Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Opus Barnabai
Cinque creativi, del segno, del gesto, della forma, del verbo, del suono, si sono riuniti insieme, sotto lo stesso tetto, ma anche sotto lo stesso cielo…
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Cinque creativi, del segno, del gesto, della forma, del verbo, del suono, si sono riuniti insieme, sotto lo stesso tetto, ma anche sotto lo stesso cielo… nel senso che hanno deciso di condividere insieme lo stesso destino, le stesse alterne fortune. (Forse un giorno si scriverà così di loro, per il momento loro confessano ch’è cominciato tutto per gioco!)
Fino ad ora il lavoro comune è stata una collaborazione di ciascuno ai progetti degli altri, quando un’animazione, quando un fumetto, quando una pubblicazione, ecc… ma aspettavano l’occasione per poter lavorare tutti insieme ad un progetto comune. NOTgallery ha fornito quest’occasione (come dire “nel posto giusto al momento giusto”).
Nel giorno del suo primo compleanno, a distanza di un anno dalla presentazione al mondo dell’arte di un lavoro tanto fuori dagli schemi (o meglio sarebbe dire “dal sistema”) quale quello dell’etichetta creativa ATRIUM project, NOTgallery ha scelto di presentare ancora una nuova tipologia di lavoro creativo qual è quella dell’OPUS BARNABAI.
Creativi, sicuramente; abili nel disegno, più che mai; maestri nell’uso del computer, ipermoderni nei temi trattati e nei modi in cui trattano questi temi…. Artisti? Forse. Ma probabilmente non sanno nemmeno cosa possa voler dire l’aggettivo! Come NOTgallery questo gruppo lavora al fine di poter ridefinire il concetto diffuso di ARTE.
OPUS BARNABAI è una fabbrica di idee nata all’ombra del Vesuvio.
Tocca dire qualcosa sulla mostra. Che vedrà il pubblico dal 18 dicembre?
Ci sarà senz’altro una videoanimazione ed una serie di piccole installazioni che racconteranno ironicamente il funzionamento dell’attuale società di massa: come risponde un gruppo sociale alle sollecitazioni di un singolo individuo dominante? In che modo la creatività, che costituisce una valvola di sfogo dell’omologazione sociale, viene assimilata dal gruppo? Il visitatore (… probabilmente…) diventerà parte integrante di questo processo di assimilazione.
Pure siamo sicuri di poter affermare che saranno rappresentati i trofei ed i reperti d’una caccia ad un animale immaginario. Il visitatore potrà così sperimentare con mano (e non soltanto immaginarlo dietro un concetto spaziale di Lucio Fontana) il contatto tra la dimensione della realtà quotidiana e la dimensione immaginaria creata dall’arte.
Quali altre sorprese ci riserveranno gli OPUS BARNABAI il prossimo 18 dicembre ci toccherà scoprirlo insieme. Non ci sembrano tipi da svelare in anticipo tutte le proprie carte!
Per il momento accontentiamoci di sapere qualcosa in più su questa “guerra dei mondi”… sia chiaro, non una guerra tra la Terra ed un mondo alieno, quanto piuttosto tra la vita reale, la cui logica è dominata dai rapporti sociali, e la vita immaginaria, quella creata dalla fantasia, dall’arte, dall’immaginazione di coloro ai quali un solo mondo non basta.
Mettiamo il caso che la OPUS BARNABAI abbia ideato un personaggio, il protagonista di un animazione, o magari di un fumetto… con le sue parole egli descriverebbe questa “guerra dei mondi” nel modo seguente:
«In che rapporto siano i mondi, tra di loro,
questo lo ignoro.
Dal momento che a stare con i piedi in uno,
si esclude l’esistenza degli altri.
Ma di certo… e quando metto di mezzo le certezze sono sicuro che verrete a contraddirmi…
Di certo, a star coi piedi piantati,
non si è mai scoperto nulla.
Insomma, al di là dei luoghi comuni sulla porta d’accesso,
il rito esoterico, la filastrocca,
Qui siamo tutti convinti che la chiave sia in un percorso,
e che qualcosa abbiano a che fare i giardini,
e il crepuscolo, anche.
Siamo convinti, dicevo, ma voglio chiarire che anche per chi è di ritorno,
la questione non è meno controversa di quanto non lo sia per chi è ancora in cerca
della sua prima volta.
Eppure, concentrandosi sul camminamento, con i fili d’erba che solleticano le piante dei piedi,
e l’attenzione tutta rivolta al passo, nell’ora in cui imbrunisce il creato e restano solo le stelle ad orientarci, qualcosa accade, che zittisce il frinire di grilli e cicale, che si fa strada veloce tra i tronchi e gonfia di strofe il vento…
Il reperto è tutto quel che resta, del passato, delle avventure epiche.
Pochi oggetti per testimoniare, custodire la credibilità di una visione, di una storia.
Se non avessimo nemmeno questo, potremmo affermare,
senza che alcuno di voi possa avere a ridire,
di non aver mai vissuto.
Ma ci vuol poco ad affermare che qualcosa non esiste, o che non sia mai esistita.
