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Nessuno-crew collective exhibition
All in together now!
Per la prima volta mostra collettiva della crew meneghina
esporrà alla Galleria “Key Gallery”.
Comunicato stampa
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NESSUNO
Mostra collettiva della crew: Nuclear1
Membri della crew in mostra:
Marte,Mate,Il Prosa,Marioky,Jin,Poms,Phoskya, Walter
Critica: Claudio Cerritelli
L'idea nasce tra l'unione di due realtà già esistenti sul territorio Milanese, di nascita o per adozione, Associazione carmilla e We run the
streets, due associazioni con scopo sociale la promozione dell'arte..
la citazione che meglio identifica il nostro progetto è "all in together now, titolo di una canzone del wu-tang clan, che rappresenta l'unione e la collettività come punto centrale o punto focale della mostra.
Il progetto comprende una murata sotto un ponte nella periferia sud di Milano, collegata tramite un video a quelle che saranno le opere
esposte nella galleria......un' opera collettiva della crew , delle tele a tema Nessuno..e delle miniature a sorpresa...
Durante la mostra ogni venerdì e sabato sarà possibile guardare i ragazzi dipingere in live,il video completo sarà visibile solo durante il
finissage, il 6 dicembre..a testimonianza del nostro lavoro. Riportando la street art in un luogo di confronto, la galleria,per essere
apprezzata senza perdere l'origine. La madre,la strada.
Da nessun luogo a tutti i luoghi,
per qualunque artista per nessun artista,
con ogni libertà in Nessuna libertà.
Dal testo critico di Claudio Cerritelli:
“Gli stili si fondono nelle procedure di gruppo con quella sapienza istintiva che attraversa i diversi percorsi, la molteplicità dei linguaggi
ha la sua ragion d’essere nel divenire dell’operazione collettiva”....“nell’ubiquità della sua rivoluzione trasversale, proprio perchè questo
gruppo milanese è destinato a entrare nella storia dei lavori collettivi che segna la vita della cultura artistica non omologabile dei nostri
anni”..
Stay tuned.Nessuno.Crew collective exhibiton
Un particolare ringraziamento a Claudio Cerritelli e Simone Varano
Consiglia Farinella
Associazione Culturale Carmilla
Uno sguardo dentro/fuori “Crew Nuclear 1”
Nell’idea di partecipazione collettiva di “Nuclear 1” le pulsioni
soggettive si uniscono, le attitudini individuali si collegano, ogni
capacità di scrittura figurale converge in un’unica atmosfera
irradiante, roboante, dinamica.
Gli stili si fondono nelle procedure di gruppo con quella sapienza
istintiva che attraversa i diversi percorsi, la molteplicità dei
linguaggi ha la sua ragion d’essere nel divenire dell’operazione
collettiva: dalla grafica alla pittura, dalla precisione delle tecniche
alle risorse imprevedibili del talento autodidatta, ogni intervento si
configura insieme agli altri, senza mezze misure.
L’utopia concreta di “Nuclear 1” è di lavorare senza gerarchie
producendo una somma sempre crescente di eccitazioni
fantastiche, aggregando iconografie stridenti e dissacranti,
aggressioni lineari e sonorità cromatiche inserite nel tessuto
urbano, da una periferia all’altra, in nessun luogo e dappertutto.
La religione del muro è luogo di tutti gli sguardi, orizzonte
polisensoriale dove l’arte di questi giovani prolifera e sconfina
continuamente, si pone fuori dal sistema dell’arte perchè è
sistematicamente proiettata a privilegiare l’atto creativo come
scelta di vita: pura impronta esistenziale che chiede spazi di
comunicazione disseminati nel territorio, laterali rispetto ai
percosi urbani dominanti.
Nell’azione di “Nuclear 1” il mito della libertà d’immagine
ripropone la convinzione che ogni racconto disambientato dai
contesti della città deve trasformarsi, contaminarsi, assumere
luoghi e sembianze molteplici, senza vincoli che non siano quelli
legati all’incontro con realtà sradicate, desiderio di congiungere
spazi e tempi disseminati nell’anonimato sociale.
L’individualità creativa è importante, non è mai negata
programmaticamente, è piuttosto condizione vitale di ogni
intervento, purchè funzionale al progetto di lavoro comune,
rispondente anche al legame d’amicizia che sostiene come un
vortice avvolgente le frenesie collettive della street art.
