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Pietro Finelli – Noir XL
Nei quadri di Pietro Finelli sono gli effetti di luce artificiale a rivelare la presenza di figure,ritagliandone le sagome in preziosi controluce.L’immagine è costruita per singoli fotogrammi, inquadrature che esplicitamente citano la figurazione elegante e inquieta dei film noir degli anni quaranta
Comunicato stampa
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Nei quadri di Pietro Finelli sono gli effetti di luce artificiale a rivelare la presenza di figure, ritagliandone le sagome in preziosi controluce, Ma, nonostante il rincorrersi di profili luminescenti che, come emanazioni di un’aura, sfilano silenziosamente i corpi dall’ombra, quello che importa, in questi quadri, è soprattutto ciò che ancora non si vede. Finelli, infatti, è un artista che ama principalmente scandagliare il buio.
Per questo la sua pittura esplora il nero cupo che, per lui, prima che una dimensione estetica, è una disciplina interiorizzata del fare, la ricerca di una via di fuga verso il profondo, che parte dal lavoro delle mani. Il nero che tanti artisti hanno vissuto come un’ossessione - Caravaggio, De Ribera, Rembrandt, Goya, Odilon Redon, Manet, Burri e quanti altri pittori rivoluzionari… - e che tutti hanno cercato di fare proprio, con modalità differenti, obbligati ad arrendersi al rigore imposto dal colore dell’assenza: il non colore, nel quale solo una grande abilità tecnica riesce a trovare sfumature e vibrazioni.
L’immagine è costruita per singoli fotogrammi, inquadrature che esplicitamente citano la figurazione elegante, asciutta e inquieta dei film noir degli anni Quaranta, da Finelli attentamente studiati: una vera scuola dello sguardo, per un artista in bianco e nero, sedotto dall’eleganza del delitto, dall’indizio e dall’elusione dell’azione, dal tradimento delle forme, dalle visioni che sfuggono al senso definitivo e costruiscono ipotesi di figure.
Ma al di là dell’esplicito riferimento all’immaginario cinematografico, a ben guardare i suoi sono quadri sedotti dal barocco, attratti dai fondali di tenebre con cui i corpi si fondono a tratti. Proprio per questo Finelli ha accolto l’invito a mettersi alla prova realizzando un dipinto di grandi dimensioni dal titolo Noir XL appositamente per dialogare con un’imponente Assunzione di Guido Reni esposta nel Museo Magi ‘900, sapendo di non avere altra lingua comune che la forza di quel nero.
In occasione della mostra sarà presentato in anteprima in volume Border Painting, edito da Mimesis con testi di Gabriella De Marco (critico e storico dell'arte), Renato Venturelli (critico cinematografico), Alberto Dambruoso (critico d'arte) e Valeria Tassinari.
Pietro Finelli ( 1957), artista e curatore, vive e lavora a Milano. Ha esposto il suo lavoro in gallerie, musei e istituzioni internazionali.
Per questo la sua pittura esplora il nero cupo che, per lui, prima che una dimensione estetica, è una disciplina interiorizzata del fare, la ricerca di una via di fuga verso il profondo, che parte dal lavoro delle mani. Il nero che tanti artisti hanno vissuto come un’ossessione - Caravaggio, De Ribera, Rembrandt, Goya, Odilon Redon, Manet, Burri e quanti altri pittori rivoluzionari… - e che tutti hanno cercato di fare proprio, con modalità differenti, obbligati ad arrendersi al rigore imposto dal colore dell’assenza: il non colore, nel quale solo una grande abilità tecnica riesce a trovare sfumature e vibrazioni.
L’immagine è costruita per singoli fotogrammi, inquadrature che esplicitamente citano la figurazione elegante, asciutta e inquieta dei film noir degli anni Quaranta, da Finelli attentamente studiati: una vera scuola dello sguardo, per un artista in bianco e nero, sedotto dall’eleganza del delitto, dall’indizio e dall’elusione dell’azione, dal tradimento delle forme, dalle visioni che sfuggono al senso definitivo e costruiscono ipotesi di figure.
Ma al di là dell’esplicito riferimento all’immaginario cinematografico, a ben guardare i suoi sono quadri sedotti dal barocco, attratti dai fondali di tenebre con cui i corpi si fondono a tratti. Proprio per questo Finelli ha accolto l’invito a mettersi alla prova realizzando un dipinto di grandi dimensioni dal titolo Noir XL appositamente per dialogare con un’imponente Assunzione di Guido Reni esposta nel Museo Magi ‘900, sapendo di non avere altra lingua comune che la forza di quel nero.
In occasione della mostra sarà presentato in anteprima in volume Border Painting, edito da Mimesis con testi di Gabriella De Marco (critico e storico dell'arte), Renato Venturelli (critico cinematografico), Alberto Dambruoso (critico d'arte) e Valeria Tassinari.
Pietro Finelli ( 1957), artista e curatore, vive e lavora a Milano. Ha esposto il suo lavoro in gallerie, musei e istituzioni internazionali.
12
ottobre 2013
Pietro Finelli – Noir XL
Dal 12 ottobre al 03 novembre 2013
arte contemporanea
Location
MAGI 900
Pieve Di Cento, Via Rusticana, 1, (Bologna)
Pieve Di Cento, Via Rusticana, 1, (Bologna)
Orario di apertura
da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 18
Vernissage
12 Ottobre 2013, ore 17
Autore
Curatore




