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Stefano Romano – Stuck in a paradox. I start to shave myself
A partire dal celebre paradosso di Russell Stefano Romano realizza un’istallazione indissolubilmente legata allo spazio espositivo e alla sua storia di negozio di barbiere. Il tema al centro del lavoro, il problema dell’identità dell’individuo, diventa lo spunto per indagare il ruolo dell’artista.
Comunicato stampa
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La mostra di Stefano Romano da CHAN prende spunto dal cosiddetto paradosso di Russell, elaborato ad inizio Novecento dal filosofo e matematico inglese, che può essere riassunto così:
"In un villaggio c'è un unico barbiere. Il barbiere rade tutti (e solo) gli uomini che non si radono da sé. Chi rade il barbiere?". Si possono fare due ipotesi:
il barbiere rade sé stesso, ma ciò non è possibile in quanto, secondo la definizione, il barbiere rade solo coloro che non si radono da sé;
il barbiere non rade sé stesso, ma anche ciò è contrario alla definizione, dato che questa vuole che il barbiere rada tutti e solo quelli che non si radono da sé, quindi in questa ipotesi il barbiere deve radere anche sé stesso.
www.wikipedia.org
Il ragionamento di Russell si rivela perciò un’antinomia, stabilendo la difficoltà (o impossibilità) di un individuo di esistere in quanto parte di un insieme definito. L'artista – come il barbiere – appartiene ad un insieme, una “categoria”: in questo senso afferma la sua (provocatoria) difficoltà esistenziale.
Con la consueta ironia che contraddistingue il lavoro di Stefano Romano, il progetto si concentra su ciò che rimane del lavoro del barbiere: la raccolta dei peli della rasatura dell’artista si propone come gesto rituale che riflette sul preteso ruolo “salvifico” dell’arte. Lo scarto tricologico viene così trasformato nell’elemento principale di una piccola scultura collocata al centro dello spazio espositivo .
Il discorso di Stefano Romano non intende ragionare sulla rasatura come mezzo di controllo e tensione sociale, ma piuttosto riflettere su di essa come strumento di relazione attraverso il quale ciascuno dà forma alla propria identità.
I capelli e la barba consentono di modificare i confini del volto, inscrivendo l’individuo in precise appartenenze politiche e sociali. Il momento della rasatura diviene momento di introspezione in cui ci si guarda allo specchio, si è soli con se stessi, si legge la forma del viso con la lama che vi scorre sopra. Nello spazio di CHAN viene esposta una serie di piccoli disegni su carta da incisione che propone, quasi come nei cataloghi di acconciature, una serie di “tipi” che appartengono all’immaginario della nostra storia più recente.
Una frase sul tema dell'identità - diversa ogni giorno - viene appesa sulla vetrina di CHAN come un "diario quotidiano di senso", uno spunto di riflessione rivolto ai passanti che si rifà ad una consuetudine del barbiere che anni fa lavorava nello spazio ora adibito a galleria.
Il progetto intende infatti ripercorrere la storia del luogo espositivo che, nella memoria degli abitanti del quartiere del Carmine, è indissolubilmente legato alla figura del barbiere Donato.
Stefano Romano (Napoli 1975) è artista e curatore indipendente. L’idea di sistema é il fulcro del suo lavoro, nella cui realizzazione implica spesso “l’altro”: performance, installazioni e video sono usati dall’artista come strumenti di registrazione e visualizzazione dei meccanismi della nostra società, colti sempre con uno sguardo divertito. Stefano Romano insegna all'Accademia "Carrara" di Belle Arti di Bergamo. Tra gennaio 2005 e settembre 2006 ha dato vita a Tirana (Albania) al progetto curatoriale 1.60insurgent space ed è stato tra i fondatori del T.I.C.A: (Tirana Institute for Contemporary Art). Nel 2007 è co-ideatore di CUNS, progetto di riflessione sui ruoli nel sistema dell’arte. Ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all'estero. Tra le più recenti mostre personali: (2009) Tremilaseicentocinquantagiorniunalinea, Care/of, Milano, a cura di Chiara Agnello e Alessandra Pioselli, (2008) Segmenti.1 -220, galleria Placentia Arte, Piacenza, (2006) One day works, galleria Neon, Bologna, (2003) Bookshop, GAMeC Bergamo. Mostre collettive: (2008) Same democracy. Pratiche artistiche e curatoriali nell’era dell’open source culture, galleria Neon>campo base, Bologna a cura di Marinella Paderni e Elvira Vannini, (2005) 3^ Biennale di Tirana, (2004) Empowerment/Cantiere Italia, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce e Villa Bombrini, Genova a cura di Marco Scotini.
