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Non è come sembra… Posso spiegare!
NON È COME SEMBRA… POSSO SPIEGARE!
Un’opera cambia quando la conosci
Opening: 14 maggio 2026, ore 19:00
Ingresso libero e aperitivo
Via Casperia 33 – Roma, zona Trieste
In mostra dal 14 al 21 maggio 2026, ore 16:00–20:00 (lun–sab)
Comunicato stampa
Segnala l'evento
NON È COME SEMBRA... POSSO SPIEGARE!
Un’opera cambia quando la conosci
Opening: 14 maggio 2026, ore 19:00
Ingresso libero e aperitivo
Via Casperia 33 – Roma, zona Trieste
In mostra dal 14 al 21 maggio 2026, ore 16:00–20:00 (lun–sab)
Succede spesso che un’opera venga guardata pochi secondi, giudicata in base
all’estetica e poi si passa oltre.
Poi, invece, qualcuno si ferma, la ascolta, ne capisce il significato e la percezione
cambia completamente.
Questa mostra nasce esattamente da qui.
NON È COME SEMBRA... POSSO SPIEGARE
Un’opera cambia quando la conosci
Una collettiva dedicata al momento in cui il messaggio dell’artista trasforma lo
sguardo di chi osserva.
Non solo opere da vedere, ma opere che hanno qualcosa da dire e che, quando
vengono comprese, acquistano valore.
E questa mostra è costruita dalle curatrici della Craving Art – Art Gallery proprio
per mettere l’artista nella condizione di far arrivare davvero il proprio lavoro al
pubblico.
Il vernissage sarà partecipativo, aperto a domande e curiosità, e coinvolgerà il
pubblico in modo attivo e performativo, favorendo una comprensione più
profonda delle opere al fine di coglierne una bellezza che va oltre l’estetica.
Craving Art conferma così la sua missione di spazio vivo, dove l’arte diventa
incontro, dialogo e stimolo per una comunità in continua crescita.
Artisti in mostra:
Alessio Marchionni sviluppa la propria ricerca tra pittura e tridimensione come
spinta espressiva necessaria e catartica. Le opere nascono da un’urgenza interna
che prende forma attraverso materiali diversi, dall’olio al collage, fino al legno e
Craving Art - Art Gallery
Via Casperia 33 - 00199 - Roma
alla creta. Nel suo lavoro, dove gesto e materia coincidono, ogni intervento porta
energia e presenza, senza distanza tra artista e opera. Le sue opere non cercano
compiacimento, ma impatto. Ed è proprio qui che risiede la loro forza.
La ricerca artistica di Arisha parla di affermazione identitaria attraverso i suoi
assemblaggi onirici e surreali. Il suo lavoro riflette sul bisogno contemporaneo di
apparire in una società in cui l’identità coincide sempre più con ciò che si sceglie di
mostrare, mentre quella autentica rischia di perdersi. Attraverso simboli corporei
tridimensionali, come il seno o il naso, l’artista esplora il confine tra artificio e
realtà, tra essere e apparire, costruendo una riflessione critica sulla percezione
del sé.
Nelle opere di Bless, ciò che appare come gesto essenziale si rivela una riflessione
profonda sull’incontro e sulla relazione. L’abbraccio diventa energia condivisa che
unisce senza limitare. Attraverso acquerello e inchiostro, l’artista crea immagini
che richiedono attenzione, svelando tensione emotiva, delicatezza e forza
interiore, oltre la superficie.
Con Morte al reggiseno Carla Agostina Coggiola riflette sul corsetto come simbolo
storico di oppressione fisica e culturale. Come il suo antenato, il reggiseno diventa
emblema delle imposizioni patriarcali sul corpo femminile e delle limitazioni
sociali alla libertà di pensiero e autodeterminazione. L’artista trasforma questo
simbolo di costrizione in un’affermazione di liberazione.
Carla Cogliandro è un’artista autodidatta che dipinge fin dall’infanzia,
sviluppando fin da subito un linguaggio visivo personale. Il suo stile, vivace e
istintivo, si distingue per un uso deciso del colore e una sensibilità
contemporanea. La passione per la moda si traduce in opere eleganti e ricche di
personalità, pensate per entrare in relazione con lo spazio e riempirlo di energia.
