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Monica Biancardi – Orientamenti
I lavori di Monica Biancardi, siano essi lightbox o scatti in bianco e nero, propongono in modo coraggioso l’incontro di mondi e non semplicemente di culture diverse.
Comunicato stampa
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LipanjePuntin artecontemporanea – Trieste ha il piacere di presentare Orientamenti, una mostra personale di Monica Biancardi (1972, Napoli).
I lavori di Monica Biancardi, siano essi lightbox o scatti in bianco e nero, propongono in modo coraggioso l’incontro di mondi e non semplicemente di culture diverse. “Commistione, fusione, trasformazione, trafugamento, plagio, occhieggiamento, ibridazione…”, scrive in catalogo Olga Scotto di Vettimo, “…da artista viaggiatrice per vocazione, Monica Biancardi trattiene nella sua memoria fotografica le vetrine colorate che offrono all’Occidente prodotti orientali, in un mix variopinto di autentico e, raramente posticcio….ciò che è apparecchiato nelle vetrine è l’offerta di una produzione autentica o rivisitata della cultura orientale messa in mostra per il consumatore (o il consumismo?) occidentale.”
Nell’epoca che qualcuno ha definito postmoderna, in cui il relativismo – proposto come antidoto all’inveterata (per alcuni pessima) abitudine europea di pensare – sembra vietare il ricorso a categorie tanto ampie quanto indefinibili quali occidente ed oriente, gli artisti come la Biancardi recuperano il contatto con ciò che ancora esiste là fuori, per la strada, nei negozi, negli ospedali e nelle case. Quello che Monica Biancardi ritrova è esattamente il mondo come esso ancora è, con i suoi incontri/scontri e con quei residui di modernità che compongono (e continueranno a comporre per molto tempo) il complesso puzzle di segni cui viene dato il nome di presente.
Fotografie da un lato e lithgbox dall’altro materializzano due diverse modalità e forme di tempo: quello ciclico, non a caso in bianco e nero, degli aspetti immutabili dell’esistenza umana, i bisogni primari e la cultura (parlare, scrivere, raccontare, comunicare); quello lineare dell’attualità (Ie scatole di luce a colori), legato all’epoca presente, alle sue mode e alla pubblicità, che conferiscono alla città e alle persone il loro aspetto esteriore. Struttura e sovrastruttura? Natura e cultura? Tutti dualismi da definire di volta in volta, proprio come Oriente e Occidente.
In occasione della mostra al Museo di Capodimonte di Napoli è stato realizzato un catalogo (Shin Production) con testi di Nicola Spinosa, Remo Bodei, Olga Scotto di Settimo, Annamaria Palermo e Tiziana Grande.
Docente di Disegno e Storia del Costume, Monica Biancardi si è diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli con una tesi sperimentale sulla fotografia di teatro. Ha iniziato giovanissima a lavorare per importanti registi italiani e stranieri, procedendo in parallelo con la propria ricerca fotografica. La sua prima mostra Ritratti, inaugurata presso la galleria Franco Riccardo-Artivisive in Napoli, grazie al successo ottenuto viene ospitata in seguito al Macba di Barcellona, a Madrid, Salamanca, alla Biennale di Fotografia di Brescia, alla mostra sul Dada a Pavia a cura di Achille Bonito Oliva. Fra le mostre recenti si segnalano: 2006 Mutamenti (Castel Sant’Elmo, Napoli), 2008 Tra le immagini (Hammam, Gerusalemme est – Israele), Tra le immagini (Jericho Resort, Jericho – Palestina), 2009 Mutamenti (Kunsthaus Aarau visarte Galerie, Berna – Svizzera), Orientamenti (Museo di Capodimonte, Napoli).
I lavori di Monica Biancardi, siano essi lightbox o scatti in bianco e nero, propongono in modo coraggioso l’incontro di mondi e non semplicemente di culture diverse. “Commistione, fusione, trasformazione, trafugamento, plagio, occhieggiamento, ibridazione…”, scrive in catalogo Olga Scotto di Vettimo, “…da artista viaggiatrice per vocazione, Monica Biancardi trattiene nella sua memoria fotografica le vetrine colorate che offrono all’Occidente prodotti orientali, in un mix variopinto di autentico e, raramente posticcio….ciò che è apparecchiato nelle vetrine è l’offerta di una produzione autentica o rivisitata della cultura orientale messa in mostra per il consumatore (o il consumismo?) occidentale.”
Nell’epoca che qualcuno ha definito postmoderna, in cui il relativismo – proposto come antidoto all’inveterata (per alcuni pessima) abitudine europea di pensare – sembra vietare il ricorso a categorie tanto ampie quanto indefinibili quali occidente ed oriente, gli artisti come la Biancardi recuperano il contatto con ciò che ancora esiste là fuori, per la strada, nei negozi, negli ospedali e nelle case. Quello che Monica Biancardi ritrova è esattamente il mondo come esso ancora è, con i suoi incontri/scontri e con quei residui di modernità che compongono (e continueranno a comporre per molto tempo) il complesso puzzle di segni cui viene dato il nome di presente.
Fotografie da un lato e lithgbox dall’altro materializzano due diverse modalità e forme di tempo: quello ciclico, non a caso in bianco e nero, degli aspetti immutabili dell’esistenza umana, i bisogni primari e la cultura (parlare, scrivere, raccontare, comunicare); quello lineare dell’attualità (Ie scatole di luce a colori), legato all’epoca presente, alle sue mode e alla pubblicità, che conferiscono alla città e alle persone il loro aspetto esteriore. Struttura e sovrastruttura? Natura e cultura? Tutti dualismi da definire di volta in volta, proprio come Oriente e Occidente.
In occasione della mostra al Museo di Capodimonte di Napoli è stato realizzato un catalogo (Shin Production) con testi di Nicola Spinosa, Remo Bodei, Olga Scotto di Settimo, Annamaria Palermo e Tiziana Grande.
Docente di Disegno e Storia del Costume, Monica Biancardi si è diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli con una tesi sperimentale sulla fotografia di teatro. Ha iniziato giovanissima a lavorare per importanti registi italiani e stranieri, procedendo in parallelo con la propria ricerca fotografica. La sua prima mostra Ritratti, inaugurata presso la galleria Franco Riccardo-Artivisive in Napoli, grazie al successo ottenuto viene ospitata in seguito al Macba di Barcellona, a Madrid, Salamanca, alla Biennale di Fotografia di Brescia, alla mostra sul Dada a Pavia a cura di Achille Bonito Oliva. Fra le mostre recenti si segnalano: 2006 Mutamenti (Castel Sant’Elmo, Napoli), 2008 Tra le immagini (Hammam, Gerusalemme est – Israele), Tra le immagini (Jericho Resort, Jericho – Palestina), 2009 Mutamenti (Kunsthaus Aarau visarte Galerie, Berna – Svizzera), Orientamenti (Museo di Capodimonte, Napoli).
20
marzo 2010
Monica Biancardi – Orientamenti
Dal 20 marzo al 10 maggio 2010
fotografia
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
LIPANJEPUNTIN ARTE CONTEMPORANEA
Trieste, Via Armando Diaz, 4, (Trieste)
Trieste, Via Armando Diaz, 4, (Trieste)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15.30 - 19.30
Vernissage
20 Marzo 2010, ore 18.30
Autore




