Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Persone – SCARLETT (Corpo alle bambole)
L’obiettivo fotografico può guardare fino a privare l’occhio dell’incanto della visione? Per la fotografa parigina Persone non vi è alcun dubbio. Con la sua macchina fotografica indaga la materia e cerca di svelarne il tradimento dovuto alla visione oculare che, non potendo prescindere dall’emotività, è
condizionata da forti elementi culturali
Comunicato stampa
Condividi l'evento
SPAZIO TADINI
via Jommelli, 24 Milano, tel. 0226829749 apertura da martedì al sabato dalle 15.30 alle 19
INAUGURA
23 gennaio alle ore 18.30 fino alle 20.30
-personale del pittore GABRIELE POLI: Laocoonte metafora dell'uomo contemporaneo
- personale della fotografa parigina PERSONE: Scarlett (Corpo alle bambole)
alle 20.45 CONCERTO in anteprima nazionale del quinquetto di Arrigo Cappelletti
(ingresso con tessera a sostegno dell'associazione minimo 1 euro validità un mese massimo 20 euro)
Gradita prenotazione: a ms@spaziotadini.it o tel. 0226829749
FINISSAGE IN SALONE DI PHOTO SELECTION
ore. 18.30 INCONTRO CON I CURATORI Roberto Mutti e Claudio Argentiero
L’obiettivo fotografico può guardare fino a privare l’occhio dell’incanto della visione? Per la fotografa
parigina Persone non vi è alcun dubbio. Con la sua macchina fotografica indaga la materia e cerca
di svelarne il tradimento dovuto alla visione oculare che, non potendo prescindere dall’emotività, è
condizionata da forti elementi culturali.
Lo stesso pseudonimo scelto dalla fotografa, in francese Persone, in italiano persona, manifesta l’interesse
per questa area d’indagine che analizza il rapporto tra l’iconografia del soggetto/oggetto e la sua
collocazione nel contesto sociale. Persona in latino significa maschera e il suo significato ha più relazione
con l’apparire che con l’essere. Possiamo definire questa artista dell’obiettivo un’esploratrice della
maschera e quindi della persona.
Nella mostra SCARLETT, la fotografa parigina riesce a far sembrare donne dei semplici manichini. Le
foto tradiscono lo sguardo. Le luci studiate ad hoc, le inquadrature ravvicinate e le ombre non rendono
immediatamente percettibile l’inganno e le bambole sembrano avere un corpo vero e anche un’anima,
ovvero un’identità e un potere di comunicazione che, in realtà, è solo frutto delle nostre proiezioni emotive
suggerite da pose e luci. Cosa le differenzia rispetto alle donne delle copertine dei giornali patinati? Poco.
La perfezione e la “contraffazione” dei corpi delle modelle è evidente tanto da far appartenere i loro corpi
non più appartenere a delle persone, ma alla società. I loro corpi sono un involucro plasmato a immagine e
somiglianza di un modello, di uno stereotipo, di un simulacro, di una bambola comunemente riconosciuta
e costruita secondo le mode del momento. Ma perché mai le donne vorrebbero sembrare delle bambole,
quando, guardando le foto di Persone, le stesse bambole riescono a dare emozioni da copertina? Forse
perché l’umano si lascia affascinare dall’impossibile, da ciò che lo trascende. Per l’uomo è bello il gioco di
avvicinarci al “perfetto” tanto da disinteressarsi al vero. Gli ultimi anni della nostra storia ci hanno spinto,
illudendoci, verso un eterno progresso. La tecnologia e la scienza ci hanno fatto credere nella possibilità
di avvicinarsi a una sorta di immortalità e ci siamo lasciati incantare più dal falso che dal vero. Abbiamo
accentuato questo tendere verso la perfezione e cercato di somigliare a modelli così perfetti che, in quanto
tali, sono privi di vita e di morte. Oggi non è più così. Oggi forse l’antropocentrismo sta lasciando il posto al
bisogno di un nuovo equilibrio tra l’uomo e la natura. Non è forse un caso che lo stesso lavoro di Persone
sia cominciato dall’esplorazione dei ghiacciai.
Il suo primo lavoro importante è infatti iniziato con una serie di fotografie sul ghiaccio, analizzato
attraverso luci artificiali, fino a rivelarne le metamorfosi dell’acqua in controluce. Le foto così prodotte
rendono quasi irriconoscibile l’immobilità del ghiaccio visibile ad occhio nudo, perché ne rivelano la
dinamicità interna alla materia di cui sono fatti. Queste foto sembrano paesaggi surreali, composizioni
astratte di estrema suggestione visiva e profondità. Anche in questo caso l’intento era andare oltre
l’apparenza della visione, oltre la maschera e la suggestione emotiva, per scoprire la loro natura, la loro
storia e il rischio che oggi potrebbe affrontare il pianeta dallo scioglimento delle calotte polari perchè non
sono semplice acqua né apparentemente materia inerte, ma corpo “dormiente”.
