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Sguardi Periferici
I quattro artisti esposti portano in mostra un pezzo della propria identità, che sia quella popolare e tradizionale della terra d’origine o quella privata come la malattia.
Comunicato stampa
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SGUARDI PERIFERICI
Matteo Aloe, Claudia Gentile, Pier Rocco Musillo, Simona Sellitto a cura di Luca Panaro
Giovedì 11 giugno 2026 dalle ore 15,00 alle 23,00 inaugura, all’interno di Opentour 2026, negli spazi della Galleria Studio Cenacchi, in Via Santo Stefano 63 a Bologna la mostra Sguardi Periferici, con progetti di Matteo Aloe, Claudia Gentile, Pier Rocco Musillo e Simona Sellitto, a cura di Luca Panaro.
Scrive il curatore: Sempre più spesso si riscontra nei progetti dei giovani artisti un’attenzione verso dettagli che riguardano la vita privata o riferimenti a certe espressioni dialettali e valori provinciali che rimandano alle rispettive provenienze geografiche. La cultura italiana non ha mai smesso di comunicare in modo “periferico”, di guardarsi dentro nell’intimo, indagare i luoghi d’appartenenza e i riti della tradizione rurale. Quando ormai tutti fotografano ogni cosa in ogni momento, in un’epoca in cui nulla è più esotico, gli artisti forse sentono l'esigenza di ritagliarsi un nuovo campo d'indagine, un'area d'azione che gli permetta di riscoprire la propria identità. Maturano il desiderio di portare alla luce un pezzo del proprio mondo, che sia quello privato come la malattia, o quello popolare della terra d’origine.
Il progetto di Matteo Aloe (Catanzaro, 1986), Crohnicles. A Journey with Crohn (2025), riflette sul morbo di Crohn, una malattia infiammatoria intestinale altamente invalidante che ha un profondo impatto sulla vita sociale e lavorativa di chi ne è affetto, come l’autore. Le immagini ritraggono momenti di vita quotidiana, le fotografie in bianco e nero trasmettono una realtà essenziale, spoglia del superfluo, le radiografie entrano nella narrazione come un autoritratto, ma capace di assumere una valenza universale.
L’opera di Claudia Gentile (Sulmona, 1998) è parte della più ampia serie Ophis (2025), nasce dalla necessità di raccontare la Festa dei Serpari, rito religioso abruzzese che attraverso gli anni continua ad affascinare, a tenere in equilibrio la storia con la tradizione e il timore per un animale ritenuto pericoloso come il serpente, simbolo di guarigione, rinascita e saggezza, ma anche di vizio e peccato. Comunque protagonista dell’immagine che mette al centro il controverso rapporto tra l’uomo e l’animale.
Le due fotografie di Pier Rocco Musillo (Tinchi, 1997), dal titolo Dio adda pruvved (2026), portano la nostra attenzione su un’espressione dialettale del sud Italia, in particolare della Lucania: “Dio arriverà a risollevarci da ogni male”. L’esclamazione è un atto di fede utilizzata per ottenere aiuto o conforto nei momenti di difficoltà. La frase porta il silenzio, dopo averla pronunciata, il tempo sembra fermarsi e gli oggetti come sospesi diventando protagonisti.
Anche Simona Sellitto (Torre del Greco, 2001) utilizza nel suo lavoro un’espressione dialettale, È fernut’ mammà (2026), che in napoletano significa “è finita, è morta mamma”, in questo caso il riferimento va alla nonna dell’artista, ma rimanda anche alla credenza ottocentesca secondo la quale l’ultima immagine osservata da un individuo prima della morte rimarrebbe impressa sulla retina. L’opera si colloca così in uno spazio intermedio tra dispositivo pseudo-scientifico e narrazione familiare.
GALLERIA STUDIO CENACCHI
dall’11 giugno al 19 giugno 2026
11 giugno ore 15.00- 23.00
12 e 13 giugno ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00
16-19 giugno ore 16:30-19.30
Via Santo Stefano 63, Bologna
051 265517 | galleria@studiocenacchi.com
https://www.studiocenacchi.com/
Matteo Aloe, Claudia Gentile, Pier Rocco Musillo, Simona Sellitto a cura di Luca Panaro
Giovedì 11 giugno 2026 dalle ore 15,00 alle 23,00 inaugura, all’interno di Opentour 2026, negli spazi della Galleria Studio Cenacchi, in Via Santo Stefano 63 a Bologna la mostra Sguardi Periferici, con progetti di Matteo Aloe, Claudia Gentile, Pier Rocco Musillo e Simona Sellitto, a cura di Luca Panaro.
