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Salvatore(Tino) Correara – Fiori di Vetro
La mostra fotografica ha per soggetti degli scatti di piante e di fiori che vengono però proposti con inquadrature estremamente originali: attraverso i vetri e l’umidità dei vapori delle serre dell’Orto Botanico di Padova
Comunicato stampa
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Tino Correra
Ho scattato le prime fotografie sul finire degli anni '60 con una Kodak Instamatic 50. Erano molto banalmente le fotografie delle vacanze e poco altro, quindi nessuna pretesa artistica e nessuna nozione tecnica, neanche la più elementare.
A metà degli anni '70 sostituisco d'ufficio la nel frattempo sopraggiunta Kodak Instamatic 100 con la Canon Canonet di mio padre, e comincio a dedicare alla fotografia più impegno e più attenzione.
Impegno e attenzione che aumentano ancora nel 1980 quando mi regalo una Olympus OM1 e, appena un paio di giorni dopo, un ingranditore Durst B30. Da lì sono poi partiti vent'anni di scatti a colori e in b/n, questi ultimi ovviamente tutti seguiti da sviluppo e stampa casalinghi.
Nel 2001 arriva la prima Nikon, una F65 con la quale comincio a prendere confidenza con priorità di tempi e priorità di diaframmi; poi nel 2005 la prima digitale, sempre Nikon, una Coolpix E7900. Da allora sono gradualmente passato del tutto al digitale, anche dedicandomi in più occasioni alla composizione di audiovisivi fotografici.
Come genere da qualche anno seguo di preferenza la musica in tutte le sue manifestazioni, ma con un occhio di riguardo per il jazz.
In questo periodo sto dedicando maggiore spazio alla street photography intesa nel senso più ampio possibile del termine, cioè a dire tutto quello che per strada ci sta, si incontra o si vede, quindi non soltanto la vita di strada, ma anche tutto ciò che rientra nella categoria da me definita come "Oggettistica stradale".
L'Orto Botanico è sempre stata una delle mie mete fotografiche preferite. Sistemando le foto di questa mostra mi sono accorto che la più recente è dell'aprile di quest'anno, la meno giovane è del 2005.
Il realtà la meno giovane è ancora più datata perché in realtà la palma (e mi pare che trattandosi di Orto Botanico la palma ci stia più che a proposito), dicevo la palma dell'anzianità fotografica spetta ad una diapositiva del 1992.
Il che significa che per arrivare alle foto che vedete oggi ci sono voluti 20 anni di scatti studiati, ristudiati, provati, riprovati, scartati, spesso ri-scattati e quasi altrettanto spesso ri-scartati, ma anche qualche volta talmente più belli di quelli fatti prima da costringere a scelte non facili su quale tenere.
E alla fine non ho scelto, li ho tenuti tutti.
"Fiori di Vetro" nasce per caso una sera di giugno dopo un incontro eno-gastronomico condito fotografia con Roberta Lotto.
In quel periodo avevo appena terminato un paio di audiovisivi, non mi sono quindi fatto scappare l'occasione di sottoporli al suo giudizio. In realtà non ne ha poi visti solo due, ma anche altri che ancora non avevo avuto modo di mostrarle, parlando di tutte le fasi della composizione dell'audiovisivo, della scelta del soggetto, dell'ideazione, delle foto, della musica.
L'apprezzamento, seppure espresso in maniera logicamente variabile, di chi guarda i miei audiovisivi è già di per sé una gradita ricompensa per il mio lavoro e il mio impegno, ma dopo aver visto "Fiori di vetro" Roberta mi ha chiesto subito se avevo mai pensato di farci una mostra. Alla mia risposta negativa (le foto le avevo fatte in funzione di un audiovisivo e quindi per me il lavoro era terminato) ha fatto seguito la sua risposta "Facciamola".
Detto e fatto. Eccoci qua.