Craving LAB indaga le contraddizioni del mondo contemporaneo, esplorando il
confine sempre più instabile tra verità e finzione. L’opera esposta racconta una
società in cui l’apparenza sostituisce l’autenticità. Gli eccessi del virtuale, i fake e
le identità artificiali mettono in discussione i meccanismi che plasmano
percezione e realtà collettiva. Questo lavoro diventa così una riflessione sul
bisogno di ritrovare verità in un presente sempre più frammentato.
Nelle opere di Debbi, ciò che inizialmente appare come segno astratto o scrittura
indecifrabile rivela una traccia profonda di dolore emotivo e desiderio irrisolto. Il
gesto impulsivo, inciso fisicamente con le unghie, trasforma la sofferenza
affettiva in segno diretto e viscerale. Linguaggio e astrazione diventano così
Craving Art - Art Gallery
Via Casperia 33 - 00199 - Roma
testimonianza di assenza, bisogno e confessione, dove il significato più autentico
si svela solo oltre la prima impressione.
Emanuela De Marinis presenta una nuova serie dedicata al Manichino, simbolo
emerso che utilizza dopo il sisma dell’Aquila del 2009 come rappresentazione
dell’essere umano sospeso tra spirito e materia. Le sue opere conducono verso
dimensioni cosmiche e oniriche, evocando realtà di matrice antroposofica. Il
manichino diventa così metafora dell’uomo come involucro terreno, attraversato
dallo Spirito e chiamato a risvegliarsi oltre l’apparenza della realtà quotidiana.
Nelle fotografie di Giuseppe Nugara l’immagine si presenta come composizione
simbolica che apre a una riflessione su esistenza e condizione umana. Ogni
elemento visivo racchiude significati come destino, memoria e conflitto tra bene e
male. Oltrepassando l’immediatezza si può cogliere una narrazione più profonda,
che interroga il senso del percorso umano.
L’artista spagnolo Joan Roca Duarte dipinge la lotta silenziosa tra fragilità e forza
della condizione umana. Nei suoi Paisajes humanos, il volto diventa territorio vivo
e ferito. Con una pittura materica e vibrante, l’artista costruisce figure
frammentate che superano la rappresentazione fisica divenendo paesaggi
emotivi.
Nei quadri della pittrice brasiliana Suzana Scheinkman Levin i corpi si intrecciano,
si sfiorano e si prolungano l’uno nell’altro, dando forma a scene dense di
desiderio e tensione. Influenzata dal linguaggio del cinema, la sua pittura
restituisce l’impressione di un fotogramma sospeso, come un movimento
trattenuto, un istante di trasformazione in cui il confine tra contatto fisico ed
emozione si confonde.
Zeromila indaga il sovraccarico contemporaneo di parole, immagini e input che,
accumulandosi, perdono significato fino a trasformarsi in trappola e
annichilimento. Le sue opere digitali sovvertono l’aspettativa di movimento e
consumo rapido. Schermi contemporanei vengono immobilizzati in cornici
classiche, tornando alla condizione di quadro. Come moderne finestre visive,
interrompono il flusso incessante delle immagini, generando uno shock
percettivo che invita a riflettere profondamente sul nostro presente.
La mostra collettiva rinnova la visione di Craving Art – Art Gallery di trasformare i
propri spazi in un punto d’incontro vivo, dinamico e inclusivo, attraverso
esposizioni ed eventi creativi che favoriscono dialogo e nuove connessioni. Al
tempo stesso, la galleria si conferma terreno fertile per la scoperta, la
Craving Art - Art Gallery
Via Casperia 33 - 00199 - Roma
valorizzazione e l’emersione di talenti liberi e originali.
L’opening si terrà giovedì 14 maggio alle 19, in via Casperia 33 (Zona Trieste) a
Roma. L’ingresso è libero e un aperitivo accoglierà gli ospiti per celebrare insieme
quell’incontro profondo con l’arte che, oltre ogni apparenza, continua a
trasformarci e a restare in noi.