In questo gioco di squadra “Nuclear 1” cerca la sua forza d’urto
nel cambiare pelle, cercando di non ripetersi mai, di fare altre
mosse una volta realizzato un progetto spaziale e messe in campo
determinate morfologie. L’impatto più efficace e persistente è
quello che scaturisce dalla sintesi armonica dei vari componenti, si
tratta di dieci autori che si sono scelti a vicenda e sono entrati in
sintonia in modo naturale, come se tutto fosse legato alla voglia
d’avventura, all’intensità del corpo che supera i condizionamenti
della mente. Ogni volta questi artisti si concentrano nel percorso
di lavoro per realizzare la totalità spaziale con massima tenacia in
minimi tempi esecutivi, condizione necessaria per darsi un metodo
fluido e aperto, senza mediazioni.
Lavorare insieme significa conoscere la tempistica da seguire,
nulla è lasciato al caso ma richiede una concatenazione dei diversi
contributi operativi, uniti dall’uso a mano libera delle bombolette
spray, con tutte le differenti tecniche esecutive. Si passa dalla
precisione dei contorni all’efficacia delle sfumature, dallo stile
fumettistico ai dettagli realistici, dai nuclei figurali alle
sovrapposizioni d’immagine che creano interferenze cromatiche,
metamorfosi e movenze surreali, effetti vaporosi che si dilatano
sconfinando nell’ambiente.
Dinamizzare i canoni percettivi, risvegliare il torpore dell’ipnosi
metropolitana, nutrire l’immaginazione per non farsi catturare
dagli automatismi di massa, tramutare la fisiologia del corpo in
processi mentali che spingono da tutte le parti e non si esauriscono
mai: questi sono alcuni riferimenti su cui gli artisti di “Nuclear 1”
agiscono con inconfondibili dinamiche visive.
Queste figurazioni plastico-pittoriche bisogna seguirle nel loro
movimento di apertura e non fissarle nel casellario delle tendenze
artistiche, semmai è necessario inserirle in altri circuiti, a contatto
con differenti realtà creative. Bisogna dunque osservarle dentro il
territorio innovativo dell’Hip Hop, nell’ubiquità della sua
rivoluzione trasversale, proprio perchè questo gruppo milanese è
destinato a entrare nella storia dei lavori collettivi che segna la vita
della cultura artistica non omologabile dei nostri anni.
Claudio Cerritelli
Mostra collettiva della crew: Nuclear1
Membri della crew in mostra:
Marte,Mate,Il Prosa,Marioky,Jin,Poms,Phoskya, Walter
Critica: Claudio Cerritelli
L'idea nasce tra l'unione di due realtà già esistenti sul territorio Milanese, di nascita o per adozione, Associazione carmilla e We run the
streets, due associazioni con scopo sociale la promozione dell'arte..
la citazione che meglio identifica il nostro progetto è "all in together now, titolo di una canzone del wu-tang clan, che rappresenta l'unione e la collettività come punto centrale o punto focale della mostra.
Il progetto comprende una murata sotto un ponte nella periferia sud di Milano, collegata tramite un video a quelle che saranno le opere
esposte nella galleria......un' opera collettiva della crew , delle tele a tema Nessuno..e delle miniature a sorpresa...
Durante la mostra ogni venerdì e sabato sarà possibile guardare i ragazzi dipingere in live,il video completo sarà visibile solo durante il
finissage, il 6 dicembre..a testimonianza del nostro lavoro. Riportando la street art in un luogo di confronto, la galleria,per essere
apprezzata senza perdere l'origine. La madre,la strada.
Da nessun luogo a tutti i luoghi,
per qualunque artista per nessun artista,
con ogni libertà in Nessuna libertà.
Dal testo critico di Claudio Cerritelli:
“Gli stili si fondono nelle procedure di gruppo con quella sapienza istintiva che attraversa i diversi percorsi, la molteplicità dei linguaggi
ha la sua ragion d’essere nel divenire dell’operazione collettiva”....“nell’ubiquità della sua rivoluzione trasversale, proprio perchè questo
gruppo milanese è destinato a entrare nella storia dei lavori collettivi che segna la vita della cultura artistica non omologabile dei nostri
anni”..
Stay tuned.Nessuno.Crew collective exhibiton
Un particolare ringraziamento a Claudio Cerritelli e Simone Varano
Consiglia Farinella
Associazione Culturale Carmilla
Uno sguardo dentro/fuori “Crew Nuclear 1”
Nell’idea di partecipazione collettiva di “Nuclear 1” le pulsioni
soggettive si uniscono, le attitudini individuali si collegano, ogni
capacità di scrittura figurale converge in un’unica atmosfera
irradiante, roboante, dinamica.
