Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Stamp
Rolando Anselmi è lieto di presentare Stamp, un nuovo progetto dell’artista cinese Li Gang. Questa mostra si configura non solo come una riflessione sulla terra d’origine, sull’identità e sull’ontologia dell’arte, ma anche come una profonda indagine sulla pittura stessa.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Rolando Anselmi è lieto di presentare Stamp, un nuovo progetto dell’artista cinese Li Gang. Questa mostra si configura non solo come una riflessione sulla terra d’origine, sull’identità e sull’ontologia dell’arte, ma anche come una profonda indagine sulla pittura stessa. Attraverso una ricostruzione della materialità del medium, il progetto intende riesaminare il significato contemporaneo del “legame essenziale” tra il pittore e i suoi pigmenti. Il tema centrale affronta la crisi della “legittimità del pigmento” all’interno del sistema pittorico moderno. A partire dal XVII secolo, e in modo sempre più marcato con l’introduzione dei colori in tubetto nel XIX secolo, la produzione industriale standardizzata dei pigmenti ha notevolmente facilitato la pratica artistica, aprendo la strada, tra l’altro, alla pittura en plein air degli Impressionisti. Tuttavia, questo processo ha generato al contempo una profonda “frattura della materialità”. I pigmenti prodotti in serie
si sono progressivamente trasformati in semplici “sostituti” o “imitazioni” del colore e la comodità offerta dall’industria ha gradualmente attenuato la purezza della trasmissione emotiva dell’artista, interrompendo il legame intrinseco tra il pigmento e il soggetto rappresentato e privando il pittore del suo controllo originario sulla materia. Di fronte a questa condizione contemporanea, Li Gang tenta di sanare tale frattura attraverso Stamp. L’artista sostiene che, prima del XVII secolo, i pittori fossero simili a dei “cacciatori”: erano costretti a cercare, raccogliere, macinare e trasformare personalmente le sostanze più affini ai soggetti che desideravano rappresentare, per ricavarne i pigmenti. Un processo
non dissimile da quello dei cacciatori primitivi che mescolavano il sangue delle proprie prede con la terra per creare immagini sulle pareti delle caverne. Questa condizione, in cui “la sostanza è il pigmento e il pigmento è l’immagine”, rappresenta per Li Gang la forma più autentica e legittima di espressione emotiva nella pittura. Per questo motivo, in questa mostra l’artista rinuncia all’utilizzo diretto dei colori industriali e sceglie invece la terra del proprio luogo d’origine come materiale principale. La macina e la miscela manualmente per produrre i propri pigmenti: questo gesto assume il valore di un rituale solenne attraverso il quale l’artista ristabilisce quel “legame essenziale” tra il pittore e il pigmento. Il titolo Stamp racchiude una duplice metafora. Da un lato, così come un francobollo è il requisito
indispensabile per la spedizione di una lettera, la terra natale costituisce l’unico mezzo realmente legittimo in grado di trasportare le emozioni originarie dell’artista. Dall’altro, sebbene di dimensioni ridotte, un francobollo è capace di contenere e trasmettere una quantità straordinaria di informazioni ed energia. Attraverso i pigmenti ottenuti dalla terra e preparati con le proprie mani, Li Gang concentra questa energia primordiale del territorio in ogni singola pennellata.
Attraverso questa radicale ricerca sulla materialità, Li Gang tenta di restituire alla pittura contemporanea la solennità della pittura primitiva. L’artista suggerisce che solo liberando il pigmento dalla standardizzazione industriale sia possibile rivalutare il rapporto tra pittore, materia ed emozione, consentendo al colore di recuperare quella “legittimità” che nel tempo ha progressivamente perduto.
si sono progressivamente trasformati in semplici “sostituti” o “imitazioni” del colore e la comodità offerta dall’industria ha gradualmente attenuato la purezza della trasmissione emotiva dell’artista, interrompendo il legame intrinseco tra il pigmento e il soggetto rappresentato e privando il pittore del suo controllo originario sulla materia. Di fronte a questa condizione contemporanea, Li Gang tenta di sanare tale frattura attraverso Stamp. L’artista sostiene che, prima del XVII secolo, i pittori fossero simili a dei “cacciatori”: erano costretti a cercare, raccogliere, macinare e trasformare personalmente le sostanze più affini ai soggetti che desideravano rappresentare, per ricavarne i pigmenti. Un processo
non dissimile da quello dei cacciatori primitivi che mescolavano il sangue delle proprie prede con la terra per creare immagini sulle pareti delle caverne. Questa condizione, in cui “la sostanza è il pigmento e il pigmento è l’immagine”, rappresenta per Li Gang la forma più autentica e legittima di espressione emotiva nella pittura. Per questo motivo, in questa mostra l’artista rinuncia all’utilizzo diretto dei colori industriali e sceglie invece la terra del proprio luogo d’origine come materiale principale. La macina e la miscela manualmente per produrre i propri pigmenti: questo gesto assume il valore di un rituale solenne attraverso il quale l’artista ristabilisce quel “legame essenziale” tra il pittore e il pigmento. Il titolo Stamp racchiude una duplice metafora. Da un lato, così come un francobollo è il requisito
indispensabile per la spedizione di una lettera, la terra natale costituisce l’unico mezzo realmente legittimo in grado di trasportare le emozioni originarie dell’artista. Dall’altro, sebbene di dimensioni ridotte, un francobollo è capace di contenere e trasmettere una quantità straordinaria di informazioni ed energia. Attraverso i pigmenti ottenuti dalla terra e preparati con le proprie mani, Li Gang concentra questa energia primordiale del territorio in ogni singola pennellata.
Attraverso questa radicale ricerca sulla materialità, Li Gang tenta di restituire alla pittura contemporanea la solennità della pittura primitiva. L’artista suggerisce che solo liberando il pigmento dalla standardizzazione industriale sia possibile rivalutare il rapporto tra pittore, materia ed emozione, consentendo al colore di recuperare quella “legittimità” che nel tempo ha progressivamente perduto.
06
giugno 2026
Stamp
Dal 06 giugno al 30 luglio 2026
arte contemporanea
Location
Galerie Rolando Anselmi | Roma
Roma, Via di Tor Fiorenza, 16, (RM)
Roma, Via di Tor Fiorenza, 16, (RM)
Orario di apertura
Da mercoledì a sabato 15-19
Sito web
Autore