Ho scattato le prime fotografie sul finire degli anni '60 con una Kodak Instamatic 50. Erano molto banalmente le fotografie delle vacanze e poco altro, quindi nessuna pretesa artistica e nessuna nozione tecnica, neanche la più elementare.
A metà degli anni '70 sostituisco d'ufficio la nel frattempo sopraggiunta Kodak Instamatic 100 con la Canon Canonet di mio padre, e comincio a dedicare alla fotografia più impegno e più attenzione.
Impegno e attenzione che aumentano ancora nel 1980 quando mi regalo una Olympus OM1 e, appena un paio di giorni dopo, un ingranditore Durst B30. Da lì sono poi partiti vent'anni di scatti a colori e in b/n, questi ultimi ovviamente tutti seguiti da sviluppo e stampa casalinghi.
Nel 2001 arriva la prima Nikon, una F65 con la quale comincio a prendere confidenza con priorità di tempi e priorità di diaframmi; poi nel 2005 la prima digitale, sempre Nikon, una Coolpix E7900. Da allora sono gradualmente passato del tutto al digitale, anche dedicandomi in più occasioni alla composizione di audiovisivi fotografici.
Come genere da qualche anno seguo di preferenza la musica in tutte le sue manifestazioni, ma con un occhio di riguardo per il jazz.
In questo periodo sto dedicando maggiore spazio alla street photography intesa nel senso più ampio possibile del termine, cioè a dire tutto quello che per strada ci sta, si incontra o si vede, quindi non soltanto la vita di strada, ma anche tutto ciò che rientra nella categoria da me definita come "Oggettistica stradale".
L'Orto Botanico è sempre stata una delle mie mete fotografiche preferite. Sistemando le foto di questa mostra mi sono accorto che la più recente è dell'aprile di quest'anno, la meno giovane è del 2005.
Il realtà la meno giovane è ancora più datata perché in realtà la palma (e mi pare che trattandosi di Orto Botanico la palma ci stia più che a proposito), dicevo la palma dell'anzianità fotografica spetta ad una diapositiva del 1992.
Il che significa che per arrivare alle foto che vedete oggi ci sono voluti 20 anni di scatti studiati, ristudiati, provati, riprovati, scartati, spesso ri-scattati e quasi altrettanto spesso ri-scartati, ma anche qualche volta talmente più belli di quelli fatti prima da costringere a scelte non facili su quale tenere.
E alla fine non ho scelto, li ho tenuti tutti.
"Fiori di Vetro" nasce per caso una sera di giugno dopo un incontro eno-gastronomico condito fotografia con Roberta Lotto.
In quel periodo avevo appena terminato un paio di audiovisivi, non mi sono quindi fatto scappare l'occasione di sottoporli al suo giudizio. In realtà non ne ha poi visti solo due, ma anche altri che ancora non avevo avuto modo di mostrarle, parlando di tutte le fasi della composizione dell'audiovisivo, della scelta del soggetto, dell'ideazione, delle foto, della musica.
L'apprezzamento, seppure espresso in maniera logicamente variabile, di chi guarda i miei audiovisivi è già di per sé una gradita ricompensa per il mio lavoro e il mio impegno, ma dopo aver visto "Fiori di vetro" Roberta mi ha chiesto subito se avevo mai pensato di farci una mostra. Alla mia risposta negativa (le foto le avevo fatte in funzione di un audiovisivo e quindi per me il lavoro era terminato) ha fatto seguito la sua risposta "Facciamola".
Detto e fatto. Eccoci qua.
03
novembre 2012
Salvatore(Tino) Correara – Fiori di Vetro
Dal 03 al 29 novembre 2012
fotografia
Location
LA YOUNG PHOTO GALLERY
Padova, Riviera Tito Livio, 35, (Padova)
Padova, Riviera Tito Livio, 35, (Padova)
Orario di apertura
8-12 e 15-24
Vernissage
3 Novembre 2012, h 18.30
Autore
Curatore