Persone vive e lavora a Parigi.
via Jommelli, 24 Milano, tel. 0226829749 apertura da martedì al sabato dalle 15.30 alle 19
INAUGURA
23 gennaio alle ore 18.30 fino alle 20.30
-personale del pittore GABRIELE POLI: Laocoonte metafora dell'uomo contemporaneo
- personale della fotografa parigina PERSONE: Scarlett (Corpo alle bambole)
alle 20.45 CONCERTO in anteprima nazionale del quinquetto di Arrigo Cappelletti
(ingresso con tessera a sostegno dell'associazione minimo 1 euro validità un mese massimo 20 euro)
Gradita prenotazione: a ms@spaziotadini.it o tel. 0226829749
FINISSAGE IN SALONE DI PHOTO SELECTION
ore. 18.30 INCONTRO CON I CURATORI Roberto Mutti e Claudio Argentiero
L’obiettivo fotografico può guardare fino a privare l’occhio dell’incanto della visione? Per la fotografa
parigina Persone non vi è alcun dubbio. Con la sua macchina fotografica indaga la materia e cerca
di svelarne il tradimento dovuto alla visione oculare che, non potendo prescindere dall’emotività, è
condizionata da forti elementi culturali.
Lo stesso pseudonimo scelto dalla fotografa, in francese Persone, in italiano persona, manifesta l’interesse
per questa area d’indagine che analizza il rapporto tra l’iconografia del soggetto/oggetto e la sua
collocazione nel contesto sociale. Persona in latino significa maschera e il suo significato ha più relazione
con l’apparire che con l’essere. Possiamo definire questa artista dell’obiettivo un’esploratrice della
maschera e quindi della persona.
Nella mostra SCARLETT, la fotografa parigina riesce a far sembrare donne dei semplici manichini. Le
foto tradiscono lo sguardo. Le luci studiate ad hoc, le inquadrature ravvicinate e le ombre non rendono
immediatamente percettibile l’inganno e le bambole sembrano avere un corpo vero e anche un’anima,
ovvero un’identità e un potere di comunicazione che, in realtà, è solo frutto delle nostre proiezioni emotive
suggerite da pose e luci. Cosa le differenzia rispetto alle donne delle copertine dei giornali patinati? Poco.
La perfezione e la “contraffazione” dei corpi delle modelle è evidente tanto da far appartenere i loro corpi
non più appartenere a delle persone, ma alla società. I loro corpi sono un involucro plasmato a immagine e
somiglianza di un modello, di uno stereotipo, di un simulacro, di una bambola comunemente riconosciuta
e costruita secondo le mode del momento. Ma perché mai le donne vorrebbero sembrare delle bambole,
quando, guardando le foto di Persone, le stesse bambole riescono a dare emozioni da copertina? Forse
perché l’umano si lascia affascinare dall’impossibile, da ciò che lo trascende. Per l’uomo è bello il gioco di
avvicinarci al “perfetto” tanto da disinteressarsi al vero. Gli ultimi anni della nostra storia ci hanno spinto,
illudendoci, verso un eterno progresso. La tecnologia e la scienza ci hanno fatto credere nella possibilità
di avvicinarsi a una sorta di immortalità e ci siamo lasciati incantare più dal falso che dal vero. Abbiamo
accentuato questo tendere verso la perfezione e cercato di somigliare a modelli così perfetti che, in quanto
tali, sono privi di vita e di morte. Oggi non è più così. Oggi forse l’antropocentrismo sta lasciando il posto al
bisogno di un nuovo equilibrio tra l’uomo e la natura. Non è forse un caso che lo stesso lavoro di Persone
sia cominciato dall’esplorazione dei ghiacciai.
Il suo primo lavoro importante è infatti iniziato con una serie di fotografie sul ghiaccio, analizzato
attraverso luci artificiali, fino a rivelarne le metamorfosi dell’acqua in controluce. Le foto così prodotte
rendono quasi irriconoscibile l’immobilità del ghiaccio visibile ad occhio nudo, perché ne rivelano la
dinamicità interna alla materia di cui sono fatti. Queste foto sembrano paesaggi surreali, composizioni
astratte di estrema suggestione visiva e profondità. Anche in questo caso l’intento era andare oltre
l’apparenza della visione, oltre la maschera e la suggestione emotiva, per scoprire la loro natura, la loro
storia e il rischio che oggi potrebbe affrontare il pianeta dallo scioglimento delle calotte polari perchè non
sono semplice acqua né apparentemente materia inerte, ma corpo “dormiente”.
Persone vive e lavora a Parigi.
23
gennaio 2013
Persone – SCARLETT (Corpo alle bambole)
Dal 23 gennaio al 15 febbraio 2013
fotografia
Location
SPAZIO TADINI
Milano, Via Niccolò Jommelli, 24, (Milano)
Milano, Via Niccolò Jommelli, 24, (Milano)
Orario di apertura
da martedì a sabato dalle 15,30 alle 19
Vernissage
23 Gennaio 2013, h 18.30
Autore
Curatore




