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Nicola Magrin – Alberi…
Le opere di Nicola respirano leggere, senza tempo e senza peso. Figure lievi che nascono dal tratto sicuro della sua mano, dall’incontro difficile del pigmento con l’acqua. Dalla trama irregolare della carta che le ospita. E rimandano ad un mondo diverso. Dimenticato. Di trasparenza e Natura. Di incontri inattesi, di silenzi e di sguardi
Comunicato stampa
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“Alberi ” di Nicola Magrin, Milano 1978
“All’entrata del bosco spezzo i fili dei ragni che avvolgono i confini. Sono i sigilli stesi di notte, indicano l’intruso. Salgo tra i primi abeti
ancorati a pilastro e fondamenta, carico il piede dove non fa rumore. Per essere accolti in un bosco bisogna bisbigliare i passi. Finche’
vado sono uno lasciato passare. Se mi fermo e mi siedo con le spalle ad un tronco, vedo famiglie di alberi in movimento. Quando mi
fermo è il bosco che si muove”
Erri De Luca, “Il contrario di uno”
Incontrai Nicola per la prima volta un pomeriggio di novembre, uno di quei giorni piovosi e grigi cosi frequenti in Lombardia in autunno.
Andai nel suo studio per conoscerlo e per conoscere le sue opere, di cui tanto avevo sentito parlare. La prima sensazione che
percepii fu di pace e di armonia, una quiete inattesa era ovunque tra le sue mura. Un te’ condiviso e qualche parola come fossimo
vecchi amici, tutto di quella giornata trasmetteva serenita’. Desideravo gia’ aprire la mia galleria, ma solo in quel momento,
finalmente, avevo incontrato l’artista con il quale volevo inaugurare.
Le opere di Nicola respirano leggere, senza tempo e senza peso. Figure lievi che nascono dal tratto sicuro della sua mano,
dall’incontro difficile del pigmento con l’acqua. Dalla trama irregolare della carta che le ospita. E rimandano ad un mondo diverso.
Dimenticato. Di trasparenza e Natura. Di incontri inattesi, di silenzi e di sguardi.
Abbiamo scelto insieme di dedicare questa mostra agli alberi, sperando di poter ricreare in una galleria milanese, stretta nella morsa
di traffico e asfalto, quella solitudine di pace che solo la Natura riesce ancora a concederci, alcune volte, in alcuni luoghi, come un
dono prezioso.
Nei locali della galleria, che inaugura oggi per la prima volta, troviamo alberi in ogni opera. Entrando le betulle, oggetto di lungo studio
da parte dell’artista, sembrano emergere dalle nebbie dei lunghi inverni del nord, resistono ai freddi e conservano linfa vitale sotto
cortecce bianche e leggere. Nell’istallazione della seconda sala, dove figure di tronchi invernali ricreano un bosco nel quale lo sguardo
riesce a perdersi. Diciotto alberi diversi, osservati sulle nostre montagne, testimoniano la meravigliosa varieta’ delle foreste italiane.
Larici, castagni, abeti. Alberi che crescono insieme, nella solitudine del bosco, alberi sulla roccia a strapiombo, che resistono al vento
e alla neve in alta quota. Alberi rifugio, che offrono asilo e riposo agli animali che li abitano, e forse un po’ di tranquillita’ all’uomo che
la desidera.
Le due tele, invece, vedono i corvi, protagonisti di molte delle opere di Nicola, allegri e comunicativi sui rami di un albero spoglio, e
spettatori pazienti di un panorama industriale, scenario familiare all’artista che ha deciso di aprire il suo studio in un’antica fabbrica.
Immagine cara e sfondo costante di tanti giorni di creazione artistica.
E per ultima una piccola scultura, un lavoro di qualche anno fa, un’opera allegra e significativa, che viene esposta oggi, dopo diverso
tempo, quasi a testimoniare come il percorso artistico di Nicola, seppur cresciuto e maturato, non si sia mai discostato troppo da
quella freschezza che lo ha sempre caratterizzato. Rara e preziosa caratteristica che fa di lui un artista che non è sceso a patti con
le esigenze del mercato, ma che ha conservato un modo più autentico di concepire l’arte, prima di tutto come esperienza di se’,
comunicando un messaggio spesso perduto.
Attraverso le opere di questa mostra, e attraverso tutti i suoi lavori, Nicola ci regala un’arte diversa da quella che siamo abituati a
vedere nelle gallerie e nelle fiere degli ultimi decenni. Un’arte innovativa nel suo essere tradizionale, che abbandona il desiderio di
impressionare, di turbare e di scuotere per donare alle persone che la contemplano il raro privilegio di meravigliarsi e sorprendersi di
fronte ad immagini lievi e leggere, confortanti e poetiche.
Un’arte che accompagna e consola, in un mondo che ha da troppo tempo dimenticato il vero destino e l’inconfessato desiderio
dell’uomo: ritrovare una dimensione più intima e spirituale che conceda di ricreare un contatto con la Natura. Premessa necessaria e
irrinunciabile per poter finalmente tornare a percepire la terra “gradevole dimora del nostro transitare”.