Scrive il curatore: Sempre più spesso si riscontra nei progetti dei giovani artisti un’attenzione verso dettagli che riguardano la vita privata o riferimenti a certe espressioni dialettali e valori provinciali che rimandano alle rispettive provenienze geografiche. La cultura italiana non ha mai smesso di comunicare in modo “periferico”, di guardarsi dentro nell’intimo, indagare i luoghi d’appartenenza e i riti della tradizione rurale. Quando ormai tutti fotografano ogni cosa in ogni momento, in un’epoca in cui nulla è più esotico, gli artisti forse sentono l'esigenza di ritagliarsi un nuovo campo d'indagine, un'area d'azione che gli permetta di riscoprire la propria identità. Maturano il desiderio di portare alla luce un pezzo del proprio mondo, che sia quello privato come la malattia, o quello popolare della terra d’origine.
Il progetto di Matteo Aloe (Catanzaro, 1986), Crohnicles. A Journey with Crohn (2025), riflette sul morbo di Crohn, una malattia infiammatoria intestinale altamente invalidante che ha un profondo impatto sulla vita sociale e lavorativa di chi ne è affetto, come l’autore. Le immagini ritraggono momenti di vita quotidiana, le fotografie in bianco e nero trasmettono una realtà essenziale, spoglia del superfluo, le radiografie entrano nella narrazione come un autoritratto, ma capace di assumere una valenza universale.
L’opera di Claudia Gentile (Sulmona, 1998) è parte della più ampia serie Ophis (2025), nasce dalla necessità di raccontare la Festa dei Serpari, rito religioso abruzzese che attraverso gli anni continua ad affascinare, a tenere in equilibrio la storia con la tradizione e il timore per un animale ritenuto pericoloso come il serpente, simbolo di guarigione, rinascita e saggezza, ma anche di vizio e peccato. Comunque protagonista dell’immagine che mette al centro il controverso rapporto tra l’uomo e l’animale.
Le due fotografie di Pier Rocco Musillo (Tinchi, 1997), dal titolo Dio adda pruvved (2026), portano la nostra attenzione su un’espressione dialettale del sud Italia, in particolare della Lucania: “Dio arriverà a risollevarci da ogni male”. L’esclamazione è un atto di fede utilizzata per ottenere aiuto o conforto nei momenti di difficoltà. La frase porta il silenzio, dopo averla pronunciata, il tempo sembra fermarsi e gli oggetti come sospesi diventando protagonisti.
Anche Simona Sellitto (Torre del Greco, 2001) utilizza nel suo lavoro un’espressione dialettale, È fernut’ mammà (2026), che in napoletano significa “è finita, è morta mamma”, in questo caso il riferimento va alla nonna dell’artista, ma rimanda anche alla credenza ottocentesca secondo la quale l’ultima immagine osservata da un individuo prima della morte rimarrebbe impressa sulla retina. L’opera si colloca così in uno spazio intermedio tra dispositivo pseudo-scientifico e narrazione familiare.
GALLERIA STUDIO CENACCHI
dall’11 giugno al 19 giugno 2026
11 giugno ore 15.00- 23.00
12 e 13 giugno ore 10.00-13.00 e 15.00-19.00
16-19 giugno ore 16:30-19.30
Via Santo Stefano 63, Bologna
051 265517 | galleria@studiocenacchi.com
https://www.studiocenacchi.com/
11
giugno 2026
Sguardi Periferici
Dall'undici al 19 giugno 2026
fotografia
Location
Galleria Studio Cenacchi
Bologna, Via Santo Stefano, 63, (BO)
Bologna, Via Santo Stefano, 63, (BO)
Orario di apertura
venerdì 12 e sabato 13 giugno: 10-13 e 15-19
dal 16 al 19 giugno: 16.30-19.30
Vernissage
11 Giugno 2026, 15-23
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico








