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Stefania Galegati – Isola delle Femmine
L’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva presenta Isola delle Femmine, progetto di Stefania Galegati vincitore della 13a edizione di Italian Council, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Comunicato stampa
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Aprirà giovedì 28 maggio 2026 dalle 18.00 presso l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva di Palermo la mostra conclusiva del progetto Isola delle Femmine dell’artista Stefania Galegati, a cura di Cristina Alga, realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (13a edizione, 2024), finalizzato alla promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana.
Al termine del periodo espositivo (28 maggio – 28 novembre 2026) l’opera entrerà nelle collezioni della Civica Galleria d’Arte Moderna del Comune di Palermo diventando parte dell’esposizione permanente dell’Ecomuseo.
Il progetto di Galegati ha radici lontane e in questi anni non ha mai smesso di vivere e di evolversi. Nasce dall’iniziativa di un gruppo di donne e da un processo collettivo avviato nel 2017, a partire da un sogno: quello di acquistare materialmente l’Isola delle Femmine, a largo di Palermo - attualmente proprietà privata e riserva naturale - attraverso un crowdfunding che coinvolga chiunque si riconosca nel femminile. L’idea guida è quella di comprare l’isola “per lasciarla in pace” e tutelarla, esplorando forme di mutualismo e protezione del bene comune. L’opera dell’artista gioca quindi efficacemente sui concetti di distanza e di desiderio: l’isola, vista sempre e solo da lontano, meta turistica o naturale, anelata e osservata, diventa così un dispositivo moltiplicatore di immaginari e di meditazioni propositive.
Grazie al sostegno dell’Italian Council, il progetto si è ulteriormente sviluppato, nell’arco di oltre un anno, diventando il fulcro di un network internazionale di artisti, attivisti, curatori, persone e cittadini, che ha collegato la città di Palermo a diversi “sud emergenti”, attraverso residenze, workshop, incontri e dibattiti. In Indonesia (luglio – agosto 2025), l’artista ha svolto un periodo di residenza presso Gudskul e Jatiwangi Art Factory, a Java, durante il quale è iniziata la stesura del Manifesto infinito, che a partire da laboratori pratico teorici collettivi, si sviluppa in diverse forme: stampato su stendardi di stoffa, impresso in piastrelle di terracotta, registrato in un video potenzialmente infinito. La seconda tappa, in Tanzania, a Zanzibar e Dar Es Salaam, (gennaio 2026), ha previsto incontri e attività presso Nafasi Art Space, e la continuazione del Manifesto Infinito con la produzione di una grande tela e la stampa di kanga (abiti tradizionali) su cui sono stati impressi l’immagine dell’isola e nuovi frammenti del testo. A Venezia (luglio 2026), il percorso continuerà presso l’Ocean Space della Fundacion TBA21 dove si svolgerà un incontro dedicato alla narrazione del progetto e alla ricerca sulle isole minori veneziane.
La mostra palermitana, in programma all’Ecomuseo presenterà l’esito di queste articolate esperienze. Sarà esposta un’opera multimediale complessa che includerà un ologramma, dispositivo che si configura come un’immagine eterea dell’Isola delle Femmine, che gioca ed enfatizza l’idea della “distanza” e del desiderio; il già citato Manifesto infinito del progetto, realizzato in molteplici forme: le serigrafie di Jakarta, le terracotte di Jatiwangi, i kanga stampati a Dar Es Salaam, la grande tela e una scritta site-specific di parti di manifesto nel giardino del museo; il diario di viaggio: un racconto in 4k delle esperienze e degli incontri che si sono svolti in quest’anno di ricerca dedicato ai temi di Isola delle Femmine e durante il quale l’artista e la curatrice sono entrate in contatto con realtà di economia femminile e dell’arte sperimentali, come le Motherbank di Jatiwangi (gruppo di donne impegnate in un progetto di micro-credito) o le coltivatrici di alghe di Pemba. Una parte è anche dedicata all’idea di cercare un’isola senza nome e nominarla Pulau Betina (Isola delle Femmine in indonesiano) aprendo a riflessioni sulle isole e il colonialismo con l’associazione Riwanua di Makassar.
Con questo progetto l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva raggiunge un momento di maturità nelle pratiche artistiche comunitarie e nella cura del paesaggio costiero. “L’opera arricchisce la collezione civica con pratiche situate e partecipate” – dichiara la curatrice Cristina Alga – “le residenze che si sono susseguite a Palermo e hanno portato alla creazione della collezione di arte contemporanea sono state la scuola per accompagnare il lavoro di Stefania Galegati nelle isole indonesiani e tanzanite. Con questo progetto l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva, in coerenza con il Partenariato Speciale Pubblico Privato, prosegue nell’intento di arricchire la collezione di arte contemporanea del Comune di Palermo con opere di artisti che lavorano in interazioni con i luoghi e le comunità. Una direzione che intendiamo continuare a seguire”.
Diverse le iniziative legate alla mostra, che proseguiranno fino all’autunno 2026 con un ricco Public Program: un workshop insieme al collettivo HD+ nato a Palermo in seno all’Accademia di Belle Arti (giugno 2026); la prosecuzione della scrittura del Manifesto infinito e la presentazione del progetto nelle isole piccole siciliane per coinvolgere le donne siciliane nella co-scrittura (luglio-agosto 2026); infine, il convivio Our Sea of islands all’Ecomuseo, dedicato ad artivismo e isole post-esotiche (settembre 2026).
