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Oggi il rais resta a casa – Presentazione esito della residenza artistica Giudicesse2030
Un film che nasce dall’ascolto, si costruisce nel tempo condiviso e mette in discussione un immaginario profondamente radicato: quello del mare come spazio maschile, governato da rituali e gerarchie patriarcali.
Comunicato stampa
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GIUDICESSE 2030
Il collettivo GIACINTA presenta Il rais oggi resta a casa, esito della residenza artistica Giudicesse2030
Quando il cinema diventa pratica collettiva e culturale: le donne della tonnara riscrivono il racconto del mare
Sabato 11 aprile 2026, ore 20
Teatro La Bottega, Via Venezia, 6A, Carloforte
Un film che nasce dall’ascolto, si costruisce nel tempo condiviso e mette in discussione un immaginario profondamente radicato: quello del mare come spazio maschile, governato da rituali e gerarchie patriarcali. Si intitola Il rais oggi resta a casa il film realizzato dal collettivo GIACINTA (Sara Basta, Miriam Goi, Maria Luisa Usai), esito della residenza artistica Giudicesse2030 che si è svolta a Carloforte dal 28 settembre al 10 ottobre 2025. Un progetto che intreccia ricerca artistica, pratiche partecipative e riflessione politica sul ruolo delle donne nei territori.
L’opera, che sarà presentata in anteprima pubblica l’11 aprile 2026 alle ore 20 a Carloforte, sull’isola di San Pietro, si inserisce in un percorso di ricerca che dialoga con alcune delle questioni più urgenti del contemporaneo: la rappresentazione del femminile, la costruzione delle narrazioni collettive e il rapporto tra arte, comunità e memoria. La presentazione si terrà presso il Teatro La Bottega, dell’associazione Bötti du Shcöggiu, luogo di riferimento per la comunità carlofortina e spazio intergenerazionale dedicato alla produzione e diffusione delle arti performative sull’isola. L’incontro sarà introdotto da Andrea Contu e Raffaela Saba per CSC Umanitaria Carbonia, capofila del progetto Giudicesse2030, che dialogheranno insieme alle artiste del collettivo GIACINTA, a Maria Pina Usai, curatrice, e a Marina Fanari, che ha curato gli aspetti legati a inclusione e accessibilità.
Il film prende forma a partire da un processo condiviso sviluppato durante la residenza, in stretta relazione con la comunità locale e, in particolare, con le donne di via Cagliari, un luogo animato e abitato quasi esclusivamente da donne over 60 i cui riti quotidiani si intrecciano in una rete fittissima di relazioni, conversazioni e scambi. Non semplici protagoniste, ma co-autrici del racconto, coinvolte in un lavoro che attraversa il quotidiano, la memoria e l’immaginazione.
Tra digitale e pellicola Super 8, il progetto intreccia immagini realizzate sull’isola con materiali provenienti dagli archivi di cinema di famiglia del progetto La tua memoria è la nostra storia, curato dai Centri sardi della Società Umanitaria, costruendo una narrazione corale che si muove tra dimensione intima e collettiva. “Per noi l’isola è stata un laboratorio vivo: uno spazio in cui memoria, relazioni ed ecologie si sono intrecciate attraverso il confronto con la comunità. Da questo processo nasce il film, come tentativo di rendere visibile il quotidiano femminile e di immaginare nuove forme di racconto, più condivise e trasformative” racconta il collettivo GIACINTA.
Al centro del lavoro, un gesto simbolico: spostare lo sguardo dalla mattanza, rito maschile per eccellenza, verso altre forme di relazione con il mare, legate a esperienze femminili di cura, scelta e autodeterminazione. Il titolo stesso introduce una frattura: la figura del rais, tradizionalmente associata a un rapporto fortemente strutturato tra comunità tabarchina e mare, viene sospesa, messa da parte. Al suo posto emerge una pluralità di voci che raccontano il mare da prospettive inedite, aprendo nuove possibilità di immaginazione e appartenenza. Più che un film, Il rais oggi resta a casa è il risultato di un processo: un dispositivo artistico che mette in discussione i confini tra autorialità e partecipazione, tra documentazione e creazione, tra memoria e presente.
