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Stesso orizzonte
Due artisti, un fotografo (Carlo Rocchi Bilancini), una scultrice (Antonella Zazzera) e un orizzonte condiviso: quello umbro del loro paese natio, Todi, che assurge a spazio simbolico dove due diverse cifre stilistiche si incontrano e si rispecchiano.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
SaracenoArtgallery è lieta di inaugurare mercoledì 6 maggio alle ore 18, la bi-personal di Carlo Rocchi Bilancini e di Antonella Zazzera dal titolo ‘Stesso orizzonte’.
Due artisti, un fotografo (Carlo Rocchi Bilancini), una scultrice (Antonella Zazzera) e un orizzonte condiviso: quello umbro del loro paese natìo, Todi.
E’ difficile far dialogare due pratiche artistiche così diverse ma la mostra ‘Stesso orizzonte’ non è solo la storia di una provenienza e di una amicizia condivise, è il manifesto di come uno stesso orizzonte possa assurgere a spazio simbolico di incontro e riflessione dove due diverse cifre stilistiche si incontrano e si rispecchiano, generando un dialogo che parla di origine comune, di ricerca e di una stessa direzione dello sguardo.
Gli artisti, pur lavorando con linguaggi diversi, la fotografia e il rame, trovano un terreno comune nello studio della materia, della luce e del movimento e negli strumenti utilizzati per rappresentarlo: la fotografia che nel suo significato etimologico indica il processo di ‘scrittura con la luce’ e la tessitura del rame che rappresenta essa stessa una forma di scrittura antica e primordiale questa volta affidata alla materia: un sistema di segni, ritmi e trame che si sviluppano nello spazio.
Carlo Rocchi Bilancini realizza le sue fotografie nell’acqua di una piscina, un ambiente che diventa superficie di rifrazione e luogo di sospensione. I vestiti immersi e fluttuanti si trasformano in presenze scultoree: la luce attraversa l’acqua, si piega, si moltiplica creando immagini in cui il confine tra tessuto e spazio si dissolve. L’acqua diventa così un dispositivo visivo che rallenta il tempo e amplifica la percezione della luce.
Accanto alle fotografie, le sculture di Antonella Zazzera introducono una dimensione materica e tattile. Il rame, lavorato e modellato, per l’appunto tessuto, diventa campo di interazione luminoso: riflette, assorbe, si fa superficie sensibile, una pelle che reagisce alla luce e allo spazio. La tessitura regala alle opere quella tridimensionalità che le fa apparire in movimento, quella stratificazione che è parte di una narrazione primitiva, ancestrale.
Tra la scrittura luminosa della fotografia e la scrittura materica della tessitura si crea così una relazione sottile ma profonda. La luce traccia segni nell’immagine fotografica, mentre il filo di rame disegna linee e trame nello spazio, che imprigionano e riflettono esse stesse la luce. Stesso Orizzonte diventa allora il luogo in cui queste due forme di scrittura – quella della luce e quella del filo – si incontrano.
Biografia Carlo Rocchi Bilancini
Carlo Rocchi Bilancini nasce a Todi nel 1973, in una storica famiglia di vetrai.
Dopo la laurea in Economia frequenta la Fondazione Forma per la Fotografia a Milano. É un fotografo conosciuto per l’utilizzo delle piscine come sfondo per le sue opere, sulla cui formazione ha molto influito la collaborazione con il regista Pupi Avati.
Nel 2011, con l’Editore Skira, pubblica il suo primo progetto ‘Pesci fuor d’acqua,’ con testi di Antonia Mulas, Malcolm Bull, Brian O’Doherty e un’intervista di Federico Sardella.
Alcune fotografie contenute in Pesci fuor d’acqua sono state esposte a Venezia, nel 2012, in una mostra personale svoltasi durante la XIII Biennale di Architettura presso lo spazio espositivo La Piscina, nell’Isola di San Giorgio Maggiore e a Doha in collaborazione con l’ambasciata italiana in Qatar.
Nel 2018 si tiene la prima mostra personale di Rocchi Bilancini a New York, Migration, presso la Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University.
Tutte le serie fotografiche realizzate, Pesci fuor d’acqua, In-chiostri, Migrazioni e le più recenti Dissolvenze sono accomunate dall’utilizzo di piscine per la loro realizzazione e ogni serie rappresenta l’evoluzione concettuale della precedente
Biografia Antonella Zazzera
Nasce a Todi (PG) nel 1976, dove vive e lavora.
Compie i suoi studi all’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia dove si diploma in Pittura nel 1999.
In seguito approfondisce lo studio dell’arte italiana ed il recupero dei suoi valori: Traccia, Luce, Spazio.
La sua ricerca artistica, che spazia dalla pittura alla fotografia alla scultura, si fonda sul “Segnotraccia”, archetipo visivo e sensitivo che diviene identificazione totale con l’essere nel suo divenire. L’attuale lavoro si presenta come il risultato di un percorso che, partendo dall’indagine fotografica, l’ha portata ad indagare la centralità della Luce nella definizione dello Spazio e della Forma.
Nel 2005 vince il 1° Premio per la giovane Scultura Italiana istituito dall’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, a cura di Nicola Carrino, Pietro Cascella e Carlo Lorenzetti. Nel 2016 riceve il Premio Arnaldo Pomodoro per la scultura.
