nasce a Napoli nel 1972. Frequenta l’Accademia di Belle Arti della sua città, dove si laurea in
Scenografia con una tesi sperimentale sulla fotografia di teatro. Attualmente insegna Disegno e Storia del Costume a
Napoli. Inizia a lavorare giovanissima per importanti registi italiani e stranieri, realizzando sue personali ricerche
fotografiche che denunciano, come nel ciclo “Credere”, acquistato dalla Bibliothèque Nationale de France, un carattere
antropologico. È un taglio che si accompagna sovente nelle sue fotografie ad un interesse per gli aspetti sociali,
portandola ad orientare il suo sguardo tra le molteplici sfaccettature culturali del mondo occidentale e di quello orientale.
Di ciò testimonia il ciclo di opere “Orientamenti”. Molta parte ha nel suo lavoro anche il tema dei ritratti, con il quale,
nel 2004, è invitata da Achille Bonito Oliva a progettare un’intera cella della Certosa di Padula per la rassegna “Le
Opere e i giorni”. Uno dei lavori del progetto artistico “Aldilà”, verrà acquisito dalla nuova Metropolitana di Napoli.
Sempre nel 2004 è invitata da Antonio Presti a Catania, dove realizza un racconto per immagini dal titolo “Viaggio a
Librino” con lo scrittore israeliano Mejr Shalev. Nel 2005, con una delle opere del ciclo “Ritratti” vince il Premio
Serrone presso la Villa Reale di Monza. In questo stesso anno organizza inoltre una performance in piazza Castello a
Milano con tantissime donne intitolata “Un Abbraccio per la pace”, che ripeterà a distanza di tempo in piazza Dante a
Napoli e sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme con donne arabe ed israeliane. Tra le sue principali mostre personali si
segnalano: Subway, Superfly, Napoli 2000; Corpuscoli, performance con Gabriele Frasca e Massimiliano Sacchi,
Feltrinelli, Napoli 2001; Scrittori italiani-Ritratti, Feltrinelli, Napoli 2001; Ritratto con mani, Compact Art, Barcellona
2002; Credere, Galleria Immagina, Venezia 2002; Ritratti, installazione e video, Galleria Franco Riccardo, Napoli 2003;
Ritratti, Centre Cultural de Barcelona, nell’ambito di Barcelona Art Contemporary, Barcellona 2003; Ritratti, Galleria
Lattuada Studio, Milano 2004; Ritratti (video) Fnac, Parigi 2004; Aldilà, Galleria Franco Riccardo, Napoli 2004;
Credere, Galeria Adora Calvo, Salamanca 2005; Aldilà, Galerias de arte Las Rozas, Madrid 2005; Abbraccio per la
pace (2a tappa) con Fiorella La Lumia, Galleria Franco Riccardo, Napoli/Galleria Lattuada Studio, Milano 2005;
Abbraccio per la pace (3a tappa), East Jerusalem 2005; Mutamenti, Castel Sant’Elmo, Napoli 2006-2007; Monica
Biancardi, Fotografia 1, Spazio Figurae, Milano 2007; Tra le immagini, Hammam, East Jerusalem 2008; Mutamenti,
Kunsthaus Aarau visarte Galerie, Berna 2009; Orientamenti, Museo di Capodimonte, Napoli 2009; Tra le immagini,
Museo Archeologico Virtuale, Ercolano/Museo Civico del Torrione, Forio d’Ischia, 2009-2010; Orientamenti, Lipanje
Puntin-Gallery, Trieste 2010. Tra le sue partecipazioni collettive si segnalano: …i luoghi e la memoria…, Chiesa di
Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, Napoli 1999; Ville et valises, École nazionale supérieure d’Architecture,
Strasburgo 2000; Nero di scena, Ospedale della Pace, Napoli 2001; Metropoli, Milano Fiere, Milano 2002; Viaggio a
Librino con Mejr Shalev, Fondazione Antonio Presti, Catania 2004; Le opere e i giorni, Certosa di San Lorenzo, Padula
(SA), 2004; Paris.Photo, Conciergerie, Parigi 2004; Napoli Presente, PAN-Palazzo delle Arti, Napoli 2005; 100 Artists
for a Museum, Casoria (NA), 2005; Da Dada a Dada, Castello Longobardo, Pavia 2006; Il viaggio di Eva, Cascina
Roma, San Donato Milanese 2007; Camorra, CAM-International Contemporary Art Museum, Casoria (NA) 2008;
Orientamenti, ArtVerona, Verona 2009; O’Vero, Museo Madre, Napoli 2010; Dolore (installazione), Kunsthaus
Tacheles, Berlino 2011; Castello di Susans, Maravee Fàbrica, Majano (UD) 2011.
Ufficio stampa: Davide Speranza davidespes@libero.it
CONTATTI: Marte Mediateca, Corso Umberto I, 137, Cava de’Tirreni (SA)| Sito web: www.marteonline.com
Tel. 089 94 81 133 | facebook: Marte Mediateca Arte Eventi | email: press@marteonline.com
13
ottobre 2012
Monica Biancardi – Habitus
Dal 13 ottobre al 04 novembre 2012
arte contemporanea
Location
MEDIATECA MARTE
Cava De' Tirreni, Corso Umberto I, 137, (Salerno)
Cava De' Tirreni, Corso Umberto I, 137, (Salerno)
Vernissage
13 Ottobre 2012, ore 19
Autore
Curatore