Il progetto Giudicesse2030, promosso dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria e realizzato da U-BOOT Lab, nasce proprio con questo obiettivo: ripensare il rapporto tra arte e territorio attraverso pratiche condivise, interrogando le disuguaglianze di genere e attivando nuove forme di narrazione collettiva.
Con Il rais oggi resta a casa, il cinema diventa così uno spazio di relazione, un atto politico e una pratica di immaginazione: un luogo in cui le storie non vengono semplicemente raccontate, ma costruite insieme.
GIUDICESSE2030
Giudicesse2030 è un progetto del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria, prodotto e curato da U-BOOT Lab, realizzato in collaborazione con Ottovolante Sulcis con il patrocinio del Comune di Carloforte, e finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 28 dicembre 2018, n. 48, art. 11, c. 26). L’iniziativa rilegge la figura delle Giudicesse sarde in chiave contemporanea, intrecciando pratiche artistiche e scientifiche, residenze multidisciplinari e linguaggi audiovisivi. L’edizione 2025 ha preso il via lo scorso 28 settembre, quando il collettivo ha iniziato a lavorare a un percorso partecipativo insieme alle donne dell’isola, per costruire una narrazione corale che restituisse visibilità al quotidiano femminile e marino, aprendo possibilità nuove di appartenenza, rappresentazione e immaginazione comune. In questa terza edizione, Giudicesse2030 ha posto al centro un tema rimasto a lungo ai margini della memoria collettiva: il ruolo delle donne nelle pratiche legate alla tonnara. Se la figura del Rais e le storie dei tonnarotti hanno occupato l’immaginario e i racconti tramandati, l’esperienza femminile è rimasta in ombra, pur avendo contribuito in modo determinante alla vita comunitaria. L’Isola di San Pietro diventa così il luogo ideale per ampliare la riflessione sull’equità di genere e sull’autodeterminazione, intrecciando la storia locale con le sfide globali dell’Agenda 2030. La residenza affronta infatti in maniera integrata gli Obiettivi 5, 11 e 14 - dedicati rispettivamente alla parità di genere, alle comunità sostenibili e alla tutela degli ecosistemi marini - e rilancia l’urgenza di immaginare nuove forme di convivenza tra umani e più-che-umani.
Collettivo GIACINTA / artiste in residenza
Costituitosi in occasione della call Giudicesse2030 – edizione 2025, il Collettivo GIACINTA riunisce tre artiste multidisciplinari: Sara Basta, Miriam Goi e Maria Luisa Usai. La ricerca che le accomuna indaga l’interdipendenza tra ecologia, intimità e dimensione collettiva, attraverso l’utilizzo della sperimentazione audiovisiva e dei processi analogici come strumento per attivare pratiche di autonarrazione e comunità. “Giacinta è nome proprio di donna, di un fiore, di un’isola dello Ionio, di un mito, di un personaggio letterario, di qualcun* ancora da immaginare”.
Sara Basta, artista visiva e docente all’Accademia di Belle Arti di Roma, sviluppa la sua ricerca attraverso workshop e processi collettivi che creano spazi di relazione e comunità. Le sue opere indagano la memoria, la cura e i rapporti tra sfera pubblica e domestica. È tra le fondatrici del collettivo The Glorious Mothers ed è attiva in progetti che intrecciano pedagogia e produzione artistica.
Miriam Goi, fotografa e filmmaker, lavora con tecniche digitali e analogiche, con particolare attenzione alla pellicola Super8 e ai processi artigianali di sviluppo. I suoi corti indipendenti sono stati selezionati da festival in Italia, Canada, Regno Unito, Svezia e Olanda. La sua ricerca esplora ecologia, interdipendenza e pratiche di presenza, con uno sguardo che unisce intimità e dimensione collettiva.
Maria Luisa Usai, performer, autrice e regista, porta avanti progetti multidisciplinari che si sviluppano negli spazi urbani e nei margini della realtà quotidiana. I suoi lavori, presentati in festival e residenze in Italia e all’estero, uniscono sperimentazione audiovisiva e creazione scenica site-specific, con una forte componente relazionale e comunitaria.
