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Roberto Messina / Giovanna Lacedra – Umbra et Imago
Mostra personale di Roberto Messina. Performance di Giovanna Lacedra
Comunicato stampa
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UMBRA ET IMAGO | Roberto Messina e Giovanna Lacedra
27 febbraio, InStudio, Brescia.
Mostra personale di Roberto Messina
Performance di Giovanna Lacedra
Presenze schematiche, incerte, sono il DNA sul quale è imperniato l’impianto pittorico di Roberto Messina, perché fugace e provvisorio è tutto ciò che ci circonda.
Provvisorio è anche ciò che pensiamo. Provvisorio e transitorio.
L’indagine di Roberto Messina ha un sapore misterioso e psicologico, non a caso i suoi corpi scarni, approssimativi e poco colorati, affiorano da superfici buie e lontane da possibili chiarificazioni di luogo e identità, seppur tangibili.
Le sue epifanie si svolgono talvolta al chiuso, talvolta in luoghi aperti, ma in entrambi i casi non è mai possibile avere una certa e definitiva analisi dell’accadimento, proprio perché i suoi sono corpi-metafora e le loro gesta svolte in una sorta di palcoscenico sociale.
Vivo e inanimato si interfacciano scambiandosi vicendevolmente le loro funzioni.
Anche il concetto di Ambiente buio, ha una sua valenza simbolica: è una bolla atemporale entro la quale si è scaraventati e inglobati; dimensioni asfittiche, come sogni degenerati in aberrata eleganza o incantati paesaggi onirici contenenti oggetti familiari, che sovente utilizziamo o che hanno fatto parte della nostra infanzia, della nostra storia, ma qui tutto sembra quasi nascondere insidie impossibili da prevedere e localizzare.
Le ipotesi paradossali che Roberto Messina ci pone dinanzi, passano da orchidee che assurgono a vive crocifissioni, a folle di bagnanti congelati in un mare-limbo o ancora, ad ampie hall che divengono acquari per enormi meduse fluttuanti; per passare poi ad un allegro girotondo di bambini intorno a una sinistra ed enorme figura, a metà tra un Donnie Darko e una malsana versione di Mickey Mouse, chiamata il Grande Scuro.
Anche il ciclo dei Kindergarten è simbolo di umane e fantasmatiche visioni o giochi infantili e passatempi che se ne stanno lì, quasi abbandonati da bambini cresciuti all’improvviso.
E proprio sul ciclo dei Kindergarten, potrebbero raccordarsi anche i gesti corporei di Giovanna Lacedra, che con la riproposizione in assolo della performance NONSONOMAISTATAUNABAMBINA, (svoltasi per la prima volta nello spazio Biffi Arte di Piacenza e tratta da una lettura dei Quaderni delle Bambine, saggio e raccolta di testimonianze da parte della psicologa Maria Rita Parsi, del 1975) ci pone dinanzi a una delle piaghe più odiose di sempre: quella dell’abuso sui minori.
Il suo corpo, simboleggia insieme l’infanzia abusata e l’attuale donna che segnata ancora ricorda. Le movenze sono leggere ma solenni nel loro significato, quasi a voler scacciare con ogni mezzo la figura paterna, demone del suo passato. Gli oggetti che adotta durante questo rituale, una clessidra, degli hula hoop, pennarelli e fogli accartocciati che contengono i suoi disegni d’infanzia; sono strumenti coi quali la performer misura sia il tempo che il peso del passato e del presente.
L’azione, che ha come sottofondo la descrizione della sua pagella e una confessione di paure e fobie, contrae il tempo vitale bambina-adulta in un unicum e ci porta davanti ad una donna procace e mascherata, che tenta di esorcizzare e purificare una volta per tutte la sua interiorità affranta.
Vernissage e Live Performance:
Sabato 27 febbraio 2016 - ore 18:00
Luogo: InStudio
Via Calatafimi 20/c
25122 Brescia
La mostra sarà visitabile sino al 19 marzo su appuntamento.
27 febbraio, InStudio, Brescia.