Due artisti, un fotografo (Carlo Rocchi Bilancini), una scultrice (Antonella Zazzera) e un orizzonte condiviso: quello umbro del loro paese natìo, Todi.
E’ difficile far dialogare due pratiche artistiche così diverse ma la mostra ‘Stesso orizzonte’ non è solo la storia di una provenienza e di una amicizia condivise, è il manifesto di come uno stesso orizzonte possa assurgere a spazio simbolico di incontro e riflessione dove due diverse cifre stilistiche si incontrano e si rispecchiano, generando un dialogo che parla di origine comune, di ricerca e di una stessa direzione dello sguardo.
Gli artisti, pur lavorando con linguaggi diversi, la fotografia e il rame, trovano un terreno comune nello studio della materia, della luce e del movimento e negli strumenti utilizzati per rappresentarlo: la fotografia che nel suo significato etimologico indica il processo di ‘scrittura con la luce’ e la tessitura del rame che rappresenta essa stessa una forma di scrittura antica e primordiale questa volta affidata alla materia: un sistema di segni, ritmi e trame che si sviluppano nello spazio.
Carlo Rocchi Bilancini realizza le sue fotografie nell’acqua di una piscina, un ambiente che diventa superficie di rifrazione e luogo di sospensione. I vestiti immersi e fluttuanti si trasformano in presenze scultoree: la luce attraversa l’acqua, si piega, si moltiplica creando immagini in cui il confine tra tessuto e spazio si dissolve. L’acqua diventa così un dispositivo visivo che rallenta il tempo e amplifica la percezione della luce.
Accanto alle fotografie, le sculture di Antonella Zazzera introducono una dimensione materica e tattile. Il rame, lavorato e modellato, per l’appunto tessuto, diventa campo di interazione luminoso: riflette, assorbe, si fa superficie sensibile, una pelle che reagisce alla luce e allo spazio. La tessitura regala alle opere quella tridimensionalità che le fa apparire in movimento, quella stratificazione che è parte di una narrazione primitiva, ancestrale.
Tra la scrittura luminosa della fotografia e la scrittura materica della tessitura si crea così una relazione sottile ma profonda. La luce traccia segni nell’immagine fotografica, mentre il filo di rame disegna linee e trame nello spazio, che imprigionano e riflettono esse stesse la luce. Stesso Orizzonte diventa allora il luogo in cui queste due forme di scrittura – quella della luce e quella del filo – si incontrano.
Biografia Carlo Rocchi Bilancini
Carlo Rocchi Bilancini nasce a Todi nel 1973, in una storica famiglia di vetrai.
Dopo la laurea in Economia frequenta la Fondazione Forma per la Fotografia a Milano. É un fotografo conosciuto per l’utilizzo delle piscine come sfondo per le sue opere, sulla cui formazione ha molto influito la collaborazione con il regista Pupi Avati.
Nel 2011, con l’Editore Skira, pubblica il suo primo progetto ‘Pesci fuor d’acqua,’ con testi di Antonia Mulas, Malcolm Bull, Brian O’Doherty e un’intervista di Federico Sardella.
Alcune fotografie contenute in Pesci fuor d’acqua sono state esposte a Venezia, nel 2012, in una mostra personale svoltasi durante la XIII Biennale di Architettura presso lo spazio espositivo La Piscina, nell’Isola di San Giorgio Maggiore e a Doha in collaborazione con l’ambasciata italiana in Qatar.
Nel 2018 si tiene la prima mostra personale di Rocchi Bilancini a New York, Migration, presso la Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University.
Tutte le serie fotografiche realizzate, Pesci fuor d’acqua, In-chiostri, Migrazioni e le più recenti Dissolvenze sono accomunate dall’utilizzo di piscine per la loro realizzazione e ogni serie rappresenta l’evoluzione concettuale della precedente
Biografia Antonella Zazzera
Nasce a Todi (PG) nel 1976, dove vive e lavora.
Compie i suoi studi all’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia dove si diploma in Pittura nel 1999.
In seguito approfondisce lo studio dell’arte italiana ed il recupero dei suoi valori: Traccia, Luce, Spazio.
La sua ricerca artistica, che spazia dalla pittura alla fotografia alla scultura, si fonda sul “Segnotraccia”, archetipo visivo e sensitivo che diviene identificazione totale con l’essere nel suo divenire. L’attuale lavoro si presenta come il risultato di un percorso che, partendo dall’indagine fotografica, l’ha portata ad indagare la centralità della Luce nella definizione dello Spazio e della Forma.
Nel 2005 vince il 1° Premio per la giovane Scultura Italiana istituito dall’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, a cura di Nicola Carrino, Pietro Cascella e Carlo Lorenzetti. Nel 2016 riceve il Premio Arnaldo Pomodoro per la scultura.
06
maggio 2026
Stesso orizzonte
Dal 06 maggio al 13 giugno 2026
arte contemporanea
Location
saracenoArtgallery
Roma, Via di Monserrato, 40, (RM)
Roma, Via di Monserrato, 40, (RM)
Orario di apertura
lun-ven 11.30 - 19.30
sabato 11.00 - 13.00 | 15.00 - 19.00
Vernissage
6 Maggio 2026, 18.00-20.30
Sito web
Autore
Curatore




