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Sonia Costantini – Voci di pietre
personale
Comunicato stampa
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“Il colore-luce è in tal senso archetipo di una spazialità a cui apparteniamo come origine e come destino, come dimora dello sguardo allo stato puro, luogo di riconoscimento della distanza dal mondo delle apparenze, architettura della mente che ha dissolto i limiti segnati dalla realtà.
[…] solo accettando quell’autentico rapporto che la pittura oggi chiede al lettore che voglia dialogare con questo spazio di libertà ancora possibile, proprio come avviene di fronte alla pittura di Sonia Costantini: visione di ciò che non si vede, svelamento di una realtà che il colore sollecita nella materia irreversibile e assoluta della luce.”
Claudio Cerritelli | 02. Sonia Costantini, Nicolodi, 2005
«Io disegnavo tutte quelle cose perché ero un pittore. Era una necessità interiore. A ogni modo non avrei mai potuto farne a meno. Ero un pittore. Sono un pittore.
[…] Allora un pittore che cosa può fare?
[…] Un pittore non può fermarsi, anche se correvo il pericolo terribile di essere scoperto, non può non, dico, testimoniare, niente affatto! Ma era una necessità assoluta, una necessità di … Non so come dire… Di riprodurre, di rappresentare, di farlo vedere di conservarlo per dopo».
Zoran Music | Jean Clair, La barbarie ordinaria. Music a Dachau, Umberto Allemandi &C. 2001
Anche Sonia Costantini non si ferma segnando la luce dell’infinito in pigmento, nel colore delle sue tele e delle sue pietre preziose qui esposte per noi, per ricordarci sempre “qualcosa d’incredibilmente, d’enormemente tragico, d’incomprensibile…” per essere qui nel passaggio, nello sguardo, per tradurre questa nostra esperienza in vita-luce.
Živa Kraus
[…] solo accettando quell’autentico rapporto che la pittura oggi chiede al lettore che voglia dialogare con questo spazio di libertà ancora possibile, proprio come avviene di fronte alla pittura di Sonia Costantini: visione di ciò che non si vede, svelamento di una realtà che il colore sollecita nella materia irreversibile e assoluta della luce.”
Claudio Cerritelli | 02. Sonia Costantini, Nicolodi, 2005
«Io disegnavo tutte quelle cose perché ero un pittore. Era una necessità interiore. A ogni modo non avrei mai potuto farne a meno. Ero un pittore. Sono un pittore.
[…] Allora un pittore che cosa può fare?
[…] Un pittore non può fermarsi, anche se correvo il pericolo terribile di essere scoperto, non può non, dico, testimoniare, niente affatto! Ma era una necessità assoluta, una necessità di … Non so come dire… Di riprodurre, di rappresentare, di farlo vedere di conservarlo per dopo».
Zoran Music | Jean Clair, La barbarie ordinaria. Music a Dachau, Umberto Allemandi &C. 2001
Anche Sonia Costantini non si ferma segnando la luce dell’infinito in pigmento, nel colore delle sue tele e delle sue pietre preziose qui esposte per noi, per ricordarci sempre “qualcosa d’incredibilmente, d’enormemente tragico, d’incomprensibile…” per essere qui nel passaggio, nello sguardo, per tradurre questa nostra esperienza in vita-luce.
Živa Kraus
26
gennaio 2015
Sonia Costantini – Voci di pietre
Dal 26 gennaio al 26 aprile 2015
design
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
IKONA GALLERY – INTERNATIONAL SCHOOL OF PHOTOGRAPHY
Venezia, Cannaregio, 2909, (Venezia)
Venezia, Cannaregio, 2909, (Venezia)
Orario di apertura
dalla domenica al venerdì ore 11-19
Vernissage
26 Gennaio 2015, ore 18.00
Autore
Curatore




