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Stefano Allisiardi – Grand Tour
Le immagini di Allisiardi sembrano apparizioni di un tempo lussato, disarticolato, che scarta il presente per lasciare affiorare grumi di memorie o tracce che, però, potrebbero anche essere proiezioni di eventualità, insomma di occorrenze di un mondo a venire.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La galleria ranarossa 3.0 arte contemporanea è lieta di presentare "Grand Tour", la mostra personale di Stefano Allisiardi, a cura di Ivan Quaroni. Il progetto espositivo segna una nuova evoluzione nel linguaggio formale dell'artista cuneese, la cui indagine attraversa il tempo, l’architettura e la memoria collettiva.
Lontano dai classici itinerari del viaggio di formazione settecentesco o dalle mete del turismo di massa contemporaneo, Allisiardi orienta il suo sguardo verso le vestigia del passato recente. Al centro della ricerca vi sono le architetture razionaliste del Ventennio tra le due guerre: le opere di Luigi Moretti, Marcello Piacentini, Giuseppe Terragni e Piero Portaluppi diventano i soggetti di un viaggio metafisico che interroga il significato della forma oltre l'ideologia.
La pittura di Allisiardi, caratterizzata da stesure liquide e una spiccata qualità spettrale, trasfigura questi luoghi monumentali in apparizioni instabili. Come sottolinea il curatore Ivan Quaroni nel testo critico:
"Le immagini di Allisiardi sembrano apparizioni di un tempo lussato, disarticolato, che scarta il presente per lasciare affiorare grumi di memorie o tracce che, però, potrebbero anche essere proiezioni di eventualità, insomma di occorrenze di un mondo a venire. Sono certamente figure intempestive, in transito, in liquido scorrimento verso un prima o un dopo difficili da determinare."
In questo scenario dominato da fondi giallo cromo acido — che esaltano la plasticità degli edifici — si muovono figure di piccole dimensioni: turisti "mordi e fuggi", gitanti in posa per una foto o in momenti di pausa, che sottolineano il contrasto tra la maestosità dell'architettura e la dimensione prosaica e consumistica del presente.
Il "Grand Tour" di Allisiardi diventa così una riflessione sulla "discronia" del nostro tempo, dove il passato continua a tornare in forme ectoplasmatiche e il presente fatica a stabilizzarsi. L'artista non si limita a dipingere edifici, ma mette in scena la persistenza di un passato irrisolto e la precarietà dell'esperienza contemporanea.
Lontano dai classici itinerari del viaggio di formazione settecentesco o dalle mete del turismo di massa contemporaneo, Allisiardi orienta il suo sguardo verso le vestigia del passato recente. Al centro della ricerca vi sono le architetture razionaliste del Ventennio tra le due guerre: le opere di Luigi Moretti, Marcello Piacentini, Giuseppe Terragni e Piero Portaluppi diventano i soggetti di un viaggio metafisico che interroga il significato della forma oltre l'ideologia.
La pittura di Allisiardi, caratterizzata da stesure liquide e una spiccata qualità spettrale, trasfigura questi luoghi monumentali in apparizioni instabili. Come sottolinea il curatore Ivan Quaroni nel testo critico:
"Le immagini di Allisiardi sembrano apparizioni di un tempo lussato, disarticolato, che scarta il presente per lasciare affiorare grumi di memorie o tracce che, però, potrebbero anche essere proiezioni di eventualità, insomma di occorrenze di un mondo a venire. Sono certamente figure intempestive, in transito, in liquido scorrimento verso un prima o un dopo difficili da determinare."
In questo scenario dominato da fondi giallo cromo acido — che esaltano la plasticità degli edifici — si muovono figure di piccole dimensioni: turisti "mordi e fuggi", gitanti in posa per una foto o in momenti di pausa, che sottolineano il contrasto tra la maestosità dell'architettura e la dimensione prosaica e consumistica del presente.
Il "Grand Tour" di Allisiardi diventa così una riflessione sulla "discronia" del nostro tempo, dove il passato continua a tornare in forme ectoplasmatiche e il presente fatica a stabilizzarsi. L'artista non si limita a dipingere edifici, ma mette in scena la persistenza di un passato irrisolto e la precarietà dell'esperienza contemporanea.
09
maggio 2026
Stefano Allisiardi – Grand Tour
Dal 09 maggio al 07 giugno 2026
arte contemporanea
personale
personale
Location
RANAROSSA 3.0
Modena, Via Montevecchio, 21, (Modena)
Modena, Via Montevecchio, 21, (Modena)
Orario di apertura
da venerdì a domenica dalle 17:30 alle 19:30 e su appuntamento
Vernissage
9 Maggio 2026, ore 18:00
Sito web
Editore
ranarossa 3.0
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Produzione organizzazione
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