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Stefano Cagol – La Fine del Confine/The End of The Border: the Start
Un potente fascio luminoso, lungo 15 chilometri, verrà proiettato sopra alla Diga del Vajont. L’arte produrrà una nuova immagine in/di/per questi luoghi, ancora tanto segnati dalla tragedia che li colpì mezzo secolo fa (1963)
Comunicato stampa
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La Fine del Confine/The End of The Border: the Start
Stefano Cagol
Nuovo Spazio espositivo di Casso (Erto e Casso, Pn) – Diga del Vajont
5 marzo 2013, ore 18.30 (dalle ore 17.00)
Il prossimo 5 marzo 2013, presso il Nuovo Spazio espositivo di Casso, Dolomiti Contemporanee
presenta La Fine del Confine/The End of The Border, un progetto di Stefano Cagol.
Un potente fascio luminoso, lungo 15 chilometri, verrà proiettato sopra alla Diga del Vajont.
L'arte produrrà una nuova immagine in/di/per questi luoghi, ancora tanto segnati dalla tragedia che
li colpì mezzo secolo fa (1963).
L'arte consentirà di s-confinare lo sguardo (e la mente), attraverso un ponte di luce, al tempo
stesso reale e metaforico.
L'arte si oppone ad una concezione statica degli orizzonti. La luce, muovendo, connette e supera.
Sfiora i luoghi, e vi transita, in brillanza.
Con questo primo raggio si inaugura il lungo viaggio che, attraversando l'Europa, condurrà l'artista
alla Triennale di Barents, Kirkenes, Circolo Polare Artico, 5.000 chilometri più a nord.
Altri raggi, per la via, a travalicare altri confini.
www.dolomiticontemporanee.net
www.endofborder.com
www.stefanocagol.com
Artista: Stefano Cagol
A cura di: Dolomiti Contemporanee/Gianluca D'Incà Levis
Luogo: Diga del Vajont/Nuovo Spazio di Casso (Casso, Pn)
Data: 5 marzo 2013, ore 18.30
Ingresso: gratuito
Info: info@dolomiticontemporanee.net - press@dolomiticontemporanee.net
Tel. 0437.30685 - 0427 666068
Enti sostenitori: Provincia di Pordenone, Comune Di Erto e Casso, Comune di Claut, Comune di
Cimolais, Prco Naturale Dolomiti Friulane, Comune di Longarone, Turismo FVG.
Partner: Museo Mario rimoldi di Cortina d'Ampezzo.
Sponsor: CMI Centro Noleggio Sedico, Cuprum elettromeccanica, Salewa.
----
La grande Diga del Vajont è un muto monumento grigio, che da mezzo secolo rappresenta la
Tragedia. Diga è sbarramento invalicabile, chiusura. Gli eventi terribili, essi stessi, erigono dighe,
paratie: muro e rifiuto, a protezione. Procedere oltre questo luogo, questa storia, questi segni,
è difficile. Migliaia di persone vengono qui, ogni anno, in queste terre alte, a vedere. Vedere il
simbolo dell'evento incommensurabile. Tutti guardano giù. Pochi provano ad immaginare un segno
nuovo, sopra alla diga. E la diga rimane, ancora e sempre si erge, greve, e ogni cosa è sotto alla
diga.
L'opera di Stefano Cagol è estremamente semplice, diretta. La fisica stessa della performance
è semplice e diretta, allo stesso modo del suo rimando metaforico. Una linea di luce sopra alla
diga, chiara, leggera, potente, scardina la logica di quell'eterno immobile coronamento. La linea
è tersa, e tesa, come una corda, veloce e mobile, come un quanto d'idea, onda concentrata.
Quell'immagine pulsante è un vettore, porta via lo sguardo, verso l'alto, il cielo, verso e oltre le
vallate strette. Nessuno può fuggire la memoria. E nessun uomo può accettare una morte perenne.
L'uomo vive. La luce deve venire. La luce illumina il confine, e lo supera. E' uno slancio vitale, lo
sguardo dell'uomo oltre la diga, oltre la cima, che espande lo spazio. L'attivazione è, sempre, uno sconfinamento.
