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Paolo Gubinelli – Segni per Dante
L’artista si propone a Ravenna, non per la prima volta, nel Settembre dantesco. E nell’approdare alla Biblioteca Classense, il maestro marchigiano, poeta della pittura, noto per il suo rapporto di sperimentazione artistica con e sulla carta, nel proporci lirici acquerelli di intensa e assieme delicata suggestione emotiva, accosta il suo lavoro ai versi danteschi
Comunicato stampa
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L'artista Paolo Gubinelli, la cui lunga e fortunata carriera si è espressa con immutata intensità nelle
esposizioni realizzate in tanti luoghi d'Italia e all’estero, e spesso nelle biblioteche, si propone ora a
Ravenna, non per la prima volta, e lo fa nel mese di Dante, settembre, in cui si ricorda la morte del
poeta, la cui presenza, sempre viva, si fa più acuta e percepita. E nell'approdare a Ravenna ed alla
Biblioteca Classense, il maestro marchigiano, poeta della pittura, noto per il suo rapporto di
sperimentazione artistica con e sulla carta, nel proporci lirici acquerelli di intensa e assieme delicata
suggestione emotiva, accosta il suo lavoro ai versi danteschi. Perchè la biblioteca abbia parola, una
parola che non può che passare attraverso i suoi oggetti, abbiamo scelto quale testimone della
Commedia da affiancare al lavoro di Gubinelli il più antico manoscritto di Dante posseduto dalla
Classense, quel manoscritto classense 6 copiato da un copista padano, Bettino de’ Pili, alla fine
degli anni Sessanta del Trecento, a cinquant'anni dalla morte del poeta. Un manoscritto che è frutto
di lavoro su di un supporto scrittorio, la pergamena, e che silenziosamente si è compiuto in
circostanze che ci restano ignote, sulle tracce di modelli che, da uno all'altro, a ritroso, si avvicinano
al lavoro di scrittura del poeta Dante. Sulla carta, o sulla pergamena, il poeta prima, il copista poi,
tracciano il testo, gli conferiscono quella materialità che noi percepiamo nella coinvolgente
esperienza personale della lettura del testo poetico. Scegliendo i versi di Dante dedicati a Ravenna,
estrapolandoli dal contesto del canto di cui fanno parte, ma lasciandoli nella forma che il copista,
l'inchiostro, il supporto scrittorio, hanno dato al testo dantesco, abbiamo instaurato un dialogo fra
segni, quei Segni per Dante, in omaggio a Dante, che l'artista Gubinelli ha voluto come titolo per la
sua mostra, e i versi manoscritti della Commedia. Fra i versi di Dante sono state scelte le parole di
Francesca da Polenta, nel canto quinto dell'Inferno, che si definisce in rapporto alla sua originaria
città, quella Ravenna stabilmente sotto il potere dei Polentani, di cui Dante riferisce a Guido da
Montefeltro nel XXVII dell’Inferno; i versi 121-123 del canto XXI del Paradiso riferiti probabil-
mente all’insediamento monastico di Santa Maria in Porto fuori presso Ravenna dal pure ravennate
san Pier Damiani, identificato con Pietro Peccatore, o Pietro degli Onesti, infine i versi di
Purgatorio XXIV in cui il dantesco Paradiso Terrestre trova nella pineta di Classe una reale fonte di
ispirazione. Sono versi molto amati e fra i più conosciuti dai lettori, proposti, va ribadito, nella
materialità dell'antico manoscritto ravennate. Paolo Gubinelli è un artista lirico, che si rapporta alla
poesia nella costante ricerca del verso poetico come fonte e finalità di creazione artistica; a lui tanti
poeti, spesso contemporanei, e fra i maggiori, hanno dedicato loro versi in dialogo con la sua opera.
Oggi egli propone, in questo omaggio a Dante, una scelta di lavori in cui le pennellate conferiscono
forme astratte ai colori sulla carta, attraversata dagli accumuli di materia pittorica che riempiono le
incisioni che la solcano, i graffi che la incidono, percepibili come rilievi, al tatto negli originali,
all'occhio nelle riproduzioni del catalogo. Il rimando alla poesia verbale rimane criptico, affidato
allo sguardo del fruitore-lettore, alle sue intuizioni, alle sue scelte, alla sua preziosa ed insostituibile
performance percettiva e critica.
