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Sergio Scabar – Nel silenzio delle cose
Mostra personale
Comunicato stampa
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Sergio Scabar
“Nel silenzio delle cose”
Inaugurazione giovedì 15 dicembre 2011, alle ore 19.00
Padova, Galleria Sottopasso della Stua (Largo Europa)
16 dicembre 2011 - 22 gennaio 2012
Si inaugura giovedì 15 dicembre alle ore 19.00 nella Galleria Sottopasso della Stua (Largo
Europa) la mostra “Sergio Scabar. Nel silenzio delle cose” .
Promossa dall’Assessorato alla Cultura – Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova,
l’esposizione a cura di Enrico Gusella si snoda attraverso una serie di fotografie caratterizzate
da una forte impronta originale, dovuta alla particolare stampa alchemica ai sali d’argento che
rendono le immagini di Scabar particolarmente suggestive e profonde.
Come afferma Andrea Colasio, Assessore alla Cultura del Comune di Padova, “un ruolo primario
nelle fotografie di Sergio Scabar è ricoperto dalla spazialità, la quale si presenta come un mini
palcoscenico, che muta di volta in volta in un podio o in un semplice telo che fa da scenario. La
foto per Scabar è, quindi, un lavoro di messa in scena, la costruzione di mondi diversi, oppure in
altri casi un mondo dove il buio annulla la scena che proietta lo spettatore nel vuoto dello spazio,
immergendolo in un tempo senza sosta”.
Per Angelo Bertani, invece, “ogni fotografia di Sergio Scabar, nel suo apparente e ben calibrato
anacronismo, ci comunica immediatamente un senso di profondità in quanto si offre allo sguardo
come sottile immagine sui linguaggi visivi”.
Così, “se fotografia significa scrittura con la luce, Scabar ci spinge alla ricerca del valore minimo di
luce che può coincidere con il valore assoluto di un linguaggio” che gli è proprio.
Ma un altro importante segno per il fotografo è la cornice in cui è inserita la fotografia, quale parte
integrante dell’opera che delimita il proscenio della sua indagine, e indica una sorta di “finestra
percettiva”, alla quale, per prima ha preso parte la pittura nella sua rappresentazione del mondo.
Anche così il linguaggio fotografico di Scabar risulta essere in continuità con la storia e con la
tradizione visuale come quella della pittura.
In questo senso le fotografie dell’artista goriziano sono “nature morte” che traggono motivi di
ispirazione proprio dai grandi maestri della pittura, come De Chirico o Morandi.
Tuttavia quello che interessa a Scabar è sì fermare con la fotografia un attimo del divenire delle
cose, ma soprattutto un istante significativo di un tempo lungo e di un esistere.
Nelle sue immagini il tempo si ferma, lasciando parlare i segni del suo scorrere, fissati nella grana
della pellicola e della carta.
Anche in questo modo la fotografia di Scabar intende riscoprire l’aura e il valore quasi sacrale di
flagranza e di autenticità dell’opera.
_______________________________________________________________________________________
Centro Nazionale di Fotografia, Corso Garibaldi 29, 35122 Padova – Italia
Tel. 049 8204518 – 4519, cnf@comune.padova.it – http://cnf.padovanet.it
Sergio Scabar nasce a Ronchi dei Legionari (Gorizia) nel 1946, dove vive e lavora. Comincia
ad interessarsi alla fotografia nel 1964. Dal 1966 al 1974 partecipa a concorsi nazionali
ed internazionali con fotografie caratterizzate dalla finalità del racconto e del reportage.
Successivamente, negli anni Ottanta, il suo lavoro prende una svolta sostanziale in quanto la
figura umana scompare dai suoi lavori ed il suo interesse si concentra sulla natura, sublimando
l’aspetto materiale e concettuale. Con le opere “Il teatro delle cose” (1996), inizia una stampa
alchemica ai sali d’argento - “unico esemplare”. Il metodo di lavoro artigianale emerge
maggiormente rispetto alle opere precedenti: vi è allora il contatto con i materiali, il riappropriarsi
dei metodi, attraverso l’uso dei rapporti chimici e sensoriali, uniti, nella ricerca dell’essenza della
creatività.
Nel 2003, Scabar, riceve dal C.R.A.F. il premio “Friuli Venezia Giulia Fotografia”. Nel
2008 pubblica, per Marte Edizioni, il volume “Silenzio di Luce”, e nel 2010 “Cidinors” edito
dall’Associazione Culturale Colonos di Lestizza, in provincia di Udine.
Sergio Scabar
“Nel silenzio delle cose”
Mostra promossa da
Comune di Padova, Assessorato alla Cultura - Centro Nazionale di Fotografia
in collaborazione con LipanjePuntin Artecontemporanea di Trieste
A cura di Enrico Gusella
Padova, Galleria Sottopasso della Stua (Largo Europa)
16 dicembre 2011 - 22 gennaio 2012
orario :
lunedì – sabato: 11.00 – 13.00
15.00 – 19.00
chiuso : 25 - 26 dicembre
domenica e 1 gennaio 2012: 15.00 – 19.00
Inaugurazione giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 19.00
Info
Centro Nazionale di Fotografia
Corso Garibaldi 29, 35122 Padova - Italia
Tel. 049 8204518 - 4519
cnf@comune.padova.it -
http://cnf.padovanet.it
“Nel silenzio delle cose”
Inaugurazione giovedì 15 dicembre 2011, alle ore 19.00
Padova, Galleria Sottopasso della Stua (Largo Europa)
16 dicembre 2011 - 22 gennaio 2012
Si inaugura giovedì 15 dicembre alle ore 19.00 nella Galleria Sottopasso della Stua (Largo
Europa) la mostra “Sergio Scabar. Nel silenzio delle cose” .
