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Rossella Sartorelli – Principio di attrazione
Sartorelliana “quarta dimensione” che prepotente inquadra ogni fase dell’unitarietà pittorica. È tale stato dimensionale, più d’ogni altra eventualità, a spalancare davanti alla Sartorelli una via che supera l’appartenenza al mondo, prova provata per l’agognata astrazione.
Comunicato stampa
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È l'arrivo da esperienze figurative a rendere l'astrazione un punto di partenza e non un traguardo, il segnale di un'esigenza che il “dopo Kandisky” ha tramutato nella promessa di poter arrivare laddove la figurazione non può. E mantenere quella promessa è cosa fondamentale. Per Rossella Sartorelli ha significato commisurarsi alla complessità della sua sintesi astrattiva, che chiama a rapporto situazioni estetico-concettuali non inerenti l'astrazione tout court, tuttavia inevitabilmente da ricadenti in fenomeni proto-astrattisti.
Situazioni europee come il cubismo analitico di un protagonista quale Georges Braque oltralpe, e alcune segmentazioni dinamiche presenti nel pieno Futurismo alla Giacomo Balla in Italia, esempi storici di una scomposizione forma-cromatica dalla realtà preordinata al contatto intimo/dinamico con quest'ultima, nonché di affezione verso una coscienza spaziale ferrea. Frangenti percettivo-pittorici che nella loro comune impermanenza visiva nutrono il lavoro della Sartorelli, e latentemente riaffiorano là dove l'artista piemontese attua la sua divisione iper-formale di una realtà d'appartenenza, spezzettata, scomposta finché non assuma il senso della sua spazialità senza inibizioni. Sartorelliana “quarta dimensione” che prepotente inquadra ogni fase dell'unitarietà pittorica. È tale stato dimensionale, più d'ogni altra eventualità, a spalancare davanti alla Sartorelli una via che supera l'appartenenza al mondo, prova provata per l'agognata astrazione. La realtà esiste solo in quanto essenza della propria umanità, della propria presenza; esiste in forme de-stabilizzate e libere da prerogative logiche, senza cedere il passo ad alcun senso effettivamente pratico. Nel mentre incombono risvolti tonali che sono peso e pregio dell'astrattismo sartorelliano, e riguardo cui l'artista non dà adito a fraintendimenti: “Ho un rapporto diretto col colore, direi quasi fisico, nell'impastarlo, manipolarlo, vederlo brillare sulla tela”. Indice d'esistenza, il colore è processato attraverso un simbolismo liberatorio, effetto fisico di una gestualità che è spina dorsale della stessa creazione pittorica. Galvanizzato e complice di tutta la sua sfuggevolezza ancora totalmente umana.
Situazioni europee come il cubismo analitico di un protagonista quale Georges Braque oltralpe, e alcune segmentazioni dinamiche presenti nel pieno Futurismo alla Giacomo Balla in Italia, esempi storici di una scomposizione forma-cromatica dalla realtà preordinata al contatto intimo/dinamico con quest'ultima, nonché di affezione verso una coscienza spaziale ferrea. Frangenti percettivo-pittorici che nella loro comune impermanenza visiva nutrono il lavoro della Sartorelli, e latentemente riaffiorano là dove l'artista piemontese attua la sua divisione iper-formale di una realtà d'appartenenza, spezzettata, scomposta finché non assuma il senso della sua spazialità senza inibizioni. Sartorelliana “quarta dimensione” che prepotente inquadra ogni fase dell'unitarietà pittorica. È tale stato dimensionale, più d'ogni altra eventualità, a spalancare davanti alla Sartorelli una via che supera l'appartenenza al mondo, prova provata per l'agognata astrazione. La realtà esiste solo in quanto essenza della propria umanità, della propria presenza; esiste in forme de-stabilizzate e libere da prerogative logiche, senza cedere il passo ad alcun senso effettivamente pratico. Nel mentre incombono risvolti tonali che sono peso e pregio dell'astrattismo sartorelliano, e riguardo cui l'artista non dà adito a fraintendimenti: “Ho un rapporto diretto col colore, direi quasi fisico, nell'impastarlo, manipolarlo, vederlo brillare sulla tela”. Indice d'esistenza, il colore è processato attraverso un simbolismo liberatorio, effetto fisico di una gestualità che è spina dorsale della stessa creazione pittorica. Galvanizzato e complice di tutta la sua sfuggevolezza ancora totalmente umana.
12
novembre 2016
Rossella Sartorelli – Principio di attrazione
Dal 12 al 23 novembre 2016
arte contemporanea
Location
SATURA – PALAZZO STELLA
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Genova, Piazza Stella, 5/1, (Genova)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15-19
Vernissage
12 Novembre 2016, 17.00
Autore
Curatore




