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San Donnino e la sua cattedrale. La nascita del Borgo
La mostra, realizzata nell’ambito delle manifestazioni celebrative del IX centenario della consacrazione della Cattedrale di Parma, attraverso l’esposizione di reperti archeologici, storici e artistici di rara qualità
Comunicato stampa
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La città di Fidenza nacque come praefectura, un centro di servizi amministrativi, lungo la Via Æmilia nel corso del II sec. a.C.. Trasformatasi in municipium, una città a tutti gli effetti nel I sec. a.C., godette in epoca romana di una certa prosperità come attestano i ritrovamenti archeologici di mosaici, monete, vetri, anfore e abbondanti ceramiche. Ancora citata come flavia Fidentia in una tabula patronatus datata al 206 d.C. subì più di Parma la crisi politica, sociale ed economica che investì l’Impero romano in epoca tardoantica al punto che decadde dalla dignità di città e negli itinerari tardi (es. Antonino, Hierosolimitano, ecc.) è citata come semplice vicus (villaggio) o come mansio (luogo di sosta).
Anche la tradizione e le passio medievali non citano più Fidenza, ma collocano sulla riva sinistra del torrente Stirone, nei pressi del ponte romano sulla Via Æmilia, il luogo del martirio di Donnino, primo cubiculario dell’Imperatore romano Massimiano Erculeo, risalente secondo la cronologia scientifica ai primi anni del IV secolo, ma tradizionalmente riferito al 293 d.C. dalla chiesa fidentina.
Secondo questi racconti e come mostrano con artistica sintesi i bassorilievi antelamici che decorano l’architrave del portale centrale della Cattedrale di Fidenza, il martire, dopo essere stato decapitato, avrebbe attraversato il corso d’acqua con il proprio capo in mano e là, sulla sua riva destra dove si sarebbe coricato, sarebbe stato sepolto.
Il sepolcro, caduto nell’oblio, sarebbe stato ritrovato solo molti decenni dopo a seguito d’eventi soprannaturali e, riconosciuto il Corpo santo, sarebbe nato il culto (attestato nei calendari liturgici dal V - VI secolo) che, diffusosi nel tempo in un’area molto vasta dell’Italia settentrionale e centrale con pratiche devozionali e iconografiche caratteristiche, portò alla costruzione d’un santuario, probabilmente più volte ingrandito, che divenne il polo di attrazione d’un nuovo abitato che prese il nome di Borgo San Donnino (sec. IX-X).
Questa denominazione l’abitato ha mantenuto sino al 1927, quando – dopo la scoperta di prove archeologiche che risolsero una lunga disputa sull’ubicazione dell’antica Fidentia – alla città è stato attribuito il nome dell’antica città romana che gli era preesistita.
Nel corso degli ultimi venti anni, gli scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza archeologica dell’Emilia-Romagna all’interno e nelle adiacenze della Cattedrale di Fidenza hanno confermato come S. Donnino sia stato sepolto nell’area cimiteriale dell’antico municipium di Fidentia, anche se non è facilmente determinabile quando il suo corpo venne collocato all’interno di un sarcofago marmoreo di II sec. d. C., che fu ritrovato sotto l’altare della cripta della cattedrale nel 1853, dopo quasi sette secoli dalla prima esumazione documentata del santo, avvenuta nel 1178, e il suo ultimo infossamento, nel 1207. Sono queste le due date che indicano i termini temporali relativi all’inizio dei lavori della chiesa attuale, sovrapposta a quella preesistente che si ritiene tradizionalmente sia stata consacrata da papa Pasquale II nel 1107, della costruzione della quale ha dato conferma il rinvenimento di calcare e forge in un’area posta fra la facciata della chiesa e l’antica riva destra dello Stirone, nel corso dello scavo più recente.
La mostra, realizzata nell’ambito delle manifestazioni celebrative del IX centenario della consacrazione della Cattedrale di Parma, attraverso l’esposizione di reperti archeologici, storici e artistici di rara qualità – fra i quali la Tabula Patronatus da Campore di Salsomaggiore (II sec.); il Sarcofago (II sec.) e il Calice-Reliquiario (XI sec.) di S. Donnino, che ancora si conservano nel duomo di Fidenza; il Polittico di Giovanni del Biondo (XIV sec.) proveniente da Campi Bisenzio (FI); la Bandinella professionale della Confraternita di S. Donnino di Pisa, dipinta da Taddeo di Bartolo (sec. XIV) – corredati di pannelli esplicativi e grafici riguardanti gli scavi archeologici, ha lo scopo di fare il punto sulle conoscenze relative alla località nelle epoche precedenti, contemporanee e successive al martirio di S. Donnino, ponendo attenzione anche agli studi più recenti sul suo culto, e sugli oggetti ad esso correlati, dal quale prese impulso la nascita del borgo medievale posto, fra l’altro, lungo uno dei più importanti itinerari che nell’antichità collegavano l’Europa occidentale a Roma e divenne nel Medioevo la “via Romea” dei pellegrini che scendevano alla Città Santa.
