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Nicolò Quirico – Adda. Il medio corso del fiume
La serie dell’Adda ha un significato tutto particolare per la ricerca di questo artista che fa della fotografia un mezzo per giungere a installazioni quasi di matrice concettuale
Comunicato stampa
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Ci sono luoghi che abbiamo ogni giorno davanti agli occhi e che non abbiamo mai considerato abbastanza. Evidentemente il corso dell’Adda è uno di questi. Lo dimostrano con straordinaria efficacia i lavori che Nicolò Quirico ha dedicato al tema. Quirico, si sa, è abilissimo nell’intrecciare le immagini al linguaggio, lo studio alla suggestione di un momento, a mettere a fuoco associazioni di idee, rendendole visibili, e a giocare – spesso con un sorriso, ma mai con irriverenza – con il ricordo, con la cultura della tradizione, con i luoghi che lo circondano, con gli oggetti della quotidianità, trasformandoli in pensiero e in poesia.
La serie dell’Adda ha un significato tutto particolare per la ricerca di questo artista che fa della fotografia un mezzo per giungere a installazioni quasi di matrice concettuale, dove l’intelletto, il riferimento culturale, la citazione dotta (ma mai pedante) ha un ruolo di primo piano: il lungo Adda (il tratto di fiume che va dal lago di Lecco al paese di Trucazzano, ovvero il territorio tutelato dal Parco Adda Nord) è il luogo dove l’artista vive e lavora. Dall’indagine sul territorio sono nate immagini dalle atmosfere sospese, come spesso capita nei lavori di Quirico, scorci silenziosi, solitari, a tratti malinconici che lo spettatore deve saper rielaborare e fare propri aiutandosi con la propria immaginazione. Sono paesaggi fotografici pensati come in un dipinto, incorniciati da pennellate scure, sapientemente costruiti sull’impercettibile distanza tra il vero e il proprio riflesso, tra la realtà e il suo doppio, giocate sull’inganno del dritto e del rovescio. Del resto, a pensarci, l'Adda è uno dei pochi fiumi al mondo il cui nome può essere letto anche con le lettere che lo compongono riflesse.
Simona Bartolena, Storico dell’arte
La serie dell’Adda ha un significato tutto particolare per la ricerca di questo artista che fa della fotografia un mezzo per giungere a installazioni quasi di matrice concettuale, dove l’intelletto, il riferimento culturale, la citazione dotta (ma mai pedante) ha un ruolo di primo piano: il lungo Adda (il tratto di fiume che va dal lago di Lecco al paese di Trucazzano, ovvero il territorio tutelato dal Parco Adda Nord) è il luogo dove l’artista vive e lavora. Dall’indagine sul territorio sono nate immagini dalle atmosfere sospese, come spesso capita nei lavori di Quirico, scorci silenziosi, solitari, a tratti malinconici che lo spettatore deve saper rielaborare e fare propri aiutandosi con la propria immaginazione. Sono paesaggi fotografici pensati come in un dipinto, incorniciati da pennellate scure, sapientemente costruiti sull’impercettibile distanza tra il vero e il proprio riflesso, tra la realtà e il suo doppio, giocate sull’inganno del dritto e del rovescio. Del resto, a pensarci, l'Adda è uno dei pochi fiumi al mondo il cui nome può essere letto anche con le lettere che lo compongono riflesse.
Simona Bartolena, Storico dell’arte
10
luglio 2010
Nicolò Quirico – Adda. Il medio corso del fiume
Dal 10 al 18 luglio 2010
fotografia
Location
MUSEO CASA NATALE CESARE CANTU’
Brivio, Via Cesare Cantú, (Lecco)
Brivio, Via Cesare Cantú, (Lecco)
Orario di apertura
sabati ore 15-19
domeniche 10-12 e 15-19
Vernissage
10 Luglio 2010, ore 18, con l'intervendo dello storico dell'arte
di Simona Bartolena
Sito web
www.quirico.com
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