Claudia Giuliani
Direttrice dell’Istituzione Biblioteca Classense
esposizioni realizzate in tanti luoghi d'Italia e all’estero, e spesso nelle biblioteche, si propone ora a
Ravenna, non per la prima volta, e lo fa nel mese di Dante, settembre, in cui si ricorda la morte del
poeta, la cui presenza, sempre viva, si fa più acuta e percepita. E nell'approdare a Ravenna ed alla
Biblioteca Classense, il maestro marchigiano, poeta della pittura, noto per il suo rapporto di
sperimentazione artistica con e sulla carta, nel proporci lirici acquerelli di intensa e assieme delicata
suggestione emotiva, accosta il suo lavoro ai versi danteschi. Perchè la biblioteca abbia parola, una
parola che non può che passare attraverso i suoi oggetti, abbiamo scelto quale testimone della
Commedia da affiancare al lavoro di Gubinelli il più antico manoscritto di Dante posseduto dalla
Classense, quel manoscritto classense 6 copiato da un copista padano, Bettino de’ Pili, alla fine
degli anni Sessanta del Trecento, a cinquant'anni dalla morte del poeta. Un manoscritto che è frutto
di lavoro su di un supporto scrittorio, la pergamena, e che silenziosamente si è compiuto in
circostanze che ci restano ignote, sulle tracce di modelli che, da uno all'altro, a ritroso, si avvicinano
al lavoro di scrittura del poeta Dante. Sulla carta, o sulla pergamena, il poeta prima, il copista poi,
tracciano il testo, gli conferiscono quella materialità che noi percepiamo nella coinvolgente
esperienza personale della lettura del testo poetico. Scegliendo i versi di Dante dedicati a Ravenna,
estrapolandoli dal contesto del canto di cui fanno parte, ma lasciandoli nella forma che il copista,
l'inchiostro, il supporto scrittorio, hanno dato al testo dantesco, abbiamo instaurato un dialogo fra
segni, quei Segni per Dante, in omaggio a Dante, che l'artista Gubinelli ha voluto come titolo per la
sua mostra, e i versi manoscritti della Commedia. Fra i versi di Dante sono state scelte le parole di
Francesca da Polenta, nel canto quinto dell'Inferno, che si definisce in rapporto alla sua originaria
città, quella Ravenna stabilmente sotto il potere dei Polentani, di cui Dante riferisce a Guido da
Montefeltro nel XXVII dell’Inferno; i versi 121-123 del canto XXI del Paradiso riferiti probabil-
mente all’insediamento monastico di Santa Maria in Porto fuori presso Ravenna dal pure ravennate
san Pier Damiani, identificato con Pietro Peccatore, o Pietro degli Onesti, infine i versi di
Purgatorio XXIV in cui il dantesco Paradiso Terrestre trova nella pineta di Classe una reale fonte di
ispirazione. Sono versi molto amati e fra i più conosciuti dai lettori, proposti, va ribadito, nella
materialità dell'antico manoscritto ravennate. Paolo Gubinelli è un artista lirico, che si rapporta alla
poesia nella costante ricerca del verso poetico come fonte e finalità di creazione artistica; a lui tanti
poeti, spesso contemporanei, e fra i maggiori, hanno dedicato loro versi in dialogo con la sua opera.
Oggi egli propone, in questo omaggio a Dante, una scelta di lavori in cui le pennellate conferiscono
forme astratte ai colori sulla carta, attraversata dagli accumuli di materia pittorica che riempiono le
incisioni che la solcano, i graffi che la incidono, percepibili come rilievi, al tatto negli originali,
all'occhio nelle riproduzioni del catalogo. Il rimando alla poesia verbale rimane criptico, affidato
allo sguardo del fruitore-lettore, alle sue intuizioni, alle sue scelte, alla sua preziosa ed insostituibile
performance percettiva e critica.
Claudia Giuliani
Direttrice dell’Istituzione Biblioteca Classense
05
settembre 2015
Paolo Gubinelli – Segni per Dante
Dal 05 settembre al 03 ottobre 2015
arte contemporanea
disegno e grafica
disegno e grafica
Location
BIBLIOTECA CLASSENSE
Ravenna, Via Alfredo Baccarini, 3, (Ravenna)
Ravenna, Via Alfredo Baccarini, 3, (Ravenna)
Orario di apertura
dal martedì a sabato dalle 14.30 alle 17.30 - Domenica 13 settembre in occasione del 694° Annuale della morte di Dante
la mostra osserverà un’apertura straordinaria dalle 10.00 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30
Vernissage
5 Settembre 2015, ore 17.30
Autore