Un’opera cambia quando la conosci
Opening: 14 maggio 2026, ore 19:00
Ingresso libero e aperitivo
Via Casperia 33 – Roma, zona Trieste
In mostra dal 14 al 21 maggio 2026, ore 16:00–20:00 (lun–sab)
Succede spesso che un’opera venga guardata pochi secondi, giudicata in base
all’estetica e poi si passa oltre.
Poi, invece, qualcuno si ferma, la ascolta, ne capisce il significato e la percezione
cambia completamente.
Questa mostra nasce esattamente da qui.
NON È COME SEMBRA... POSSO SPIEGARE
Un’opera cambia quando la conosci
Una collettiva dedicata al momento in cui il messaggio dell’artista trasforma lo
sguardo di chi osserva.
Non solo opere da vedere, ma opere che hanno qualcosa da dire e che, quando
vengono comprese, acquistano valore.
E questa mostra è costruita dalle curatrici della Craving Art – Art Gallery proprio
per mettere l’artista nella condizione di far arrivare davvero il proprio lavoro al
pubblico.
Il vernissage sarà partecipativo, aperto a domande e curiosità, e coinvolgerà il
pubblico in modo attivo e performativo, favorendo una comprensione più
profonda delle opere al fine di coglierne una bellezza che va oltre l’estetica.
Craving Art conferma così la sua missione di spazio vivo, dove l’arte diventa
incontro, dialogo e stimolo per una comunità in continua crescita.
Artisti in mostra:
Alessio Marchionni sviluppa la propria ricerca tra pittura e tridimensione come
spinta espressiva necessaria e catartica. Le opere nascono da un’urgenza interna
che prende forma attraverso materiali diversi, dall’olio al collage, fino al legno e
Craving Art - Art Gallery
Via Casperia 33 - 00199 - Roma
alla creta. Nel suo lavoro, dove gesto e materia coincidono, ogni intervento porta
energia e presenza, senza distanza tra artista e opera. Le sue opere non cercano
compiacimento, ma impatto. Ed è proprio qui che risiede la loro forza.
La ricerca artistica di Arisha parla di affermazione identitaria attraverso i suoi
assemblaggi onirici e surreali. Il suo lavoro riflette sul bisogno contemporaneo di
apparire in una società in cui l’identità coincide sempre più con ciò che si sceglie di
mostrare, mentre quella autentica rischia di perdersi. Attraverso simboli corporei
tridimensionali, come il seno o il naso, l’artista esplora il confine tra artificio e
realtà, tra essere e apparire, costruendo una riflessione critica sulla percezione
del sé.
Nelle opere di Bless, ciò che appare come gesto essenziale si rivela una riflessione
profonda sull’incontro e sulla relazione. L’abbraccio diventa energia condivisa che
unisce senza limitare. Attraverso acquerello e inchiostro, l’artista crea immagini
che richiedono attenzione, svelando tensione emotiva, delicatezza e forza
interiore, oltre la superficie.
Con Morte al reggiseno Carla Agostina Coggiola riflette sul corsetto come simbolo
storico di oppressione fisica e culturale. Come il suo antenato, il reggiseno diventa
emblema delle imposizioni patriarcali sul corpo femminile e delle limitazioni
sociali alla libertà di pensiero e autodeterminazione. L’artista trasforma questo
simbolo di costrizione in un’affermazione di liberazione.
Carla Cogliandro è un’artista autodidatta che dipinge fin dall’infanzia,
sviluppando fin da subito un linguaggio visivo personale. Il suo stile, vivace e
istintivo, si distingue per un uso deciso del colore e una sensibilità
contemporanea. La passione per la moda si traduce in opere eleganti e ricche di
personalità, pensate per entrare in relazione con lo spazio e riempirlo di energia.
Craving LAB indaga le contraddizioni del mondo contemporaneo, esplorando il
confine sempre più instabile tra verità e finzione. L’opera esposta racconta una
società in cui l’apparenza sostituisce l’autenticità. Gli eccessi del virtuale, i fake e
le identità artificiali mettono in discussione i meccanismi che plasmano
percezione e realtà collettiva. Questo lavoro diventa così una riflessione sul
bisogno di ritrovare verità in un presente sempre più frammentato.