Manuela Catarsi Dall’Aglio – Gianpaolo Gregori
Anche la tradizione e le passio medievali non citano più Fidenza, ma collocano sulla riva sinistra del torrente Stirone, nei pressi del ponte romano sulla Via Æmilia, il luogo del martirio di Donnino, primo cubiculario dell’Imperatore romano Massimiano Erculeo, risalente secondo la cronologia scientifica ai primi anni del IV secolo, ma tradizionalmente riferito al 293 d.C. dalla chiesa fidentina.
Secondo questi racconti e come mostrano con artistica sintesi i bassorilievi antelamici che decorano l’architrave del portale centrale della Cattedrale di Fidenza, il martire, dopo essere stato decapitato, avrebbe attraversato il corso d’acqua con il proprio capo in mano e là, sulla sua riva destra dove si sarebbe coricato, sarebbe stato sepolto.
Il sepolcro, caduto nell’oblio, sarebbe stato ritrovato solo molti decenni dopo a seguito d’eventi soprannaturali e, riconosciuto il Corpo santo, sarebbe nato il culto (attestato nei calendari liturgici dal V - VI secolo) che, diffusosi nel tempo in un’area molto vasta dell’Italia settentrionale e centrale con pratiche devozionali e iconografiche caratteristiche, portò alla costruzione d’un santuario, probabilmente più volte ingrandito, che divenne il polo di attrazione d’un nuovo abitato che prese il nome di Borgo San Donnino (sec. IX-X).
Questa denominazione l’abitato ha mantenuto sino al 1927, quando – dopo la scoperta di prove archeologiche che risolsero una lunga disputa sull’ubicazione dell’antica Fidentia – alla città è stato attribuito il nome dell’antica città romana che gli era preesistita.
Nel corso degli ultimi venti anni, gli scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza archeologica dell’Emilia-Romagna all’interno e nelle adiacenze della Cattedrale di Fidenza hanno confermato come S. Donnino sia stato sepolto nell’area cimiteriale dell’antico municipium di Fidentia, anche se non è facilmente determinabile quando il suo corpo venne collocato all’interno di un sarcofago marmoreo di II sec. d. C., che fu ritrovato sotto l’altare della cripta della cattedrale nel 1853, dopo quasi sette secoli dalla prima esumazione documentata del santo, avvenuta nel 1178, e il suo ultimo infossamento, nel 1207. Sono queste le due date che indicano i termini temporali relativi all’inizio dei lavori della chiesa attuale, sovrapposta a quella preesistente che si ritiene tradizionalmente sia stata consacrata da papa Pasquale II nel 1107, della costruzione della quale ha dato conferma il rinvenimento di calcare e forge in un’area posta fra la facciata della chiesa e l’antica riva destra dello Stirone, nel corso dello scavo più recente.
La mostra, realizzata nell’ambito delle manifestazioni celebrative del IX centenario della consacrazione della Cattedrale di Parma, attraverso l’esposizione di reperti archeologici, storici e artistici di rara qualità – fra i quali la Tabula Patronatus da Campore di Salsomaggiore (II sec.); il Sarcofago (II sec.) e il Calice-Reliquiario (XI sec.) di S. Donnino, che ancora si conservano nel duomo di Fidenza; il Polittico di Giovanni del Biondo (XIV sec.) proveniente da Campi Bisenzio (FI); la Bandinella professionale della Confraternita di S. Donnino di Pisa, dipinta da Taddeo di Bartolo (sec. XIV) – corredati di pannelli esplicativi e grafici riguardanti gli scavi archeologici, ha lo scopo di fare il punto sulle conoscenze relative alla località nelle epoche precedenti, contemporanee e successive al martirio di S. Donnino, ponendo attenzione anche agli studi più recenti sul suo culto, e sugli oggetti ad esso correlati, dal quale prese impulso la nascita del borgo medievale posto, fra l’altro, lungo uno dei più importanti itinerari che nell’antichità collegavano l’Europa occidentale a Roma e divenne nel Medioevo la “via Romea” dei pellegrini che scendevano alla Città Santa.
Manuela Catarsi Dall’Aglio – Gianpaolo Gregori
02
aprile 2006
San Donnino e la sua cattedrale. La nascita del Borgo
Dal 02 aprile al 16 luglio 2006
archeologia
arte antica
arte antica
Location
CHIESA DI SAN GIORGIO
Fidenza, Via Giovanni Rossi, (Parma)
Fidenza, Via Giovanni Rossi, (Parma)
Biglietti
intero singolo 5 €
comitiva, tessere FAI e Turing Club, 3 €
scolaresche accompagnate 2 €
Orario di apertura
9–12,30 e 15–18,30 – chiuso il lunedì, esclusi: 17, 24 aprile – 1 maggio
Sito web
www.museoduomofidenza.it



