Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Nic Alessandrini – Inferno Minore
L’artista, con un linguaggio diretto e senza filtri, conduce lo spettatore nel suo “inferno minore”, un mondo apparentemente sommerso in cui l’uomo è parte di un sinistro processo osmotico con quegli stessi oggetti che abbandona ogni giorno.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Nicola Alessandrini nasce a Macerata, dove si diploma nel 2002 in Pittura presso l’accademia di Belle Arti.
Partecipa ad eventi di arte urbana e pubblica sin dall’inizio degli anni 2000, privilegiando azioni d’arte relazionale e di “guerrilla artistica”. Alla sua attività d’arte murale, accompagna da sempre anche una produzione “in studio”, incentrata principalmente sul disegno, esponendo in gallerie ed eventi in tutto il mondo. Dal 2014, è direttore artistico del Festival Ratatà, evento internazionale di disegno contemporaneo, fumetto ed editoria indipendente che si tiene a Jesi.
È attualmente docente di Decorazione e Arte Pubblica presso l’accademia di Belle arti di Macerata.
La turbolenta cosmologia di immagini, descritta da Nic Alessandrini, racconta il tragico processo di penetrazione e colonizzazione dell’inconscio nella Realtà e il lavoro dell’artista trova, proprio nel superamento del limite biologico, la possibilità di intervenire direttamente nel processo evolutivo. Individui che consumano se stessi sotto forma di immagini e astrazioni, innesti clinici attraverso cui vengono replicati desideri, senso di identità e ricordi personali, confluiscono in forme radicalmente nuove, in grado di rispondere alla complessità e all’intreccio dell’attuale momento storico.
Della mostra di Nic Alessandrini scrive lo storico dell'arte Michele Servadio : "Fin dall’antichità esiste un profondo rapporto che lega l’arte all’oggetto; l’idea stessa di rendere quest’ultimo portatore di bellezza e di significato ha caratterizzato la vita e la
produzione di grandi artisti del passato, si pensi agli orefici fiorentini del Rinascimento o alle prestigiose manifatture dell’età moderna, fino ai grandi maestri del Novecento.
Oggi, tuttavia, si è creata un’evidente discontinuità che separa nitidamente il mondo dei sentimenti da quello materiale. L’uomo contemporaneo ha quasi totalmente perso quella sua antica e nobile capacità di infondere bellezza e sentimento negli oggetti; corroso dal consumismo e anestetizzato dal pensiero tecnico, l’oggetto nella società contemporanea diviene mero elemento di consumo e, come tale, presto dimenticato. L’uomo pensa ingenuamente di essere immune da questa vera e propria “incuria” dei sentimenti e proprio su questa sottile linea di confine si muove l’ultimo progetto espositivo di Nicola Alessandrini.
L’artista, con un linguaggio diretto e senza filtri, conduce lo spettatore nel suo “inferno minore”, un mondo apparentemente sommerso in cui l’uomo è parte di un sinistro processo osmotico con quegli stessi oggetti che abbandona ogni giorno. Attraverso un registro espressivo crudo ed essenziale, che vive a metà fra il nero del carboncino e il rosso della sanguigna, l’artista fornisce la propria personale visione dell’uomo contemporaneo, al quale
non resta che attendere questa lenta e inesorabile discesa.
L’inferno minore a cui Nicola Alessandrini dà forma e consistenza è uno Spazio, per usare le sue stesse parole un (non) paesaggio, in cui immagini forti, ciniche e spiazzanti inducono nello spettatore la sensazione di vivere un momento in cui “qualcosa” di orribile sia sul punto di accadere o che sia già accaduto ma i cui effetti non siano ancora visibili e tangibili. Auto
che vanno a fuoco mentre la natura sgorga dalle sue lamiere, antichi idoli che sembrano emergere da un ambiente anarchico e ribelle, una pianta che sorge da un vaso antropomorfo, tutto è conturbante e volutamente evocativo nel mondo generato dall’artista, perché funzionale al suo progetto di ricerca.
Una domanda sorge spontanea: c’è una soluzione? Esiste un modo per uscire da questo “inferno minore”? Il quesito, per quanto legittimo, è però minato in partenza; l’Arte non può dare soluzioni pronte all’uso, al massimo può far sorgere interrogativi. Allora cogliamo l’invito di Nicola Alessandrini ad immergersi anima e corpo nel suo “inferno minore”;
fondendoci con esso e assorbendo il suo messaggio, potremmo forse ricordarci di vivere “come una bandiera circondata da spazi aperti mentre le cose giù in basso non si muovono ancora”.