Nelle opere di Debbi, ciò che inizialmente appare come segno astratto o scrittura
indecifrabile rivela una traccia profonda di dolore emotivo e desiderio irrisolto. Il
gesto impulsivo, inciso fisicamente con le unghie, trasforma la sofferenza
affettiva in segno diretto e viscerale. Linguaggio e astrazione diventano così
Craving Art - Art Gallery
Via Casperia 33 - 00199 - Roma
testimonianza di assenza, bisogno e confessione, dove il significato più autentico
si svela solo oltre la prima impressione.
Emanuela De Marinis presenta una nuova serie dedicata al Manichino, simbolo
emerso che utilizza dopo il sisma dell’Aquila del 2009 come rappresentazione
dell’essere umano sospeso tra spirito e materia. Le sue opere conducono verso
dimensioni cosmiche e oniriche, evocando realtà di matrice antroposofica. Il
manichino diventa così metafora dell’uomo come involucro terreno, attraversato
dallo Spirito e chiamato a risvegliarsi oltre l’apparenza della realtà quotidiana.
Nelle fotografie di Giuseppe Nugara l’immagine si presenta come composizione
simbolica che apre a una riflessione su esistenza e condizione umana. Ogni
elemento visivo racchiude significati come destino, memoria e conflitto tra bene e
male. Oltrepassando l’immediatezza si può cogliere una narrazione più profonda,
che interroga il senso del percorso umano.
L’artista spagnolo Joan Roca Duarte dipinge la lotta silenziosa tra fragilità e forza
della condizione umana. Nei suoi Paisajes humanos, il volto diventa territorio vivo
e ferito. Con una pittura materica e vibrante, l’artista costruisce figure
frammentate che superano la rappresentazione fisica divenendo paesaggi
emotivi.
Nei quadri della pittrice brasiliana Suzana Scheinkman Levin i corpi si intrecciano,
si sfiorano e si prolungano l’uno nell’altro, dando forma a scene dense di
desiderio e tensione. Influenzata dal linguaggio del cinema, la sua pittura
restituisce l’impressione di un fotogramma sospeso, come un movimento
trattenuto, un istante di trasformazione in cui il confine tra contatto fisico ed
emozione si confonde.
Zeromila indaga il sovraccarico contemporaneo di parole, immagini e input che,
accumulandosi, perdono significato fino a trasformarsi in trappola e
annichilimento. Le sue opere digitali sovvertono l’aspettativa di movimento e
consumo rapido. Schermi contemporanei vengono immobilizzati in cornici
classiche, tornando alla condizione di quadro. Come moderne finestre visive,
interrompono il flusso incessante delle immagini, generando uno shock
percettivo che invita a riflettere profondamente sul nostro presente.
La mostra collettiva rinnova la visione di Craving Art – Art Gallery di trasformare i
propri spazi in un punto d’incontro vivo, dinamico e inclusivo, attraverso
esposizioni ed eventi creativi che favoriscono dialogo e nuove connessioni. Al
tempo stesso, la galleria si conferma terreno fertile per la scoperta, la
Craving Art - Art Gallery
Via Casperia 33 - 00199 - Roma
valorizzazione e l’emersione di talenti liberi e originali.
L’opening si terrà giovedì 14 maggio alle 19, in via Casperia 33 (Zona Trieste) a
Roma. L’ingresso è libero e un aperitivo accoglierà gli ospiti per celebrare insieme
quell’incontro profondo con l’arte che, oltre ogni apparenza, continua a
trasformarci e a restare in noi.
14
maggio 2026
Non è come sembra… Posso spiegare!
Dal 14 al 21 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Craving Art – Art Gallery
Roma, Via Casperia, 33, (RM)
Roma, Via Casperia, 33, (RM)
Orario di apertura
16-20
Vernissage
14 Maggio 2026, 19
Ufficio stampa
Craving Art - Art Gallery
Autore
Curatore
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