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Thomas Braida
prima mostra personale di Thomas Braida (Gorizia, 1982). Dopo il debutto a Monitor Studio a New York, lo scorso gennaio, il pittore italiano per la sua prima mostra personale a Roma, ha realizzato un denso corpo di lavori, un excursus variegato della sua ricerca.
Comunicato stampa
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Monitor è lieta di presentare la prima mostra personale di Thomas Braida (Gorizia, 1982). Dopo il debutto a Monitor Studio a New York, lo scorso gennaio, il pittore italiano per la sua prima mostra personale a Roma, ha realizzato un denso corpo di lavori che spaziano dalla pittura su tela a quella su tavola fino ad arrivare alla scultura, offrendoci un excursus variegato della sua ricerca.
Da un estratto dell'intervista a Thomas Braida dal titolo 'The catlover artist' (2014), a cura di Caroline Corbetta (curatore indipendente e direttore artistico del Crepaccio, Milano)
CC-Cosa succederebbe se non lo facessi, se smettessi di dipingere?
TB_Tante cose belle, sono creativo. Mi diverto a fare un po’ di tutto: cucinare, mangiare, lavorare la creta, piantare piante, fare infusi a base di grappa (e assaggiarli), dedicarmi al bricolage, prendermi cura dei gatti... Insomma, vivrei in campagna, leggerei e dipingerei bei paesaggi, perciò non smetterei di dipingere.
CC-Invece di “artista che usa la pittura” ti autodefinisci tranquillamente pittore –cosa che non si usa più molto. Ma sostanzialmente te ne freghi. Sei demodè, fuori dalle tendenze, eppure così dentro al flusso della storia dell’arte. Questa è la tua forza. Sei consapevole di sapere dipingere bene, così intensamente e con tanta onestà?
TB- Sì, certo, te ne accorgi prima o poi. Ma non è colpa mia, a me sembra il minimo quando si dipinge. Fare il pittore è un lavoro che non si può fare bene strizzando l'occhio alle mode.
Da un estratto dell'intervista a Thomas Braida dal titolo 'The catlover artist' (2014), a cura di Caroline Corbetta (curatore indipendente e direttore artistico del Crepaccio, Milano)
CC-Cosa succederebbe se non lo facessi, se smettessi di dipingere?
TB_Tante cose belle, sono creativo. Mi diverto a fare un po’ di tutto: cucinare, mangiare, lavorare la creta, piantare piante, fare infusi a base di grappa (e assaggiarli), dedicarmi al bricolage, prendermi cura dei gatti... Insomma, vivrei in campagna, leggerei e dipingerei bei paesaggi, perciò non smetterei di dipingere.
CC-Invece di “artista che usa la pittura” ti autodefinisci tranquillamente pittore –cosa che non si usa più molto. Ma sostanzialmente te ne freghi. Sei demodè, fuori dalle tendenze, eppure così dentro al flusso della storia dell’arte. Questa è la tua forza. Sei consapevole di sapere dipingere bene, così intensamente e con tanta onestà?
TB- Sì, certo, te ne accorgi prima o poi. Ma non è colpa mia, a me sembra il minimo quando si dipinge. Fare il pittore è un lavoro che non si può fare bene strizzando l'occhio alle mode.
06
febbraio 2016
Thomas Braida
Dal 06 febbraio al 12 marzo 2016
arte contemporanea
Location
MONITOR
Roma, Via Sforza Cesarini, 43a-44 , (Roma)
Roma, Via Sforza Cesarini, 43a-44 , (Roma)
Orario di apertura
martedi' - sabato ore 13 - 19
Vernissage
6 Febbraio 2016, h 11 – 16 | Brunch in galleria dalle 11 alle 14
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