---
Info e contatti
https://www.umanitaria.it/carbonia
https://www.u-boot.it/blog/
https://www.facebook.com/ottovolantesulcis
Segreteria organizzativa
U-Boot Lab
segreteriaorganizzativa@u-boot.it
+39 393 196 5963
Il collettivo GIACINTA presenta Il rais oggi resta a casa, esito della residenza artistica Giudicesse2030
Quando il cinema diventa pratica collettiva e culturale: le donne della tonnara riscrivono il racconto del mare
Sabato 11 aprile 2026, ore 20
Teatro La Bottega, Via Venezia, 6A, Carloforte
Un film che nasce dall’ascolto, si costruisce nel tempo condiviso e mette in discussione un immaginario profondamente radicato: quello del mare come spazio maschile, governato da rituali e gerarchie patriarcali. Si intitola Il rais oggi resta a casa il film realizzato dal collettivo GIACINTA (Sara Basta, Miriam Goi, Maria Luisa Usai), esito della residenza artistica Giudicesse2030 che si è svolta a Carloforte dal 28 settembre al 10 ottobre 2025. Un progetto che intreccia ricerca artistica, pratiche partecipative e riflessione politica sul ruolo delle donne nei territori.
L’opera, che sarà presentata in anteprima pubblica l’11 aprile 2026 alle ore 20 a Carloforte, sull’isola di San Pietro, si inserisce in un percorso di ricerca che dialoga con alcune delle questioni più urgenti del contemporaneo: la rappresentazione del femminile, la costruzione delle narrazioni collettive e il rapporto tra arte, comunità e memoria. La presentazione si terrà presso il Teatro La Bottega, dell’associazione Bötti du Shcöggiu, luogo di riferimento per la comunità carlofortina e spazio intergenerazionale dedicato alla produzione e diffusione delle arti performative sull’isola. L’incontro sarà introdotto da Andrea Contu e Raffaela Saba per CSC Umanitaria Carbonia, capofila del progetto Giudicesse2030, che dialogheranno insieme alle artiste del collettivo GIACINTA, a Maria Pina Usai, curatrice, e a Marina Fanari, che ha curato gli aspetti legati a inclusione e accessibilità.
Il film prende forma a partire da un processo condiviso sviluppato durante la residenza, in stretta relazione con la comunità locale e, in particolare, con le donne di via Cagliari, un luogo animato e abitato quasi esclusivamente da donne over 60 i cui riti quotidiani si intrecciano in una rete fittissima di relazioni, conversazioni e scambi. Non semplici protagoniste, ma co-autrici del racconto, coinvolte in un lavoro che attraversa il quotidiano, la memoria e l’immaginazione.
Tra digitale e pellicola Super 8, il progetto intreccia immagini realizzate sull’isola con materiali provenienti dagli archivi di cinema di famiglia del progetto La tua memoria è la nostra storia, curato dai Centri sardi della Società Umanitaria, costruendo una narrazione corale che si muove tra dimensione intima e collettiva. “Per noi l’isola è stata un laboratorio vivo: uno spazio in cui memoria, relazioni ed ecologie si sono intrecciate attraverso il confronto con la comunità. Da questo processo nasce il film, come tentativo di rendere visibile il quotidiano femminile e di immaginare nuove forme di racconto, più condivise e trasformative” racconta il collettivo GIACINTA.
Al centro del lavoro, un gesto simbolico: spostare lo sguardo dalla mattanza, rito maschile per eccellenza, verso altre forme di relazione con il mare, legate a esperienze femminili di cura, scelta e autodeterminazione. Il titolo stesso introduce una frattura: la figura del rais, tradizionalmente associata a un rapporto fortemente strutturato tra comunità tabarchina e mare, viene sospesa, messa da parte. Al suo posto emerge una pluralità di voci che raccontano il mare da prospettive inedite, aprendo nuove possibilità di immaginazione e appartenenza. Più che un film, Il rais oggi resta a casa è il risultato di un processo: un dispositivo artistico che mette in discussione i confini tra autorialità e partecipazione, tra documentazione e creazione, tra memoria e presente.
Il progetto Giudicesse2030, promosso dal Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria e realizzato da U-BOOT Lab, nasce proprio con questo obiettivo: ripensare il rapporto tra arte e territorio attraverso pratiche condivise, interrogando le disuguaglianze di genere e attivando nuove forme di narrazione collettiva.
Con Il rais oggi resta a casa, il cinema diventa così uno spazio di relazione, un atto politico e una pratica di immaginazione: un luogo in cui le storie non vengono semplicemente raccontate, ma costruite insieme.