Gianluca D'Incà Levis, Casso, 1 febbraio 2013
Stefano Cagol
Nuovo Spazio espositivo di Casso (Erto e Casso, Pn) – Diga del Vajont
5 marzo 2013, ore 18.30 (dalle ore 17.00)
Il prossimo 5 marzo 2013, presso il Nuovo Spazio espositivo di Casso, Dolomiti Contemporanee
presenta La Fine del Confine/The End of The Border, un progetto di Stefano Cagol.
Un potente fascio luminoso, lungo 15 chilometri, verrà proiettato sopra alla Diga del Vajont.
L'arte produrrà una nuova immagine in/di/per questi luoghi, ancora tanto segnati dalla tragedia che
li colpì mezzo secolo fa (1963).
L'arte consentirà di s-confinare lo sguardo (e la mente), attraverso un ponte di luce, al tempo
stesso reale e metaforico.
L'arte si oppone ad una concezione statica degli orizzonti. La luce, muovendo, connette e supera.
Sfiora i luoghi, e vi transita, in brillanza.
Con questo primo raggio si inaugura il lungo viaggio che, attraversando l'Europa, condurrà l'artista
alla Triennale di Barents, Kirkenes, Circolo Polare Artico, 5.000 chilometri più a nord.
Altri raggi, per la via, a travalicare altri confini.
www.dolomiticontemporanee.net
www.endofborder.com
www.stefanocagol.com
Artista: Stefano Cagol
A cura di: Dolomiti Contemporanee/Gianluca D'Incà Levis
Luogo: Diga del Vajont/Nuovo Spazio di Casso (Casso, Pn)
Data: 5 marzo 2013, ore 18.30
Ingresso: gratuito
Info: info@dolomiticontemporanee.net - press@dolomiticontemporanee.net
Tel. 0437.30685 - 0427 666068
Enti sostenitori: Provincia di Pordenone, Comune Di Erto e Casso, Comune di Claut, Comune di
Cimolais, Prco Naturale Dolomiti Friulane, Comune di Longarone, Turismo FVG.
Partner: Museo Mario rimoldi di Cortina d'Ampezzo.
Sponsor: CMI Centro Noleggio Sedico, Cuprum elettromeccanica, Salewa.
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La grande Diga del Vajont è un muto monumento grigio, che da mezzo secolo rappresenta la
Tragedia. Diga è sbarramento invalicabile, chiusura. Gli eventi terribili, essi stessi, erigono dighe,
paratie: muro e rifiuto, a protezione. Procedere oltre questo luogo, questa storia, questi segni,
è difficile. Migliaia di persone vengono qui, ogni anno, in queste terre alte, a vedere. Vedere il
simbolo dell'evento incommensurabile. Tutti guardano giù. Pochi provano ad immaginare un segno
nuovo, sopra alla diga. E la diga rimane, ancora e sempre si erge, greve, e ogni cosa è sotto alla
diga.
L'opera di Stefano Cagol è estremamente semplice, diretta. La fisica stessa della performance
è semplice e diretta, allo stesso modo del suo rimando metaforico. Una linea di luce sopra alla
diga, chiara, leggera, potente, scardina la logica di quell'eterno immobile coronamento. La linea
è tersa, e tesa, come una corda, veloce e mobile, come un quanto d'idea, onda concentrata.
Quell'immagine pulsante è un vettore, porta via lo sguardo, verso l'alto, il cielo, verso e oltre le
vallate strette. Nessuno può fuggire la memoria. E nessun uomo può accettare una morte perenne.
L'uomo vive. La luce deve venire. La luce illumina il confine, e lo supera. E' uno slancio vitale, lo
sguardo dell'uomo oltre la diga, oltre la cima, che espande lo spazio. L'attivazione è, sempre, uno sconfinamento.
Gianluca D'Incà Levis, Casso, 1 febbraio 2013
05
marzo 2013
Stefano Cagol – La Fine del Confine/The End of The Border: the Start
05 marzo 2013
arte contemporanea
performance - happening
performance - happening
Location
SPAZIO DI CASSO
Erto E Casso, (Pordenone)
Erto E Casso, (Pordenone)
Vernissage
5 Marzo 2013, h 18.30
Sito web
www.stefanocagol.com
Autore




