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Pablo Echaurren
Un disegno. Quasi un fumetto. Che nasconde tra le righe, una conversazione immaginaria o forse realmente accaduta – magari in una vita precedente – tra l’autore e Marcel Duchamp. E’ l’idea firmata da Pablo Echaurren per CAVEAU, la terza in ordine di tempo – dopo quella di Alfredo Pirri e del direttore della Collezione Maramotti Marina Dacci – ad essere esposta nella galleria più piccola del mondo, una preziosa cassaforte incassata nelle mura medioevali del centro storico di Siena nel Vicolo del Coltellinaio, nata da un’idea dell’artista Serena Fineschi
Comunicato stampa
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caveau
/kavˈo/
sostantivo maschile
Il locale sotterraneo blindato di una banca deposito di valori o di uno stabilimento industriale di cartevalori
28 aprile 2016
Terza idea in cassaforte
“Bisogna ripartire da Duchamp: servirsi di Duchamp come d’una gomma per cancellare”
Pablo Echaurren
Un disegno. Quasi un fumetto. Che nasconde tra le righe, una conversazione immaginaria o forse realmente
accaduta - magari in una vita precedente - tra l’autore e Marcel Duchamp. E’ l’idea firmata da Pablo Echaurren
per CAVEAU, la terza in ordine di tempo - dopo quella di Alfredo Pirri e del direttore della Collezione Maramotti
Marina Dacci - ad essere esposta nella galleria più piccola del mondo, una preziosa cassaforte incassata nelle
mura medioevali del centro storico di Siena nel Vicolo del Coltellinaio, nata da un’idea dell’artista Serena
Fineschi.
“Credo sia necessario farla finita con i pittori, con gli scultori, con i performer, con gli artisti in generale, o
perlomeno bisogna farla finita col loro ego a go-go. Sulla via di Marcel Duchamp non per fare l’ennesimo
ready-made o lanciare l’ennesima provocazione ma per testimoniare tutto il disgusto di un mondo così
autoreferenziale da essere diventato lo specchio dell’intera società. Una società dello spettacolo con farsa
finale. Bisogna ripartire da Duchamp: servirsi di Duchamp come d’una gomma per cancellare”. Pablo
Eucharren maestro precursore e artista a tutto campo, spiega così l’idea che ha ispirato l’opera in mostra a
Siena. Indifferente agli steccati e alle gerarchie che comprimono la creatività, Eucharren anche in questa
occasione, si si spinge oltre i confini della sua stessa ricerca artistica connotata da un forte impegno politico,
alla ricerca di un dialogo intimo e visionario con uno dei suoi grandi maestri.
Con l’opera di Pablo Eucharren prosegue la staffetta ideale di CAVEAU che per 12 mesi unirà con un filo
rosso artisti, pensatori, scrittori, musicisti, poeti, fotografi, curatori, facendo entrare i visitatori in contatto visivo
ed emozionale con le loro opere inedite, ma in modo casuale. Nelle opere di CAVEAU, infatti, i passanti ci si
imbattono quasi per caso, accidentalmente, restandone rapiti, nell’attesa di scoprire solo dopo 30 giorni chi
sarà il prossimo artista a raccontarsi, lasciando nelle scrigno il suo messaggio in bottiglia per noi. Al CAVEAU
di Serena Fineschi ci si avvicina in punta di piedi come a volersi mettere in una relazione empatica ed intima
con la frase, lo schizzo, il segno, il racconto inedito, l'immagine mai esposta, l'intuizione accantonata e mai
ripresa, la riflessione ad alta voce dell’autore, guardandola dall'esterno, fotografandola, o persino rubandola.
Insieme, tutte queste opere daranno vita ad una mostra e saranno raccolte in un libro edito dalla casa editrice
Gli Ori. Un quaderno di idee con sempre nuove pagine da scrivere nel quale sarà svelata anche la relazione
che lega i dodici ospiti di CAVEAU.
