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Pablo Balbontin Arenas – Media Hora
La serie “Media Hora” del fotografo Pablo Balbontin Arenas illustra le case di appuntamento spagnole con un occhio diverso, durante il giorno, quando sono chiuse al pubblico e quasi impercettibili, mimetizzate nell’ambiente urbano, e la luce forte svela ogni dettaglio di quei luoghi
Comunicato stampa
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CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia presenta la nuova mostra in Project Room dedicata alla
serie fotografica “Media Hora” di Pablo Balbontin Arenas.
La serie “Media Hora” illustra le case di appuntamento spagnole con un occhio diverso, durante il
giorno, quando sono chiuse al pubblico e quasi impercettibili, mimetizzate nell’ambiente urbano, e
la luce forte svela ogni dettaglio di quei luoghi. Uno dei tratti caratteristici della ricerca fotografica di
Pablo Balbontin è, infatti, proprio il tema dell’apparenza visiva che nasconde le realtà drammatiche:
“media hora” è il tempo minimo che i clienti possono contrattare con le prostitute nelle case chiuse
di Spagna, tempo stabilito dai proprietari e non dalle donne.
Il nostro occhio - spiega il fotografo Pablo Balbontin Arenas - scopre un paesaggio diverso, di cuori
rotti, di palme di plastica, di camere di sicurezza nascoste, dettagli che di notte le luci al neon
nascondono, illudendo i clienti di entrare in paradiso, paradiso artificiale che occulta l’inferno nel
quale vivono le donne che sono obbligate a prostituirsi dalla mafia della tratta di persone. Donne
recluse, senza documenti, che per riconquistare la propria libertà devono pagare i debiti economici
contratti con l’organizzazione criminale che le ha portate in Europa. La superficialità ci circonda,
manchiamo dello spirito critico tanto necessario per ribellarci alle menzogne delle apparenze ed agli
abusi nascosti che in esse si perpetrano.
La serie “Media Hora” è un esercizio di responsabilità, di comprensione di una verità quasi invisibile,
ovvero, dell’abuso di donne provenienti da paesi in via di sviluppo, rinchiuse tra le mura in ambienti
kitsch e volgari che nascondono tristezza e dolore.
L’invisibilità è la chiave di lettura, il fil rouge che lega le immagini di questa collezione fotografica di
edifici disomogenei per caratteristiche, ma accomunati da una funzione cosi drammatica e
socialmente rilevante.
Pablo Balbontin Arenas, di nazionalità spagnola, nasce nel 1965 a Savona. Si laurea in Giornalismo nel 1990 all’Università
Complutense di Madrid. Da Siviglia, si traferisce a Torino nel 1994 e inizia a collaborare con l’agenzia Grazia Neri. Dal
2007 al 2015 è stato professore di fotografia e reportage allo IED di Torino. Dal 2008 lavora con il grande formato 4x5
pollici su soggetti di carattere sociale-politico-economico e paesaggistico.
Bibliografia:
“I Dannati, Iraq la guerra silenziosa” Angolo Manzoni/Fondazione Italiana per la Fotografia, Torino, 2001.
“I Custodi della biodiversità” FAO. UN/ Angolo Manzoni, Torino, 2003.
“Smisurati Giganti? La modernità dell’eolico nel paesaggio italiano” Legambiente/Alinea Editori, Firenze 2010.
“Media Hora” CICUS, Università di Siviglia, 2017.
serie fotografica “Media Hora” di Pablo Balbontin Arenas.
La serie “Media Hora” illustra le case di appuntamento spagnole con un occhio diverso, durante il
giorno, quando sono chiuse al pubblico e quasi impercettibili, mimetizzate nell’ambiente urbano, e
la luce forte svela ogni dettaglio di quei luoghi. Uno dei tratti caratteristici della ricerca fotografica di
Pablo Balbontin è, infatti, proprio il tema dell’apparenza visiva che nasconde le realtà drammatiche:
“media hora” è il tempo minimo che i clienti possono contrattare con le prostitute nelle case chiuse
di Spagna, tempo stabilito dai proprietari e non dalle donne.
Il nostro occhio - spiega il fotografo Pablo Balbontin Arenas - scopre un paesaggio diverso, di cuori
rotti, di palme di plastica, di camere di sicurezza nascoste, dettagli che di notte le luci al neon
nascondono, illudendo i clienti di entrare in paradiso, paradiso artificiale che occulta l’inferno nel
quale vivono le donne che sono obbligate a prostituirsi dalla mafia della tratta di persone. Donne
recluse, senza documenti, che per riconquistare la propria libertà devono pagare i debiti economici
contratti con l’organizzazione criminale che le ha portate in Europa. La superficialità ci circonda,
manchiamo dello spirito critico tanto necessario per ribellarci alle menzogne delle apparenze ed agli
abusi nascosti che in esse si perpetrano.
La serie “Media Hora” è un esercizio di responsabilità, di comprensione di una verità quasi invisibile,
ovvero, dell’abuso di donne provenienti da paesi in via di sviluppo, rinchiuse tra le mura in ambienti
kitsch e volgari che nascondono tristezza e dolore.
L’invisibilità è la chiave di lettura, il fil rouge che lega le immagini di questa collezione fotografica di
edifici disomogenei per caratteristiche, ma accomunati da una funzione cosi drammatica e
socialmente rilevante.
Pablo Balbontin Arenas, di nazionalità spagnola, nasce nel 1965 a Savona. Si laurea in Giornalismo nel 1990 all’Università
Complutense di Madrid. Da Siviglia, si traferisce a Torino nel 1994 e inizia a collaborare con l’agenzia Grazia Neri. Dal
2007 al 2015 è stato professore di fotografia e reportage allo IED di Torino. Dal 2008 lavora con il grande formato 4x5
pollici su soggetti di carattere sociale-politico-economico e paesaggistico.
Bibliografia:
“I Dannati, Iraq la guerra silenziosa” Angolo Manzoni/Fondazione Italiana per la Fotografia, Torino, 2001.
“I Custodi della biodiversità” FAO. UN/ Angolo Manzoni, Torino, 2003.
“Smisurati Giganti? La modernità dell’eolico nel paesaggio italiano” Legambiente/Alinea Editori, Firenze 2010.
“Media Hora” CICUS, Università di Siviglia, 2017.
14
giugno 2018
Pablo Balbontin Arenas – Media Hora
Dal 14 giugno al 26 agosto 2018
fotografia
Location
CAMERA – CENTRO ITALIANO PER LA FOTOGRAFIA
Torino, Via Delle Rosine, 18, (Torino)
Torino, Via Delle Rosine, 18, (Torino)
Orario di apertura
Lunedì 11.00 - 19.00
Martedì Chiuso
Mercoledì 11.00 - 19.00
Giovedì 11.00 - 21.00
Venerdì 11.00 - 19.00
Sabato 11.00 - 19.00
Domenica 11.00 - 19.00
Vernissage
14 Giugno 2018, ore 18.30 su invito
Autore




