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Pier Giorgio Drioli – Cieli
Certo, a ben guardare, se pensiamo al cielo soltanto come fondale per le umane vicende, formuliamo un pensiero molto riduttivo. Il cielo dovrebbe avere per chiunque l’intenso significato allusivo che la lingua gli assegna, anche nelle accezioni più banali, nelle frasi fatte o nei modi di dire.
Comunicato stampa
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Cieli - di Pier Giorgio Drioli
Per chi si occupa di scenografia, lavorare sugli sfondi costituisce il “primo piano” del lavoro. Non ci stupisca perciò che Pier Giorgio Drioli, lui che abbiamo già conosciuto come scenografo, nella sua pittura si preoccupi di ritrarre, come protagonista, il cielo.
L'uomo che sta sotto la volta celeste, sempre meno si ferma ad osservare il cielo, i movimenti delle nuvole, le variazioni di luce che la vita ci riserva ogni giorno
Certo, a ben guardare, se pensiamo al cielo soltanto come fondale per le umane vicende, formuliamo un pensiero molto riduttivo. Il cielo dovrebbe avere per chiunque l’intenso significato allusivo che, implicitamente, la lingua gli assegna, anche nelle accezioni più banali, nelle frasi fatte o nei modi di dire. Noi usiamo nominarlo spesso e non ci accorgiamo più di cosa stiamo parlando.
Il cielo contiene: una massa d’aria, miscele chimiche di gas e umidità, e temperatura, e tensione, e pressione, e forza, elettricità, ma, prima di tutto, contiene metaforicamente tutto ciò che è immateriale. Effetti chimici e fisici ne modificano l’aspetto, di minuto in minuto, di secondo in secondo. Il suo aspetto è l’abito che, come il vero primo attore, veste di volta in volta. Il colore del cielo è il belletto che deve dare al suo volto il senso, dare l’espressività ad un accadimento.
E poi la sua dimensione, questo sì ha a che fare con una smisurata scenografia.
Il cielo si riempie di pensieri, si moltiplicano i significati.
Il tema del cielo in pittura Pier Giorgio Drioli l’aveva già affrontato, ma sotto il cielo tropicale di Belèm do Parà (nel Brasile), sulla sponda meridionale della baia di Marajó a 140 km dall'Oceano Atlantico il cielo pare più che mai ampio e battuto dal vento.
Drioli vi ha soggiornato per un lungo periodo, durante l'allestimento della scenografia del Trovatore di Verdi, realizzata in collaborazione con Pietro Lenzini.
Viene voglia di affrontarlo come soggetto stimolante, per il carattere forte che manifesta, con gli accenti romantici del sublime, di quei caratteri che lasciano senza parole.
Nel suo lavoro Drioli manifesta il sentire che un uomo può avere di fronte a ciò che non può dominare né contenere né, in fondo, copiare. Ciò che può fare il pittore abituato a stendere velocemente, il colore su ampie superfici di tela e carte, con lunghissimi pennelli e larghi come scope, colore che farà da specchio riflettente alle atmosfere della musica, alle parole, alle sonorità del teatro, può essere soltanto ritagliare dei tasselli d’aria, più o meno chiari e sereni, o piuttosto cupi e colmi di incerti sentori.
In ogni caso si tratta di vibrazioni che muovono il pittore ad uno stato di felicità: al settimo cielo.
Sono in mostra in effetti sette e sette: quattordici tele.
Lucia Boni
Ferrara 16 Maggio 2014
Per chi si occupa di scenografia, lavorare sugli sfondi costituisce il “primo piano” del lavoro. Non ci stupisca perciò che Pier Giorgio Drioli, lui che abbiamo già conosciuto come scenografo, nella sua pittura si preoccupi di ritrarre, come protagonista, il cielo.
L'uomo che sta sotto la volta celeste, sempre meno si ferma ad osservare il cielo, i movimenti delle nuvole, le variazioni di luce che la vita ci riserva ogni giorno
Certo, a ben guardare, se pensiamo al cielo soltanto come fondale per le umane vicende, formuliamo un pensiero molto riduttivo. Il cielo dovrebbe avere per chiunque l’intenso significato allusivo che, implicitamente, la lingua gli assegna, anche nelle accezioni più banali, nelle frasi fatte o nei modi di dire. Noi usiamo nominarlo spesso e non ci accorgiamo più di cosa stiamo parlando.
Il cielo contiene: una massa d’aria, miscele chimiche di gas e umidità, e temperatura, e tensione, e pressione, e forza, elettricità, ma, prima di tutto, contiene metaforicamente tutto ciò che è immateriale. Effetti chimici e fisici ne modificano l’aspetto, di minuto in minuto, di secondo in secondo. Il suo aspetto è l’abito che, come il vero primo attore, veste di volta in volta. Il colore del cielo è il belletto che deve dare al suo volto il senso, dare l’espressività ad un accadimento.
E poi la sua dimensione, questo sì ha a che fare con una smisurata scenografia.
Il cielo si riempie di pensieri, si moltiplicano i significati.
Il tema del cielo in pittura Pier Giorgio Drioli l’aveva già affrontato, ma sotto il cielo tropicale di Belèm do Parà (nel Brasile), sulla sponda meridionale della baia di Marajó a 140 km dall'Oceano Atlantico il cielo pare più che mai ampio e battuto dal vento.
Drioli vi ha soggiornato per un lungo periodo, durante l'allestimento della scenografia del Trovatore di Verdi, realizzata in collaborazione con Pietro Lenzini.
Viene voglia di affrontarlo come soggetto stimolante, per il carattere forte che manifesta, con gli accenti romantici del sublime, di quei caratteri che lasciano senza parole.
Nel suo lavoro Drioli manifesta il sentire che un uomo può avere di fronte a ciò che non può dominare né contenere né, in fondo, copiare. Ciò che può fare il pittore abituato a stendere velocemente, il colore su ampie superfici di tela e carte, con lunghissimi pennelli e larghi come scope, colore che farà da specchio riflettente alle atmosfere della musica, alle parole, alle sonorità del teatro, può essere soltanto ritagliare dei tasselli d’aria, più o meno chiari e sereni, o piuttosto cupi e colmi di incerti sentori.
In ogni caso si tratta di vibrazioni che muovono il pittore ad uno stato di felicità: al settimo cielo.
Sono in mostra in effetti sette e sette: quattordici tele.
Lucia Boni
Ferrara 16 Maggio 2014
17
maggio 2014
Pier Giorgio Drioli – Cieli
Dal 17 maggio all'otto giugno 2014
arte contemporanea
Location
GALLERIA DEL CARBONE
Ferrara, Via Del Carbone, 18, (Ferrara)
Ferrara, Via Del Carbone, 18, (Ferrara)
Orario di apertura
dal lunedì al venerdì 17.00-20.00; sabato e festivi 11.00-12.30 17.00-20.00 martedì chiuso
Vernissage
17 Maggio 2014, ore 18.00
Autore
Curatore