Più difficile è sostenere l’esistenza di qualcosa».
Fino ad ora il lavoro comune è stata una collaborazione di ciascuno ai progetti degli altri, quando un’animazione, quando un fumetto, quando una pubblicazione, ecc… ma aspettavano l’occasione per poter lavorare tutti insieme ad un progetto comune. NOTgallery ha fornito quest’occasione (come dire “nel posto giusto al momento giusto”).
Nel giorno del suo primo compleanno, a distanza di un anno dalla presentazione al mondo dell’arte di un lavoro tanto fuori dagli schemi (o meglio sarebbe dire “dal sistema”) quale quello dell’etichetta creativa ATRIUM project, NOTgallery ha scelto di presentare ancora una nuova tipologia di lavoro creativo qual è quella dell’OPUS BARNABAI.
Creativi, sicuramente; abili nel disegno, più che mai; maestri nell’uso del computer, ipermoderni nei temi trattati e nei modi in cui trattano questi temi…. Artisti? Forse. Ma probabilmente non sanno nemmeno cosa possa voler dire l’aggettivo! Come NOTgallery questo gruppo lavora al fine di poter ridefinire il concetto diffuso di ARTE.
OPUS BARNABAI è una fabbrica di idee nata all’ombra del Vesuvio.
Tocca dire qualcosa sulla mostra. Che vedrà il pubblico dal 18 dicembre?
Ci sarà senz’altro una videoanimazione ed una serie di piccole installazioni che racconteranno ironicamente il funzionamento dell’attuale società di massa: come risponde un gruppo sociale alle sollecitazioni di un singolo individuo dominante? In che modo la creatività, che costituisce una valvola di sfogo dell’omologazione sociale, viene assimilata dal gruppo? Il visitatore (… probabilmente…) diventerà parte integrante di questo processo di assimilazione.
Pure siamo sicuri di poter affermare che saranno rappresentati i trofei ed i reperti d’una caccia ad un animale immaginario. Il visitatore potrà così sperimentare con mano (e non soltanto immaginarlo dietro un concetto spaziale di Lucio Fontana) il contatto tra la dimensione della realtà quotidiana e la dimensione immaginaria creata dall’arte.
Quali altre sorprese ci riserveranno gli OPUS BARNABAI il prossimo 18 dicembre ci toccherà scoprirlo insieme. Non ci sembrano tipi da svelare in anticipo tutte le proprie carte!
Per il momento accontentiamoci di sapere qualcosa in più su questa “guerra dei mondi”… sia chiaro, non una guerra tra la Terra ed un mondo alieno, quanto piuttosto tra la vita reale, la cui logica è dominata dai rapporti sociali, e la vita immaginaria, quella creata dalla fantasia, dall’arte, dall’immaginazione di coloro ai quali un solo mondo non basta.
Mettiamo il caso che la OPUS BARNABAI abbia ideato un personaggio, il protagonista di un animazione, o magari di un fumetto… con le sue parole egli descriverebbe questa “guerra dei mondi” nel modo seguente:
«In che rapporto siano i mondi, tra di loro,
questo lo ignoro.
Dal momento che a stare con i piedi in uno,
si esclude l’esistenza degli altri.
Ma di certo… e quando metto di mezzo le certezze sono sicuro che verrete a contraddirmi…
Di certo, a star coi piedi piantati,
non si è mai scoperto nulla.
Insomma, al di là dei luoghi comuni sulla porta d’accesso,
il rito esoterico, la filastrocca,
Qui siamo tutti convinti che la chiave sia in un percorso,
e che qualcosa abbiano a che fare i giardini,
e il crepuscolo, anche.
Siamo convinti, dicevo, ma voglio chiarire che anche per chi è di ritorno,
la questione non è meno controversa di quanto non lo sia per chi è ancora in cerca
della sua prima volta.
Eppure, concentrandosi sul camminamento, con i fili d’erba che solleticano le piante dei piedi,
e l’attenzione tutta rivolta al passo, nell’ora in cui imbrunisce il creato e restano solo le stelle ad orientarci, qualcosa accade, che zittisce il frinire di grilli e cicale, che si fa strada veloce tra i tronchi e gonfia di strofe il vento…
Il reperto è tutto quel che resta, del passato, delle avventure epiche.
Pochi oggetti per testimoniare, custodire la credibilità di una visione, di una storia.
Se non avessimo nemmeno questo, potremmo affermare,
senza che alcuno di voi possa avere a ridire,
di non aver mai vissuto.
Ma ci vuol poco ad affermare che qualcosa non esiste, o che non sia mai esistita.
Più difficile è sostenere l’esistenza di qualcosa».
18
dicembre 2005
Opus Barnabai
Dal 18 dicembre 2005 al 19 febbraio 2006
giovane arte
Location
LITHIUM
Napoli, Piazza Trieste E Trento, 48, (Napoli)
Napoli, Piazza Trieste E Trento, 48, (Napoli)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19
sabato e domenica su appuntamento (mob. 339 25 68 417)
Vernissage
18 Dicembre 2005, ore 12
Autore




