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Renato Guttuso
La mostra comprende sedici opere, tra inchiostri, olii e litografie: si apre con “Colomba”, un collage e tecnica mista su tela del 1958, per chiudere con una veduta della sua Palermo, in una litografia del 1985
Comunicato stampa
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Il realismo diRenato Guttuso
Lelio Schiavone e Antonio Adilettainaugureranno sabato 29 ottobre alle ore 19,30 la quarantaquattresima stagioneespositiva della galleria Il Catalogo con l’omaggio all’artista siciliano
La galleria salernitana Il Catalogo di Lelio Schiavone eAntonio Adiletta, in occasione dell’inaugurazione della sua quarantaquattresimastagione espositiva, offre alla città un percorso espositivo, curato da MassimoBignardi, dedicato a Renato Guttuso, nell’anno celebrativo del centenario dellasua nascita. Guttuso ritorna a Salerno e ritorna in una galleria privata, in unmomento in cui le sue opere vengono esposte unicamente in spazi istituzionali.Ritorna il suo segno perché Guttuso è di casa al Catalogo, uno dei primi adesporre tra le sue mura, a cominciare dal 1973, a pochi annidall’inaugurazione, e ancora nel 1978, nel corso degli anni Ottanta con ilciclo dei Tarocchi e nuovamente nel decennio successivo, sino al Duemila, in unconfronto diretto con Ennio Morlotti e BrunoCassinari.
La mostra, che sarà inaugurata sabato 29 ottobre alle ore 19,30 e saràfruibile sino al 25 novembre, comprendesedici opere, tra inchiostri, olii e litografie, si apre con “Colomba”, uncollage e tecnica mista su tela del 1958, per chiudere con una veduta della suaPalermo, in una litografia del 1985, inizio e fine di un percorso, analizzatoin un catalogo realizzato da Massimo Bignardi, che, naturalmente, non si propone laricostruzione esaustiva dei movimenti cui Guttuso partecipò in quegli anni,quanto la funzione, da protagonista, che egli ebbe al loro interno. È l'occasione per restituire, intatto, non solo quel clima di collaborazione chenon si sarebbe più ripetuto, ma anche la complessità, la diversità deilinguaggi espressivi che sono andati a comporre il segno dell’artista. Invero, l'arte di RenatoGuttuso è costantemente intrisa di emergenze metaforiche, cosicché unadispiegata simbologia, permeante inequivocabilmente i messaggi etici dellesuperbe nature morte, perviene all'apogeo dell'eloquenza pittorica e all'abbriviodi una sosta meditativa che accendono il dinamismo della ragione. Ne sonosublimi esemplari le creazioni dei due inchiostri “Polli al gancio” del 1974 e “Cavolo”del 1972 summa strutturale e segnica di un'analisi grafica e stilistica cheabbraccia, euritmicamente, ogni stagione espressiva, nell'urgenza di sondarequalunque anfratto di empito umano. Si comprende a pieno come l'artista, peruna esigenza di immediatezza dialogica, non condividesse l'ermetismodell'astrazione informale e si affidasse ad una ricerca figurale, secante lamodernità ed incidente la diffusa e immanente comprensione. Anche l'eros,tanto presente nei procaci e suadenti nudi femminili, che possiamo ammirare in“Zeliss a Uzbek”, da “Lettere persiane” del 1973, rappresenta, invero, unaconquista di dignità, unitamente ad una presunta vittoria del piacere sensualesulla sofferenza spirituale, poiché l'ebbrezza dell'assoluto fisico abdica,sovente, alla coltre della solitudine. Amore e morte appaiono tangenti, quasi entitàsolidali e complici, che all'accensione di un'infinita, frenetica vitalitàriserbano un declino di thánatos. Allora, pur con soste di riflessione, la vitasi lascia fluire nell'alveo di un panta rei che distrae dall'incombenza deldolore e si affida ad una consuetudine spesso rassicurante.
Renato Guttuso: (Bagheria, Palermo, 1912-Roma 1987)
Giovanissimofrequenta la bottega di un decoratore di carretti . Alla fine degli anni Venti,mentre completa gli studi classici, entra a far pratica nello studio delfuturista Pippo Rizzo . Dopo aver esposto alla I Quadriennale di Roma (1931) ein una collettiva alla Galleria del Milione di Milano (1932) abbandona glistudi universitarie si stabilisce a Roma (1933). Stringe rapporti di amiciziacon Mafai, Pirandello, Cagli e Ziveri, che influenzano lasua pittura in senso "tonale". Nel 1935 partecipa alla IIQuadriennale e nel 1936 alla Biennale di Venezia. Nel 1938 realizza il primodipinto epico- popolare, La fuga dall'Etna, e tiene una personalealla Galleria della Cometa. Nel 1942 al Premio Bergamo, ottiene il secondopremio con la Crocifissione, aperta denuncia dei disastri provocati dalRegime. In questo periodo studia e reinterpreta le scattanti figurazioni delPicasso post-cubista e accentua la sua vena polemica verso le questionisociali, svolgendo un ruolo fondamentale nell’evoluzione in senso"realista" della pittura italiana. Notevole anche la funzione ditramite tra gli ambienti romani e quelli milanesi legati a"Corrente". Inizialmente la sua azione in favore di una pitturaimpegnata si svolge all’interno della sinistra fascista che fa capo aGiuseppe Bottai e alla rivista "Primato". Negli anni diguerra accanto ad Antonello Trombadori e ad altri esponenti delPartito comunista, partecipa attivamente alla Resistenza. Comincia la seriedei Massacri (raccolti nel libro Gott mit uns). Nel 1947aderisce al Fronte Nuovo delle Arti . Dagli anni Cinquanta è l’esponenteprincipale di una corrente "realista", politicamente impegnata afianco del P.C.I., e spesso polemicamente in lotta con le tendenze"formaliste" di molta arte astratta.
29
ottobre 2011
Renato Guttuso
Dal 29 ottobre al 25 novembre 2011
arte contemporanea
disegno e grafica
disegno e grafica
Location
GALLERIA IL CATALOGO
Salerno, Via Antonio Maria De Luca, 14, (Salerno)
Salerno, Via Antonio Maria De Luca, 14, (Salerno)
Orario di apertura
10,00-12,30 17,30-20,00 –lunedì chiuso
Vernissage
29 Ottobre 2011, ore 19.30
Autore
Curatore




