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Sergio Uberti – Acquerelli
SERGIO UBERTI
Nasce a Verona nel 1935, dove tuttora risiede. Ha iniziato a dipingere da bambino sotto l’influenza e la guida del padre Giovanni Battista, appassionato acquerellista ed allievo di E. Fagiuoli.
Dopo la laurea in architettura, conseguita a Venezia ha frequentato l’Accad. “Cignaroli”
Comunicato stampa
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SERGIO UBERTI
Nasce a Verona nel 1935, dove tuttora risiede. Ha iniziato a dipingere da bambino sotto l’influenza e la guida del padre Giovanni Battista, appassionato acquerellista ed allievo di E. Fagiuoli.
Dopo la laurea in architettura, conseguita a Venezia ha frequentato l’Accademia “G.B. Cignaroli” di Verona, dove Franco Patuzzi gli è stato maestro nel rilevare l’importanza del colore come rappresentazione precipua della realtà.
Dal 1999, Si è dedicato esclusivamente all’acquerello, una tecnica poco diffusa in Italia ma molto apprezzata in tutta Europa, dove si annoverano maestri illustri sia nel passato che in tempi più recenti.
Numerose sono le mostre personali dal 1979 alla Galleria del Circolo Artistico di Bologna ad oggi 2011 con la mostra di Via Margutta 28 aprile – 1 maggio
Crede importante che la ricerca continui sulla strada indicata da questi maestri in modo che l'acquerello si affermi e cresca in qualità e spessore artistico.
NOTA CRITICA
In occasione di una precedente esposizione, nella sua rubrica "Il giro delle mostre" il critico d'arte del giornale L'Arena (Lunedì 16 febbraio 2004) pubblicava la seguente recensione:
" I soggetti della pittura di Sergio Uberti, tutti di tipo naturalistico, raffigurano vedute della città veronese, angoli di paesi lacustri, alcune chiese poco conosciute del centro storico, qualche facciata di nobili palazzi, tutte immagini care allo spettatore che può riconoscerle e ricollocarle sul territorio urbano e provinciale.
La sua adesione al vero è pressoché totale, poco viene lasciato all'invenzione o alla casualità del gesto, tutto viene riportato ad un attento controllo sia delle forme che delle proporzioni.
Il colore è invece l'elemento che vive maggiore libertà, le cromie belle ed accattivanti, prevalentemente accese e forti conferiscono ai suoi soggetti, attentamente disegnati, un certo effetto emozionale, una sorta di coinvolgimento mentale nell'immagine e nel suo colore.
Se si guarda con maggiore attenzione l'opera di Sergio Uberti "si comprende come egli operi nel mescolare e comporre i colori, nell'usare come zone di luce gli interstizi immacolati della carta, nel diffondere il colore senza l'aiuto del pennello". ( S. Ranico)
Il colore dell'acquerello, tendenzialmente morbido, delicato e soffuso, nei suoi quadri si fa più acceso, più forte e più luminoso, come se egli volesse affidare alla sola scala cromatica il compito di concretizzare i soggetti della pittura.
GIORGIO TREVISAN
Nasce a Verona nel 1935, dove tuttora risiede. Ha iniziato a dipingere da bambino sotto l’influenza e la guida del padre Giovanni Battista, appassionato acquerellista ed allievo di E. Fagiuoli.
Dopo la laurea in architettura, conseguita a Venezia ha frequentato l’Accademia “G.B. Cignaroli” di Verona, dove Franco Patuzzi gli è stato maestro nel rilevare l’importanza del colore come rappresentazione precipua della realtà.
Dal 1999, Si è dedicato esclusivamente all’acquerello, una tecnica poco diffusa in Italia ma molto apprezzata in tutta Europa, dove si annoverano maestri illustri sia nel passato che in tempi più recenti.
Numerose sono le mostre personali dal 1979 alla Galleria del Circolo Artistico di Bologna ad oggi 2011 con la mostra di Via Margutta 28 aprile – 1 maggio
Crede importante che la ricerca continui sulla strada indicata da questi maestri in modo che l'acquerello si affermi e cresca in qualità e spessore artistico.
NOTA CRITICA
In occasione di una precedente esposizione, nella sua rubrica "Il giro delle mostre" il critico d'arte del giornale L'Arena (Lunedì 16 febbraio 2004) pubblicava la seguente recensione:
" I soggetti della pittura di Sergio Uberti, tutti di tipo naturalistico, raffigurano vedute della città veronese, angoli di paesi lacustri, alcune chiese poco conosciute del centro storico, qualche facciata di nobili palazzi, tutte immagini care allo spettatore che può riconoscerle e ricollocarle sul territorio urbano e provinciale.
La sua adesione al vero è pressoché totale, poco viene lasciato all'invenzione o alla casualità del gesto, tutto viene riportato ad un attento controllo sia delle forme che delle proporzioni.
Il colore è invece l'elemento che vive maggiore libertà, le cromie belle ed accattivanti, prevalentemente accese e forti conferiscono ai suoi soggetti, attentamente disegnati, un certo effetto emozionale, una sorta di coinvolgimento mentale nell'immagine e nel suo colore.
Se si guarda con maggiore attenzione l'opera di Sergio Uberti "si comprende come egli operi nel mescolare e comporre i colori, nell'usare come zone di luce gli interstizi immacolati della carta, nel diffondere il colore senza l'aiuto del pennello". ( S. Ranico)
Il colore dell'acquerello, tendenzialmente morbido, delicato e soffuso, nei suoi quadri si fa più acceso, più forte e più luminoso, come se egli volesse affidare alla sola scala cromatica il compito di concretizzare i soggetti della pittura.
GIORGIO TREVISAN
23
marzo 2013
Sergio Uberti – Acquerelli
Dal 23 marzo al 07 aprile 2013
arte contemporanea
Location
SPAZIO 6
Verona, Via Santa Maria In Organo, 6, (Verona)
Verona, Via Santa Maria In Organo, 6, (Verona)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 16,30-19,30
Vernissage
23 Marzo 2013, ore 18,00
Autore
Curatore