Promossa dall’Assessorato alla Cultura – Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova,
l’esposizione a cura di Enrico Gusella si snoda attraverso una serie di fotografie caratterizzate
da una forte impronta originale, dovuta alla particolare stampa alchemica ai sali d’argento che
rendono le immagini di Scabar particolarmente suggestive e profonde.
Come afferma Andrea Colasio, Assessore alla Cultura del Comune di Padova, “un ruolo primario
nelle fotografie di Sergio Scabar è ricoperto dalla spazialità, la quale si presenta come un mini
palcoscenico, che muta di volta in volta in un podio o in un semplice telo che fa da scenario. La
foto per Scabar è, quindi, un lavoro di messa in scena, la costruzione di mondi diversi, oppure in
altri casi un mondo dove il buio annulla la scena che proietta lo spettatore nel vuoto dello spazio,
immergendolo in un tempo senza sosta”.
Per Angelo Bertani, invece, “ogni fotografia di Sergio Scabar, nel suo apparente e ben calibrato
anacronismo, ci comunica immediatamente un senso di profondità in quanto si offre allo sguardo
come sottile immagine sui linguaggi visivi”.
Così, “se fotografia significa scrittura con la luce, Scabar ci spinge alla ricerca del valore minimo di
luce che può coincidere con il valore assoluto di un linguaggio” che gli è proprio.
Ma un altro importante segno per il fotografo è la cornice in cui è inserita la fotografia, quale parte
integrante dell’opera che delimita il proscenio della sua indagine, e indica una sorta di “finestra
percettiva”, alla quale, per prima ha preso parte la pittura nella sua rappresentazione del mondo.
Anche così il linguaggio fotografico di Scabar risulta essere in continuità con la storia e con la
tradizione visuale come quella della pittura.
In questo senso le fotografie dell’artista goriziano sono “nature morte” che traggono motivi di
ispirazione proprio dai grandi maestri della pittura, come De Chirico o Morandi.
Tuttavia quello che interessa a Scabar è sì fermare con la fotografia un attimo del divenire delle
cose, ma soprattutto un istante significativo di un tempo lungo e di un esistere.
Nelle sue immagini il tempo si ferma, lasciando parlare i segni del suo scorrere, fissati nella grana
della pellicola e della carta.
Anche in questo modo la fotografia di Scabar intende riscoprire l’aura e il valore quasi sacrale di
flagranza e di autenticità dell’opera.
_______________________________________________________________________________________
Centro Nazionale di Fotografia, Corso Garibaldi 29, 35122 Padova – Italia
Tel. 049 8204518 – 4519, cnf@comune.padova.it – http://cnf.padovanet.it
Sergio Scabar nasce a Ronchi dei Legionari (Gorizia) nel 1946, dove vive e lavora. Comincia
ad interessarsi alla fotografia nel 1964. Dal 1966 al 1974 partecipa a concorsi nazionali
ed internazionali con fotografie caratterizzate dalla finalità del racconto e del reportage.
Successivamente, negli anni Ottanta, il suo lavoro prende una svolta sostanziale in quanto la
figura umana scompare dai suoi lavori ed il suo interesse si concentra sulla natura, sublimando
l’aspetto materiale e concettuale. Con le opere “Il teatro delle cose” (1996), inizia una stampa
alchemica ai sali d’argento - “unico esemplare”. Il metodo di lavoro artigianale emerge
maggiormente rispetto alle opere precedenti: vi è allora il contatto con i materiali, il riappropriarsi
dei metodi, attraverso l’uso dei rapporti chimici e sensoriali, uniti, nella ricerca dell’essenza della
creatività.
Nel 2003, Scabar, riceve dal C.R.A.F. il premio “Friuli Venezia Giulia Fotografia”. Nel
2008 pubblica, per Marte Edizioni, il volume “Silenzio di Luce”, e nel 2010 “Cidinors” edito
dall’Associazione Culturale Colonos di Lestizza, in provincia di Udine.
Sergio Scabar
“Nel silenzio delle cose”
Mostra promossa da
Comune di Padova, Assessorato alla Cultura - Centro Nazionale di Fotografia
in collaborazione con LipanjePuntin Artecontemporanea di Trieste
A cura di Enrico Gusella
Padova, Galleria Sottopasso della Stua (Largo Europa)
16 dicembre 2011 - 22 gennaio 2012
orario :
lunedì – sabato: 11.00 – 13.00
15.00 – 19.00
chiuso : 25 - 26 dicembre
domenica e 1 gennaio 2012: 15.00 – 19.00
Inaugurazione giovedì 15 dicembre 2011 alle ore 19.00
Info
Centro Nazionale di Fotografia
Corso Garibaldi 29, 35122 Padova - Italia
Tel. 049 8204518 - 4519
cnf@comune.padova.it -
http://cnf.padovanet.it
15
dicembre 2011
Sergio Scabar – Nel silenzio delle cose
Dal 15 dicembre 2011 al 22 gennaio 2012
fotografia
Location
GALLERIA SOTTOPASSO DELLA STUA
Padova, Largo Europa, (Padova)
Padova, Largo Europa, (Padova)
Orario di apertura
lunedì-sabato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19. Domenica e primo gennaio dalle 15 alle 19. Chiuso il 25 e 26 dicembre
Vernissage
15 Dicembre 2011, ore 19
Autore