www.stefanoromano.net
"In un villaggio c'è un unico barbiere. Il barbiere rade tutti (e solo) gli uomini che non si radono da sé. Chi rade il barbiere?". Si possono fare due ipotesi:
il barbiere rade sé stesso, ma ciò non è possibile in quanto, secondo la definizione, il barbiere rade solo coloro che non si radono da sé;
il barbiere non rade sé stesso, ma anche ciò è contrario alla definizione, dato che questa vuole che il barbiere rada tutti e solo quelli che non si radono da sé, quindi in questa ipotesi il barbiere deve radere anche sé stesso.
www.wikipedia.org
Il ragionamento di Russell si rivela perciò un’antinomia, stabilendo la difficoltà (o impossibilità) di un individuo di esistere in quanto parte di un insieme definito. L'artista – come il barbiere – appartiene ad un insieme, una “categoria”: in questo senso afferma la sua (provocatoria) difficoltà esistenziale.
Con la consueta ironia che contraddistingue il lavoro di Stefano Romano, il progetto si concentra su ciò che rimane del lavoro del barbiere: la raccolta dei peli della rasatura dell’artista si propone come gesto rituale che riflette sul preteso ruolo “salvifico” dell’arte. Lo scarto tricologico viene così trasformato nell’elemento principale di una piccola scultura collocata al centro dello spazio espositivo .
Il discorso di Stefano Romano non intende ragionare sulla rasatura come mezzo di controllo e tensione sociale, ma piuttosto riflettere su di essa come strumento di relazione attraverso il quale ciascuno dà forma alla propria identità.
I capelli e la barba consentono di modificare i confini del volto, inscrivendo l’individuo in precise appartenenze politiche e sociali. Il momento della rasatura diviene momento di introspezione in cui ci si guarda allo specchio, si è soli con se stessi, si legge la forma del viso con la lama che vi scorre sopra. Nello spazio di CHAN viene esposta una serie di piccoli disegni su carta da incisione che propone, quasi come nei cataloghi di acconciature, una serie di “tipi” che appartengono all’immaginario della nostra storia più recente.
Una frase sul tema dell'identità - diversa ogni giorno - viene appesa sulla vetrina di CHAN come un "diario quotidiano di senso", uno spunto di riflessione rivolto ai passanti che si rifà ad una consuetudine del barbiere che anni fa lavorava nello spazio ora adibito a galleria.
Il progetto intende infatti ripercorrere la storia del luogo espositivo che, nella memoria degli abitanti del quartiere del Carmine, è indissolubilmente legato alla figura del barbiere Donato.
Stefano Romano (Napoli 1975) è artista e curatore indipendente. L’idea di sistema é il fulcro del suo lavoro, nella cui realizzazione implica spesso “l’altro”: performance, installazioni e video sono usati dall’artista come strumenti di registrazione e visualizzazione dei meccanismi della nostra società, colti sempre con uno sguardo divertito. Stefano Romano insegna all'Accademia "Carrara" di Belle Arti di Bergamo. Tra gennaio 2005 e settembre 2006 ha dato vita a Tirana (Albania) al progetto curatoriale 1.60insurgent space ed è stato tra i fondatori del T.I.C.A: (Tirana Institute for Contemporary Art). Nel 2007 è co-ideatore di CUNS, progetto di riflessione sui ruoli nel sistema dell’arte. Ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all'estero. Tra le più recenti mostre personali: (2009) Tremilaseicentocinquantagiorniunalinea, Care/of, Milano, a cura di Chiara Agnello e Alessandra Pioselli, (2008) Segmenti.1 -220, galleria Placentia Arte, Piacenza, (2006) One day works, galleria Neon, Bologna, (2003) Bookshop, GAMeC Bergamo. Mostre collettive: (2008) Same democracy. Pratiche artistiche e curatoriali nell’era dell’open source culture, galleria Neon>campo base, Bologna a cura di Marinella Paderni e Elvira Vannini, (2005) 3^ Biennale di Tirana, (2004) Empowerment/Cantiere Italia, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce e Villa Bombrini, Genova a cura di Marco Scotini.
www.stefanoromano.net
04
febbraio 2010
Stefano Romano – Stuck in a paradox. I start to shave myself
Dal 04 febbraio al 20 marzo 2010
arte contemporanea
giovane arte
disegno e grafica
giovane arte
disegno e grafica
Location
CHAN
Genova, Via Di Sant'agnese, 19 r, (Genova)
Genova, Via Di Sant'agnese, 19 r, (Genova)
Orario di apertura
martedì-sabato ore 16-19,30
domenica e lunedì chiuso
altri orari su appuntamento
Vernissage
4 Febbraio 2010, ore 18,00
Autore