Partecipa ad eventi di arte urbana e pubblica sin dall’inizio degli anni 2000, privilegiando azioni d’arte relazionale e di “guerrilla artistica”. Alla sua attività d’arte murale, accompagna da sempre anche una produzione “in studio”, incentrata principalmente sul disegno, esponendo in gallerie ed eventi in tutto il mondo. Dal 2014, è direttore artistico del Festival Ratatà, evento internazionale di disegno contemporaneo, fumetto ed editoria indipendente che si tiene a Jesi.
È attualmente docente di Decorazione e Arte Pubblica presso l’accademia di Belle arti di Macerata.
La turbolenta cosmologia di immagini, descritta da Nic Alessandrini, racconta il tragico processo di penetrazione e colonizzazione dell’inconscio nella Realtà e il lavoro dell’artista trova, proprio nel superamento del limite biologico, la possibilità di intervenire direttamente nel processo evolutivo. Individui che consumano se stessi sotto forma di immagini e astrazioni, innesti clinici attraverso cui vengono replicati desideri, senso di identità e ricordi personali, confluiscono in forme radicalmente nuove, in grado di rispondere alla complessità e all’intreccio dell’attuale momento storico.
Della mostra di Nic Alessandrini scrive lo storico dell'arte Michele Servadio : "Fin dall’antichità esiste un profondo rapporto che lega l’arte all’oggetto; l’idea stessa di rendere quest’ultimo portatore di bellezza e di significato ha caratterizzato la vita e la
produzione di grandi artisti del passato, si pensi agli orefici fiorentini del Rinascimento o alle prestigiose manifatture dell’età moderna, fino ai grandi maestri del Novecento.
Oggi, tuttavia, si è creata un’evidente discontinuità che separa nitidamente il mondo dei sentimenti da quello materiale. L’uomo contemporaneo ha quasi totalmente perso quella sua antica e nobile capacità di infondere bellezza e sentimento negli oggetti; corroso dal consumismo e anestetizzato dal pensiero tecnico, l’oggetto nella società contemporanea diviene mero elemento di consumo e, come tale, presto dimenticato. L’uomo pensa ingenuamente di essere immune da questa vera e propria “incuria” dei sentimenti e proprio su questa sottile linea di confine si muove l’ultimo progetto espositivo di Nicola Alessandrini.
L’artista, con un linguaggio diretto e senza filtri, conduce lo spettatore nel suo “inferno minore”, un mondo apparentemente sommerso in cui l’uomo è parte di un sinistro processo osmotico con quegli stessi oggetti che abbandona ogni giorno. Attraverso un registro espressivo crudo ed essenziale, che vive a metà fra il nero del carboncino e il rosso della sanguigna, l’artista fornisce la propria personale visione dell’uomo contemporaneo, al quale
non resta che attendere questa lenta e inesorabile discesa.
L’inferno minore a cui Nicola Alessandrini dà forma e consistenza è uno Spazio, per usare le sue stesse parole un (non) paesaggio, in cui immagini forti, ciniche e spiazzanti inducono nello spettatore la sensazione di vivere un momento in cui “qualcosa” di orribile sia sul punto di accadere o che sia già accaduto ma i cui effetti non siano ancora visibili e tangibili. Auto
che vanno a fuoco mentre la natura sgorga dalle sue lamiere, antichi idoli che sembrano emergere da un ambiente anarchico e ribelle, una pianta che sorge da un vaso antropomorfo, tutto è conturbante e volutamente evocativo nel mondo generato dall’artista, perché funzionale al suo progetto di ricerca.
Una domanda sorge spontanea: c’è una soluzione? Esiste un modo per uscire da questo “inferno minore”? Il quesito, per quanto legittimo, è però minato in partenza; l’Arte non può dare soluzioni pronte all’uso, al massimo può far sorgere interrogativi. Allora cogliamo l’invito di Nicola Alessandrini ad immergersi anima e corpo nel suo “inferno minore”;
fondendoci con esso e assorbendo il suo messaggio, potremmo forse ricordarci di vivere “come una bandiera circondata da spazi aperti mentre le cose giù in basso non si muovono ancora”.
20
giugno 2026
Nic Alessandrini – Inferno Minore
Dal 20 giugno al 05 luglio 2026
arte contemporanea
Location
Associazione Culturale Galleria Papini
Ancona, Via Lazzaro Bernabei, 39, (AN)
Ancona, Via Lazzaro Bernabei, 39, (AN)
Orario di apertura
da giovedì a domenica ore 17,30-19,30
Vernissage
20 Giugno 2026, ore 18
Autore
Curatore
Autore testo critico
Patrocini