CAVEAU – Vicolo del Coltellinaio – 53100 Siena
www.c-aveau.it
Ufficio Stampa
Natascia Maesi + 39 335 1979414
mail: natascia.maesi@gmail.com
/kavˈo/
sostantivo maschile
Il locale sotterraneo blindato di una banca deposito di valori o di uno stabilimento industriale di cartevalori
28 aprile 2016
Terza idea in cassaforte
“Bisogna ripartire da Duchamp: servirsi di Duchamp come d’una gomma per cancellare”
Pablo Echaurren
Un disegno. Quasi un fumetto. Che nasconde tra le righe, una conversazione immaginaria o forse realmente
accaduta - magari in una vita precedente - tra l’autore e Marcel Duchamp. E’ l’idea firmata da Pablo Echaurren
per CAVEAU, la terza in ordine di tempo - dopo quella di Alfredo Pirri e del direttore della Collezione Maramotti
Marina Dacci - ad essere esposta nella galleria più piccola del mondo, una preziosa cassaforte incassata nelle
mura medioevali del centro storico di Siena nel Vicolo del Coltellinaio, nata da un’idea dell’artista Serena
Fineschi.
“Credo sia necessario farla finita con i pittori, con gli scultori, con i performer, con gli artisti in generale, o
perlomeno bisogna farla finita col loro ego a go-go. Sulla via di Marcel Duchamp non per fare l’ennesimo
ready-made o lanciare l’ennesima provocazione ma per testimoniare tutto il disgusto di un mondo così
autoreferenziale da essere diventato lo specchio dell’intera società. Una società dello spettacolo con farsa
finale. Bisogna ripartire da Duchamp: servirsi di Duchamp come d’una gomma per cancellare”. Pablo
Eucharren maestro precursore e artista a tutto campo, spiega così l’idea che ha ispirato l’opera in mostra a
Siena. Indifferente agli steccati e alle gerarchie che comprimono la creatività, Eucharren anche in questa
occasione, si si spinge oltre i confini della sua stessa ricerca artistica connotata da un forte impegno politico,
alla ricerca di un dialogo intimo e visionario con uno dei suoi grandi maestri.
Con l’opera di Pablo Eucharren prosegue la staffetta ideale di CAVEAU che per 12 mesi unirà con un filo
rosso artisti, pensatori, scrittori, musicisti, poeti, fotografi, curatori, facendo entrare i visitatori in contatto visivo
ed emozionale con le loro opere inedite, ma in modo casuale. Nelle opere di CAVEAU, infatti, i passanti ci si
imbattono quasi per caso, accidentalmente, restandone rapiti, nell’attesa di scoprire solo dopo 30 giorni chi
sarà il prossimo artista a raccontarsi, lasciando nelle scrigno il suo messaggio in bottiglia per noi. Al CAVEAU
di Serena Fineschi ci si avvicina in punta di piedi come a volersi mettere in una relazione empatica ed intima
con la frase, lo schizzo, il segno, il racconto inedito, l'immagine mai esposta, l'intuizione accantonata e mai
ripresa, la riflessione ad alta voce dell’autore, guardandola dall'esterno, fotografandola, o persino rubandola.
Insieme, tutte queste opere daranno vita ad una mostra e saranno raccolte in un libro edito dalla casa editrice
Gli Ori. Un quaderno di idee con sempre nuove pagine da scrivere nel quale sarà svelata anche la relazione
che lega i dodici ospiti di CAVEAU.
CAVEAU – Vicolo del Coltellinaio – 53100 Siena
www.c-aveau.it
Ufficio Stampa
Natascia Maesi + 39 335 1979414
mail: natascia.maesi@gmail.com
28
aprile 2016
Pablo Echaurren
Dal 28 aprile al 28 maggio 2016
arte contemporanea
Location
CAVEAU
Siena, Vicolo Del Coltellinaio, (Siena)
Siena, Vicolo Del Coltellinaio, (Siena)
Autore