Gli stili si fondono nelle procedure di gruppo con quella sapienza
istintiva che attraversa i diversi percorsi, la molteplicità dei
linguaggi ha la sua ragion d’essere nel divenire dell’operazione
collettiva: dalla grafica alla pittura, dalla precisione delle tecniche
alle risorse imprevedibili del talento autodidatta, ogni intervento si
configura insieme agli altri, senza mezze misure.
L’utopia concreta di “Nuclear 1” è di lavorare senza gerarchie
producendo una somma sempre crescente di eccitazioni
fantastiche, aggregando iconografie stridenti e dissacranti,
aggressioni lineari e sonorità cromatiche inserite nel tessuto
urbano, da una periferia all’altra, in nessun luogo e dappertutto.
La religione del muro è luogo di tutti gli sguardi, orizzonte
polisensoriale dove l’arte di questi giovani prolifera e sconfina
continuamente, si pone fuori dal sistema dell’arte perchè è
sistematicamente proiettata a privilegiare l’atto creativo come
scelta di vita: pura impronta esistenziale che chiede spazi di
comunicazione disseminati nel territorio, laterali rispetto ai
percosi urbani dominanti.
Nell’azione di “Nuclear 1” il mito della libertà d’immagine
ripropone la convinzione che ogni racconto disambientato dai
contesti della città deve trasformarsi, contaminarsi, assumere
luoghi e sembianze molteplici, senza vincoli che non siano quelli
legati all’incontro con realtà sradicate, desiderio di congiungere
spazi e tempi disseminati nell’anonimato sociale.
L’individualità creativa è importante, non è mai negata
programmaticamente, è piuttosto condizione vitale di ogni
intervento, purchè funzionale al progetto di lavoro comune,
rispondente anche al legame d’amicizia che sostiene come un
vortice avvolgente le frenesie collettive della street art.
In questo gioco di squadra “Nuclear 1” cerca la sua forza d’urto
nel cambiare pelle, cercando di non ripetersi mai, di fare altre
mosse una volta realizzato un progetto spaziale e messe in campo
determinate morfologie. L’impatto più efficace e persistente è
quello che scaturisce dalla sintesi armonica dei vari componenti, si
tratta di dieci autori che si sono scelti a vicenda e sono entrati in
sintonia in modo naturale, come se tutto fosse legato alla voglia
d’avventura, all’intensità del corpo che supera i condizionamenti
della mente. Ogni volta questi artisti si concentrano nel percorso
di lavoro per realizzare la totalità spaziale con massima tenacia in
minimi tempi esecutivi, condizione necessaria per darsi un metodo
fluido e aperto, senza mediazioni.
Lavorare insieme significa conoscere la tempistica da seguire,
nulla è lasciato al caso ma richiede una concatenazione dei diversi
contributi operativi, uniti dall’uso a mano libera delle bombolette
spray, con tutte le differenti tecniche esecutive. Si passa dalla
precisione dei contorni all’efficacia delle sfumature, dallo stile
fumettistico ai dettagli realistici, dai nuclei figurali alle
sovrapposizioni d’immagine che creano interferenze cromatiche,
metamorfosi e movenze surreali, effetti vaporosi che si dilatano
sconfinando nell’ambiente.
Dinamizzare i canoni percettivi, risvegliare il torpore dell’ipnosi
metropolitana, nutrire l’immaginazione per non farsi catturare
dagli automatismi di massa, tramutare la fisiologia del corpo in
processi mentali che spingono da tutte le parti e non si esauriscono
mai: questi sono alcuni riferimenti su cui gli artisti di “Nuclear 1”
agiscono con inconfondibili dinamiche visive.
Queste figurazioni plastico-pittoriche bisogna seguirle nel loro
movimento di apertura e non fissarle nel casellario delle tendenze
artistiche, semmai è necessario inserirle in altri circuiti, a contatto
con differenti realtà creative. Bisogna dunque osservarle dentro il
territorio innovativo dell’Hip Hop, nell’ubiquità della sua
rivoluzione trasversale, proprio perchè questo gruppo milanese è
destinato a entrare nella storia dei lavori collettivi che segna la vita
della cultura artistica non omologabile dei nostri anni.
Claudio Cerritelli
15
novembre 2014
Nessuno-crew collective exhibition
Dal 15 novembre al 06 dicembre 2014
arte moderna e contemporanea
Location
KEY GALLERY
Milano, Via Pietro Borsieri, 12, (Milano)
Milano, Via Pietro Borsieri, 12, (Milano)
Orario di apertura
Lun-Ven h 10.30-19.00
Sab h 12.00
Dom su Appuntamento
Vernissage
15 Novembre 2014, h.18.00
Autore