GIUDICESSE2030
Giudicesse2030 è un progetto del Centro Servizi Culturali Carbonia della Società Umanitaria, prodotto e curato da U-BOOT Lab, realizzato in collaborazione con Ottovolante Sulcis con il patrocinio del Comune di Carloforte, e finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 28 dicembre 2018, n. 48, art. 11, c. 26). L’iniziativa rilegge la figura delle Giudicesse sarde in chiave contemporanea, intrecciando pratiche artistiche e scientifiche, residenze multidisciplinari e linguaggi audiovisivi. L’edizione 2025 ha preso il via lo scorso 28 settembre, quando il collettivo ha iniziato a lavorare a un percorso partecipativo insieme alle donne dell’isola, per costruire una narrazione corale che restituisse visibilità al quotidiano femminile e marino, aprendo possibilità nuove di appartenenza, rappresentazione e immaginazione comune. In questa terza edizione, Giudicesse2030 ha posto al centro un tema rimasto a lungo ai margini della memoria collettiva: il ruolo delle donne nelle pratiche legate alla tonnara. Se la figura del Rais e le storie dei tonnarotti hanno occupato l’immaginario e i racconti tramandati, l’esperienza femminile è rimasta in ombra, pur avendo contribuito in modo determinante alla vita comunitaria. L’Isola di San Pietro diventa così il luogo ideale per ampliare la riflessione sull’equità di genere e sull’autodeterminazione, intrecciando la storia locale con le sfide globali dell’Agenda 2030. La residenza affronta infatti in maniera integrata gli Obiettivi 5, 11 e 14 - dedicati rispettivamente alla parità di genere, alle comunità sostenibili e alla tutela degli ecosistemi marini - e rilancia l’urgenza di immaginare nuove forme di convivenza tra umani e più-che-umani.
Collettivo GIACINTA / artiste in residenza
Costituitosi in occasione della call Giudicesse2030 – edizione 2025, il Collettivo GIACINTA riunisce tre artiste multidisciplinari: Sara Basta, Miriam Goi e Maria Luisa Usai. La ricerca che le accomuna indaga l’interdipendenza tra ecologia, intimità e dimensione collettiva, attraverso l’utilizzo della sperimentazione audiovisiva e dei processi analogici come strumento per attivare pratiche di autonarrazione e comunità. “Giacinta è nome proprio di donna, di un fiore, di un’isola dello Ionio, di un mito, di un personaggio letterario, di qualcun* ancora da immaginare”.
Sara Basta, artista visiva e docente all’Accademia di Belle Arti di Roma, sviluppa la sua ricerca attraverso workshop e processi collettivi che creano spazi di relazione e comunità. Le sue opere indagano la memoria, la cura e i rapporti tra sfera pubblica e domestica. È tra le fondatrici del collettivo The Glorious Mothers ed è attiva in progetti che intrecciano pedagogia e produzione artistica.
Miriam Goi, fotografa e filmmaker, lavora con tecniche digitali e analogiche, con particolare attenzione alla pellicola Super8 e ai processi artigianali di sviluppo. I suoi corti indipendenti sono stati selezionati da festival in Italia, Canada, Regno Unito, Svezia e Olanda. La sua ricerca esplora ecologia, interdipendenza e pratiche di presenza, con uno sguardo che unisce intimità e dimensione collettiva.
Maria Luisa Usai, performer, autrice e regista, porta avanti progetti multidisciplinari che si sviluppano negli spazi urbani e nei margini della realtà quotidiana. I suoi lavori, presentati in festival e residenze in Italia e all’estero, uniscono sperimentazione audiovisiva e creazione scenica site-specific, con una forte componente relazionale e comunitaria.
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Info e contatti
https://www.umanitaria.it/carbonia
https://www.u-boot.it/blog/
https://www.facebook.com/ottovolantesulcis
Segreteria organizzativa
U-Boot Lab
segreteriaorganizzativa@u-boot.it
+39 393 196 5963
11
aprile 2026
Oggi il rais resta a casa – Presentazione esito della residenza artistica Giudicesse2030
11 aprile 2026
cinema
Location
Teatro La Bottega – Botti du Shcoggiu
Carloforte, Via Venezia, 6A, (CI)
Carloforte, Via Venezia, 6A, (CI)
Orario di apertura
Dalle ore 20
Sito web
Autore




