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Oki Izumi – Ho aperto una finestra
Oki Izumi espone sculture da terra e da tavolo, opere a muro e gioielli, realizzati esclusivamente in vetro. L’artista giapponese che da molti anni vive in Italia, lavora con il vetro in lastra, il vetro industriale. Tutte le opere sono visibili sul sito della galleria.
Comunicato stampa
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Oki: “ il vetro è tagliente, ostile, è una materia difficile da lavorare quindi sono stimolata dalle difficoltà. E’ intrinseca l’ostilità di questa impresa e la mia soddisfazione è di assoggettare e dare forma a questo materiale difficile, che ha una sua grande personalità contro la quale io combatto.”
Le opere sono il frutto di un attento progetto che attinge spesso dal mondo dell’architettura a cui segue un lento e faticoso processo esecutivo. Il risultato è un’opera che cattura l’aria, disegna lo spazio e crea rifrazioni e modulazioni luminose. Le sculture di Oki non sono chiuse nella materia ma si dilatano, hanno un respiro interno ed esterno.
Verso l’interno l’occhio trapassa la materia-vetro ed entra nello scheletro di un corpo senza pelle. Se ne percepisce la costruzione, la processualità del lavoro, il tempo. Le lastre di vetro tagliate e sovrapposte creano una forma finita lasciando pur visibile i passaggi del tempo. Ogni attimo è presente, documentato.
Vengono eliminati i contrasti, le dualità classiche: interno/esterno, pieno/vuoto, prima/dopo. E’ tutto lì, in modo affascinante sotto i nostri occhi.
Alla base riconosciamo la cultura orientale aperta e fluida che si confronta però con una materia dal carattere occidentale, concreta e circoscritta.
Verso l’esterno la luce vibra sulla materia-vetro e riempie anche il vuoto circostante. Le sculture di Oki non delimitano solo lo spazio interno, ma occupano porzioni di spazio esterno. Si crea come un’aura accogliente e assorbente.
Oki ha iniziato la sua ricerca artistica negli anni ’70 avvicinandosi al movimento Spazialista e in modo particolare a Lucio Fontana. Da allora lavora con estrema coerenza sulle dimensioni del tempo e dello spazio.
Oki Izumi è nata a Tokio dove si è laureata in Letteratura Giapponese Antica all’Università Waseda, ha studiato pittura e scultura con Aiko Miyawaki, Taku Iwasaki e Yoshishige Saito. Ottenuta nel 1977 una borsa di studio per la scultura dal Governo Italiano, si diploma nel 1981 all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Ha partecipato con sue opere e installazioni alla Biennale di Venezia nel1985 (Architettura) e nel 1986 (Arti Visive), alla Triennale di Milano nel 1983, al Museum of Modern Art di Hokkaido a Sapporo (Giappone) nel 1991, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma ne l1992, con Paola Levi Montalcini nel 1998 e con Iko Itsuki Damiani nel 2010 all’Istituto Giapponese di Cultura a Roma. Nel 2007 è stata presentata una sua mostra antologica al Museo Civico di Lubiana (Slovenia).
Le opere sono il frutto di un attento progetto che attinge spesso dal mondo dell’architettura a cui segue un lento e faticoso processo esecutivo. Il risultato è un’opera che cattura l’aria, disegna lo spazio e crea rifrazioni e modulazioni luminose. Le sculture di Oki non sono chiuse nella materia ma si dilatano, hanno un respiro interno ed esterno.
Verso l’interno l’occhio trapassa la materia-vetro ed entra nello scheletro di un corpo senza pelle. Se ne percepisce la costruzione, la processualità del lavoro, il tempo. Le lastre di vetro tagliate e sovrapposte creano una forma finita lasciando pur visibile i passaggi del tempo. Ogni attimo è presente, documentato.
Vengono eliminati i contrasti, le dualità classiche: interno/esterno, pieno/vuoto, prima/dopo. E’ tutto lì, in modo affascinante sotto i nostri occhi.
Alla base riconosciamo la cultura orientale aperta e fluida che si confronta però con una materia dal carattere occidentale, concreta e circoscritta.
Verso l’esterno la luce vibra sulla materia-vetro e riempie anche il vuoto circostante. Le sculture di Oki non delimitano solo lo spazio interno, ma occupano porzioni di spazio esterno. Si crea come un’aura accogliente e assorbente.
Oki ha iniziato la sua ricerca artistica negli anni ’70 avvicinandosi al movimento Spazialista e in modo particolare a Lucio Fontana. Da allora lavora con estrema coerenza sulle dimensioni del tempo e dello spazio.
Oki Izumi è nata a Tokio dove si è laureata in Letteratura Giapponese Antica all’Università Waseda, ha studiato pittura e scultura con Aiko Miyawaki, Taku Iwasaki e Yoshishige Saito. Ottenuta nel 1977 una borsa di studio per la scultura dal Governo Italiano, si diploma nel 1981 all’Accademia di Belle Arti di Brera.
Ha partecipato con sue opere e installazioni alla Biennale di Venezia nel1985 (Architettura) e nel 1986 (Arti Visive), alla Triennale di Milano nel 1983, al Museum of Modern Art di Hokkaido a Sapporo (Giappone) nel 1991, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma ne l1992, con Paola Levi Montalcini nel 1998 e con Iko Itsuki Damiani nel 2010 all’Istituto Giapponese di Cultura a Roma. Nel 2007 è stata presentata una sua mostra antologica al Museo Civico di Lubiana (Slovenia).
21
febbraio 2013
Oki Izumi – Ho aperto una finestra
Dal 21 febbraio al 13 aprile 2013
arte contemporanea
Location
YVONNE ARTECONTEMPORANEA SELECTION
Vicenza, Contrà Porti, 21, (Vicenza)
Vicenza, Contrà Porti, 21, (Vicenza)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15.30 - 19.30
Vernissage
21 Febbraio 2013, ore 18.30
Autore
Curatore