Mostra personale di Roberto Messina
Performance di Giovanna Lacedra
Presenze schematiche, incerte, sono il DNA sul quale è imperniato l’impianto pittorico di Roberto Messina, perché fugace e provvisorio è tutto ciò che ci circonda.
Provvisorio è anche ciò che pensiamo. Provvisorio e transitorio.
L’indagine di Roberto Messina ha un sapore misterioso e psicologico, non a caso i suoi corpi scarni, approssimativi e poco colorati, affiorano da superfici buie e lontane da possibili chiarificazioni di luogo e identità, seppur tangibili.
Le sue epifanie si svolgono talvolta al chiuso, talvolta in luoghi aperti, ma in entrambi i casi non è mai possibile avere una certa e definitiva analisi dell’accadimento, proprio perché i suoi sono corpi-metafora e le loro gesta svolte in una sorta di palcoscenico sociale.
Vivo e inanimato si interfacciano scambiandosi vicendevolmente le loro funzioni.
Anche il concetto di Ambiente buio, ha una sua valenza simbolica: è una bolla atemporale entro la quale si è scaraventati e inglobati; dimensioni asfittiche, come sogni degenerati in aberrata eleganza o incantati paesaggi onirici contenenti oggetti familiari, che sovente utilizziamo o che hanno fatto parte della nostra infanzia, della nostra storia, ma qui tutto sembra quasi nascondere insidie impossibili da prevedere e localizzare.
Le ipotesi paradossali che Roberto Messina ci pone dinanzi, passano da orchidee che assurgono a vive crocifissioni, a folle di bagnanti congelati in un mare-limbo o ancora, ad ampie hall che divengono acquari per enormi meduse fluttuanti; per passare poi ad un allegro girotondo di bambini intorno a una sinistra ed enorme figura, a metà tra un Donnie Darko e una malsana versione di Mickey Mouse, chiamata il Grande Scuro.
Anche il ciclo dei Kindergarten è simbolo di umane e fantasmatiche visioni o giochi infantili e passatempi che se ne stanno lì, quasi abbandonati da bambini cresciuti all’improvviso.
E proprio sul ciclo dei Kindergarten, potrebbero raccordarsi anche i gesti corporei di Giovanna Lacedra, che con la riproposizione in assolo della performance NONSONOMAISTATAUNABAMBINA, (svoltasi per la prima volta nello spazio Biffi Arte di Piacenza e tratta da una lettura dei Quaderni delle Bambine, saggio e raccolta di testimonianze da parte della psicologa Maria Rita Parsi, del 1975) ci pone dinanzi a una delle piaghe più odiose di sempre: quella dell’abuso sui minori.
Il suo corpo, simboleggia insieme l’infanzia abusata e l’attuale donna che segnata ancora ricorda. Le movenze sono leggere ma solenni nel loro significato, quasi a voler scacciare con ogni mezzo la figura paterna, demone del suo passato. Gli oggetti che adotta durante questo rituale, una clessidra, degli hula hoop, pennarelli e fogli accartocciati che contengono i suoi disegni d’infanzia; sono strumenti coi quali la performer misura sia il tempo che il peso del passato e del presente.
L’azione, che ha come sottofondo la descrizione della sua pagella e una confessione di paure e fobie, contrae il tempo vitale bambina-adulta in un unicum e ci porta davanti ad una donna procace e mascherata, che tenta di esorcizzare e purificare una volta per tutte la sua interiorità affranta.
Vernissage e Live Performance:
Sabato 27 febbraio 2016 - ore 18:00
Luogo: InStudio
Via Calatafimi 20/c
25122 Brescia
La mostra sarà visitabile sino al 19 marzo su appuntamento.
27
febbraio 2016
Roberto Messina / Giovanna Lacedra – Umbra et Imago
Dal 27 febbraio al 19 marzo 2016
arte contemporanea
performance - happening
performance - happening
Location
INSTUDIO
Brescia, Via Calatafimi, 20/c, (Brescia)
Brescia, Via Calatafimi, 20/c, (Brescia)
Orario di apertura
su appuntamento
Vernissage
27 Febbraio 2016, ore 18
Autore