Al termine del periodo espositivo (28 maggio – 28 novembre 2026) l’opera entrerà nelle collezioni della Civica Galleria d’Arte Moderna del Comune di Palermo diventando parte dell’esposizione permanente dell’Ecomuseo.
Il progetto di Galegati ha radici lontane e in questi anni non ha mai smesso di vivere e di evolversi. Nasce dall’iniziativa di un gruppo di donne e da un processo collettivo avviato nel 2017, a partire da un sogno: quello di acquistare materialmente l’Isola delle Femmine, a largo di Palermo - attualmente proprietà privata e riserva naturale - attraverso un crowdfunding che coinvolga chiunque si riconosca nel femminile. L’idea guida è quella di comprare l’isola “per lasciarla in pace” e tutelarla, esplorando forme di mutualismo e protezione del bene comune. L’opera dell’artista gioca quindi efficacemente sui concetti di distanza e di desiderio: l’isola, vista sempre e solo da lontano, meta turistica o naturale, anelata e osservata, diventa così un dispositivo moltiplicatore di immaginari e di meditazioni propositive.
Grazie al sostegno dell’Italian Council, il progetto si è ulteriormente sviluppato, nell’arco di oltre un anno, diventando il fulcro di un network internazionale di artisti, attivisti, curatori, persone e cittadini, che ha collegato la città di Palermo a diversi “sud emergenti”, attraverso residenze, workshop, incontri e dibattiti. In Indonesia (luglio – agosto 2025), l’artista ha svolto un periodo di residenza presso Gudskul e Jatiwangi Art Factory, a Java, durante il quale è iniziata la stesura del Manifesto infinito, che a partire da laboratori pratico teorici collettivi, si sviluppa in diverse forme: stampato su stendardi di stoffa, impresso in piastrelle di terracotta, registrato in un video potenzialmente infinito. La seconda tappa, in Tanzania, a Zanzibar e Dar Es Salaam, (gennaio 2026), ha previsto incontri e attività presso Nafasi Art Space, e la continuazione del Manifesto Infinito con la produzione di una grande tela e la stampa di kanga (abiti tradizionali) su cui sono stati impressi l’immagine dell’isola e nuovi frammenti del testo. A Venezia (luglio 2026), il percorso continuerà presso l’Ocean Space della Fundacion TBA21 dove si svolgerà un incontro dedicato alla narrazione del progetto e alla ricerca sulle isole minori veneziane.
La mostra palermitana, in programma all’Ecomuseo presenterà l’esito di queste articolate esperienze. Sarà esposta un’opera multimediale complessa che includerà un ologramma, dispositivo che si configura come un’immagine eterea dell’Isola delle Femmine, che gioca ed enfatizza l’idea della “distanza” e del desiderio; il già citato Manifesto infinito del progetto, realizzato in molteplici forme: le serigrafie di Jakarta, le terracotte di Jatiwangi, i kanga stampati a Dar Es Salaam, la grande tela e una scritta site-specific di parti di manifesto nel giardino del museo; il diario di viaggio: un racconto in 4k delle esperienze e degli incontri che si sono svolti in quest’anno di ricerca dedicato ai temi di Isola delle Femmine e durante il quale l’artista e la curatrice sono entrate in contatto con realtà di economia femminile e dell’arte sperimentali, come le Motherbank di Jatiwangi (gruppo di donne impegnate in un progetto di micro-credito) o le coltivatrici di alghe di Pemba. Una parte è anche dedicata all’idea di cercare un’isola senza nome e nominarla Pulau Betina (Isola delle Femmine in indonesiano) aprendo a riflessioni sulle isole e il colonialismo con l’associazione Riwanua di Makassar.
Con questo progetto l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva raggiunge un momento di maturità nelle pratiche artistiche comunitarie e nella cura del paesaggio costiero. “L’opera arricchisce la collezione civica con pratiche situate e partecipate” – dichiara la curatrice Cristina Alga – “le residenze che si sono susseguite a Palermo e hanno portato alla creazione della collezione di arte contemporanea sono state la scuola per accompagnare il lavoro di Stefania Galegati nelle isole indonesiani e tanzanite. Con questo progetto l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva, in coerenza con il Partenariato Speciale Pubblico Privato, prosegue nell’intento di arricchire la collezione di arte contemporanea del Comune di Palermo con opere di artisti che lavorano in interazioni con i luoghi e le comunità. Una direzione che intendiamo continuare a seguire”.
Diverse le iniziative legate alla mostra, che proseguiranno fino all’autunno 2026 con un ricco Public Program: un workshop insieme al collettivo HD+ nato a Palermo in seno all’Accademia di Belle Arti (giugno 2026); la prosecuzione della scrittura del Manifesto infinito e la presentazione del progetto nelle isole piccole siciliane per coinvolgere le donne siciliane nella co-scrittura (luglio-agosto 2026); infine, il convivio Our Sea of islands all’Ecomuseo, dedicato ad artivismo e isole post-esotiche (settembre 2026).
28
maggio 2026
Stefania Galegati – Isola delle Femmine
Dal 28 maggio al 28 novembre 2026
arte contemporanea
Location
ECOMUSEO DEL MARE MEMORIA VIVA
Palermo, Via Messina Marine, 27, (Palermo)
Palermo, Via Messina Marine, 27, (Palermo)
Orario di apertura
da martedì a venerdì, 10 – 17 (ultimo ingresso ore 16)
sabato e domenica, 10 – 16 (ultimo ingresso ore 15)
Vernissage
28 Maggio 2026, ore 18
Ufficio stampa
Sara Zolla | Ufficio stampa e comunicazione
Autore
Curatore