Fiammetta Cavalleri
“All’entrata del bosco spezzo i fili dei ragni che avvolgono i confini. Sono i sigilli stesi di notte, indicano l’intruso. Salgo tra i primi abeti
ancorati a pilastro e fondamenta, carico il piede dove non fa rumore. Per essere accolti in un bosco bisogna bisbigliare i passi. Finche’
vado sono uno lasciato passare. Se mi fermo e mi siedo con le spalle ad un tronco, vedo famiglie di alberi in movimento. Quando mi
fermo è il bosco che si muove”
Erri De Luca, “Il contrario di uno”
Incontrai Nicola per la prima volta un pomeriggio di novembre, uno di quei giorni piovosi e grigi cosi frequenti in Lombardia in autunno.
Andai nel suo studio per conoscerlo e per conoscere le sue opere, di cui tanto avevo sentito parlare. La prima sensazione che
percepii fu di pace e di armonia, una quiete inattesa era ovunque tra le sue mura. Un te’ condiviso e qualche parola come fossimo
vecchi amici, tutto di quella giornata trasmetteva serenita’. Desideravo gia’ aprire la mia galleria, ma solo in quel momento,
finalmente, avevo incontrato l’artista con il quale volevo inaugurare.
Le opere di Nicola respirano leggere, senza tempo e senza peso. Figure lievi che nascono dal tratto sicuro della sua mano,
dall’incontro difficile del pigmento con l’acqua. Dalla trama irregolare della carta che le ospita. E rimandano ad un mondo diverso.
Dimenticato. Di trasparenza e Natura. Di incontri inattesi, di silenzi e di sguardi.
Abbiamo scelto insieme di dedicare questa mostra agli alberi, sperando di poter ricreare in una galleria milanese, stretta nella morsa
di traffico e asfalto, quella solitudine di pace che solo la Natura riesce ancora a concederci, alcune volte, in alcuni luoghi, come un
dono prezioso.
Nei locali della galleria, che inaugura oggi per la prima volta, troviamo alberi in ogni opera. Entrando le betulle, oggetto di lungo studio
da parte dell’artista, sembrano emergere dalle nebbie dei lunghi inverni del nord, resistono ai freddi e conservano linfa vitale sotto
cortecce bianche e leggere. Nell’istallazione della seconda sala, dove figure di tronchi invernali ricreano un bosco nel quale lo sguardo
riesce a perdersi. Diciotto alberi diversi, osservati sulle nostre montagne, testimoniano la meravigliosa varieta’ delle foreste italiane.
Larici, castagni, abeti. Alberi che crescono insieme, nella solitudine del bosco, alberi sulla roccia a strapiombo, che resistono al vento
e alla neve in alta quota. Alberi rifugio, che offrono asilo e riposo agli animali che li abitano, e forse un po’ di tranquillita’ all’uomo che
la desidera.
Le due tele, invece, vedono i corvi, protagonisti di molte delle opere di Nicola, allegri e comunicativi sui rami di un albero spoglio, e
spettatori pazienti di un panorama industriale, scenario familiare all’artista che ha deciso di aprire il suo studio in un’antica fabbrica.
Immagine cara e sfondo costante di tanti giorni di creazione artistica.
E per ultima una piccola scultura, un lavoro di qualche anno fa, un’opera allegra e significativa, che viene esposta oggi, dopo diverso
tempo, quasi a testimoniare come il percorso artistico di Nicola, seppur cresciuto e maturato, non si sia mai discostato troppo da
quella freschezza che lo ha sempre caratterizzato. Rara e preziosa caratteristica che fa di lui un artista che non è sceso a patti con
le esigenze del mercato, ma che ha conservato un modo più autentico di concepire l’arte, prima di tutto come esperienza di se’,
comunicando un messaggio spesso perduto.
Attraverso le opere di questa mostra, e attraverso tutti i suoi lavori, Nicola ci regala un’arte diversa da quella che siamo abituati a
vedere nelle gallerie e nelle fiere degli ultimi decenni. Un’arte innovativa nel suo essere tradizionale, che abbandona il desiderio di
impressionare, di turbare e di scuotere per donare alle persone che la contemplano il raro privilegio di meravigliarsi e sorprendersi di
fronte ad immagini lievi e leggere, confortanti e poetiche.
Un’arte che accompagna e consola, in un mondo che ha da troppo tempo dimenticato il vero destino e l’inconfessato desiderio
dell’uomo: ritrovare una dimensione più intima e spirituale che conceda di ricreare un contatto con la Natura. Premessa necessaria e
irrinunciabile per poter finalmente tornare a percepire la terra “gradevole dimora del nostro transitare”.
Fiammetta Cavalleri
06
ottobre 2011
Nicola Magrin – Alberi…
Dal 06 ottobre al 06 novembre 2011
arte contemporanea
Location
FIAMMETTA CAVALLERI ARTE
Milano, Largo Isabella D'aragona, 1, (Milano)
Milano, Largo Isabella D'aragona, 1, (Milano)
Orario di apertura
su appuntamento
Vernissage
6 Ottobre 2011, ore 19
Autore




