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Stefano Trappolini – StamStep
Domenica 7 settembre, alle ore 19,00, nell’ambito della Rassegna d’Arte Contemporanea MAD on Paper, a La Feltrinelli di Latina, sarà inaugurata la mostra dell’artista Stefano Trappolini, StampStep, a cura di Fabio D’Achille.
Comunicato stampa
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E’ previsto per domani 7 settembre alle ore 19,00 il nuovo appuntamento con MAD on Paper, la Rassegna d’Arte Contemporanea a cura di Fabio D’Achille ospitata a La Feltrinelli di Latina. Anche questa volta, come per la mostra di Cristiano Quagliozzi, esporrà uno degli artisti di OdisSea Contemporanea: Stefano Trappolini, presente con un dipinto a Torre dei Templari a San Felice Circeo e con un’installazione all’aperto presso Ponte Rosso al Lago di Paola di Sabaudia. Stefano Trappolini ha già esposto con MAD lo scorso marzo presso la Raccolta Manzù con la personale “4114”, a cura di Fabio D’Achille e Marcella Cossu (Direttore della Raccolta Manzù/GNAM), all’interno della Rassegna “Manzù, l’Arte e il Territorio”, che ha visto anche la presentazione del catalogo del’artista. Con questa esposizione Trappolini prosegue la sua ricerca sul modello Sagoma, iniziata nel 1995 e approfondita nel 2010 con l’installazione itinerante “Viaggiatori viaggianti”, allestita per la prima volta nel 2013 al Museo Pigorini con la curatela della Dott.ssa Romina Guidella.
“Le opere in mostra, facenti parte della serie StampStep, possono essere concepite come un’installazione composta da diversi lavori tutti dello stesso formato, con sagome identiche ricavate da timbri su un unico disegno. Le figure umane, colte di profilo mentre incedono, sono però differenziate tra di loro grazie ad interventi pittorici a posteriori, che consistono in variazioni di giochi cromatici, nella presenza di scritte diverse, nella contrapposizione ludica tra vuoti e pieni che a volte fa percepire i soggetti quasi come dei collage al contrario. L’artista ha preso spunto dal dipinto di Van Gogh “La ronda dei carcerati”, in cui si osserva un gruppo di persone che camminano in cerchio all’infinito dentro il cortile di un manicomio. Questa ispirazione iniziale è stata poi rielaborata da Trappolini: se il manicomio azzerava l’identità umana, del singolo e del suo rapporto con l’altro e con il mondo esterno, l’artista, quasi paradossalmente, con le sue sagome uguali eppure diverse tra loro, sembra volerla ribadire attraverso la resa di un viaggio in cui è difficile stabilire la partenza e la meta, in cui il percorso è concepito come ricerca continuamente in fieri; Trappolini non ci fornisce risposte, piuttosto stimola l’osservatore ad interrogarsi, attraverso l’opera, che quindi diventa come uno specchio, sul sé e sulla relazione con l’altro. Se volessimo fare un paragone con forme caricate nel corso del tempo di significati simbolici, potremmo concepire StampStep come una spirale, simbolo di perpetuo divenire, di ciclo continuo di nascita/morte/rinascita, anziché come un cerchio, emblema di perfezione, di qualcosa cioè di finito, concluso, con un inizio e una fine. L’assenza dei lineamenti delle sagome, allora, può essere funzionale a richiamare l’osservatore a conferire all’opera una sua interpretazione, attraverso non soltanto la vista, ma anche tramite le sensazioni suscitate o le riflessioni suggerite; mentre la mancanza di abiti può forse far riferimento ad un desiderio di cancellare le distanze sociali a favore di un’umanità più autentica, priva di maschere e filtri, desiderio rafforzato dall’utilizzo di tonalità calde, accese, vivide e squillanti come il calore umano verso cui sembrano indirizzarsi i soggetti”.
(Laura Cianfarani)
“Le opere in mostra, facenti parte della serie StampStep, possono essere concepite come un’installazione composta da diversi lavori tutti dello stesso formato, con sagome identiche ricavate da timbri su un unico disegno. Le figure umane, colte di profilo mentre incedono, sono però differenziate tra di loro grazie ad interventi pittorici a posteriori, che consistono in variazioni di giochi cromatici, nella presenza di scritte diverse, nella contrapposizione ludica tra vuoti e pieni che a volte fa percepire i soggetti quasi come dei collage al contrario. L’artista ha preso spunto dal dipinto di Van Gogh “La ronda dei carcerati”, in cui si osserva un gruppo di persone che camminano in cerchio all’infinito dentro il cortile di un manicomio. Questa ispirazione iniziale è stata poi rielaborata da Trappolini: se il manicomio azzerava l’identità umana, del singolo e del suo rapporto con l’altro e con il mondo esterno, l’artista, quasi paradossalmente, con le sue sagome uguali eppure diverse tra loro, sembra volerla ribadire attraverso la resa di un viaggio in cui è difficile stabilire la partenza e la meta, in cui il percorso è concepito come ricerca continuamente in fieri; Trappolini non ci fornisce risposte, piuttosto stimola l’osservatore ad interrogarsi, attraverso l’opera, che quindi diventa come uno specchio, sul sé e sulla relazione con l’altro. Se volessimo fare un paragone con forme caricate nel corso del tempo di significati simbolici, potremmo concepire StampStep come una spirale, simbolo di perpetuo divenire, di ciclo continuo di nascita/morte/rinascita, anziché come un cerchio, emblema di perfezione, di qualcosa cioè di finito, concluso, con un inizio e una fine. L’assenza dei lineamenti delle sagome, allora, può essere funzionale a richiamare l’osservatore a conferire all’opera una sua interpretazione, attraverso non soltanto la vista, ma anche tramite le sensazioni suscitate o le riflessioni suggerite; mentre la mancanza di abiti può forse far riferimento ad un desiderio di cancellare le distanze sociali a favore di un’umanità più autentica, priva di maschere e filtri, desiderio rafforzato dall’utilizzo di tonalità calde, accese, vivide e squillanti come il calore umano verso cui sembrano indirizzarsi i soggetti”.
(Laura Cianfarani)
07
settembre 2014
Stefano Trappolini – StamStep
Dal 07 settembre al 05 ottobre 2014
arte contemporanea
Location
LIBRERIA FELTRINELLI
Latina, Via Armando Diaz, 10, (Latina)
Latina, Via Armando Diaz, 10, (Latina)
Orario di apertura
Tutti i giorni 9,30 – 13,00/16,30 – 20,30. Chiuso il Lunedì mattina
Vernissage
7 Settembre 2014, ore 19,00
Autore
Curatore




