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Toti Scialoja – Linee del tempo
Martedì 26 maggio 2026 alle ore 17 verrà inaugurata la mostra “Toti Scialoja. Linee del tempo” a cura di Gianpaolo Cacciottolo presso la Pinacoteca provinciale di Salerno. Saranno esposti disegni dell’artista del biennio 1938-1939 e una tempera su carta degli anni Ottanta.
Comunicato stampa
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Il Laboratorio Archivio di Storia dell’Arte “Filiberto Menna” e il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno sono lieti di annunciare la presentazione di Toti Scialoja. Catalogo generale dei dipinti e delle sculture 1940 – 1998, a cura di Giuseppe Appella (Silvana Editoriale, Milano 2024), martedì 26 maggio alle ore 17 presso la Pinacoteca provinciale di Salerno, in Via Mercanti 66. Saluti istituzionali: Gioita Caiazzo, Provincia di Salerno; Armando Bisogno direttore DiSPaC. Interventi: Giuseppe Appella, storico dell’arte; Arnaldo Colasanti, presidente Fondazione Toti Scialoja; Stefania Zuliani, Università di Salerno. A seguire verrà inaugurata la mostra Toti Scialoja. Linee del tempo a cura di Gianpaolo Cacciottolo con gli studenti e le studentesse del “Laboratorio di Curatela: collezioni, musei, mostre, archivi d'artista” della Laurea Magistrale in Storia e Critica d’Arte dell’Università di Salerno. L’esposizione è promossa e sostenuta dal Laboratorio Archivio di Storia dell’Arte “Filiberto Menna” e dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, in collaborazione con la Provincia di Salerno, la Fondazione Filiberto e Bianca Menna e Sev Iren. Protagonista assoluto della scena artistica contemporanea italiana e internazionale, Toti Scialoja è stato un appassionato sperimentatore del mezzo pittorico e un raffinato poeta. A partire dagli anni Trenta del Novecento ha attraversato varie fasi espressive e operative che lo hanno spesso portato a esporre nelle grandi manifestazioni dell’arte, come la Quadriennale di Roma o la Biennale di Venezia, fino alle mostre oltreoceano, statunitensi, che hanno certificato la caratura internazionale della sua opera. Da una iniziale affinità con la Scuola Romana dei primi decenni del secolo scorso, ambiente dove si forma e dove tenta le sue prime sperimentazioni pittoriche, Scialoja elegge la pittura espressionista di matrice statunitense ad ambito di riferimento prediletto; un’atmosfera finemente raccontata anche nel suo “Giornale di pittura”. Le sue variazioni sul tema però lo portano ad attraversare i campi dell’astrazione e della pittura gestuale, che diventa cifra stilistica soprattutto grazie alla serie delle “Impronte” – a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta -, la più importante e longeva della sua carriera, uno spazio dove anche l’orizzonte tecnico si amplia
attraverso l’utilizzo di stracci imbevuti di colore (corde, garze e merletti), “stampaggi” (carte dipinte pressate sulla tela). La mostra allestita presso gli spazi della Pinacoteca provinciale di Salerno rende testimonianza di due fasi distinte della sua carriera che centralizzano anche due diverse modalità espressive. Due serie di disegni risalenti al biennio 1938-39, concepite entrambe per Beltempo. Almanacco delle Lettere e delle Arti, edito dalla Galleria della Cometa a Roma - spazio fondamentale per il suo primo periodo di formazione - raccontano di un tratto che guarda tanto a Van Gogh e, come ha scritto Arturo Carlo Quintavalle, a un clima che da un lato è “ancora postimpressionista con riferimenti a Renoir”, da un altro a un “espressionismo di ambito germanico” e a Mario Mafai e Carlo Levi. Una prima serie di disegni a inchiostro su carta è stata eseguita a Parigi nel 1938 e pubblicata all’interno dell’almanacco alla fine del 1940, mentre la seconda serie, intitolata “I segni dello zodiaco”, è stata eseguita nel 1939 e pubblicata alla fine dello stesso anno. L’opera “Senza titolo”, una tempera su carta del 1986, appartenente alla collezione della Fondazione Filiberto e Bianca Menna, è invece testimonianza di una pittura che risolve nel gesto l’enigma del tempo: “Le pennellate qui sono ritmiche nel senso della successione ma anche convulse nel senso della ritorsione” (Scialoja). La mostra è completata da una selezione di volumi e cataloghi dedicati all’artista provenienti dalla Biblioteca della Fondazione Filiberto e Bianca Menna.
attraverso l’utilizzo di stracci imbevuti di colore (corde, garze e merletti), “stampaggi” (carte dipinte pressate sulla tela). La mostra allestita presso gli spazi della Pinacoteca provinciale di Salerno rende testimonianza di due fasi distinte della sua carriera che centralizzano anche due diverse modalità espressive. Due serie di disegni risalenti al biennio 1938-39, concepite entrambe per Beltempo. Almanacco delle Lettere e delle Arti, edito dalla Galleria della Cometa a Roma - spazio fondamentale per il suo primo periodo di formazione - raccontano di un tratto che guarda tanto a Van Gogh e, come ha scritto Arturo Carlo Quintavalle, a un clima che da un lato è “ancora postimpressionista con riferimenti a Renoir”, da un altro a un “espressionismo di ambito germanico” e a Mario Mafai e Carlo Levi. Una prima serie di disegni a inchiostro su carta è stata eseguita a Parigi nel 1938 e pubblicata all’interno dell’almanacco alla fine del 1940, mentre la seconda serie, intitolata “I segni dello zodiaco”, è stata eseguita nel 1939 e pubblicata alla fine dello stesso anno. L’opera “Senza titolo”, una tempera su carta del 1986, appartenente alla collezione della Fondazione Filiberto e Bianca Menna, è invece testimonianza di una pittura che risolve nel gesto l’enigma del tempo: “Le pennellate qui sono ritmiche nel senso della successione ma anche convulse nel senso della ritorsione” (Scialoja). La mostra è completata da una selezione di volumi e cataloghi dedicati all’artista provenienti dalla Biblioteca della Fondazione Filiberto e Bianca Menna.
26
maggio 2026
Toti Scialoja – Linee del tempo
Dal 26 maggio al 25 giugno 2026
arte contemporanea
Location
Pinacoteca Provinciale di Salerno
Salerno, Via Mercanti, (SA)
Salerno, Via Mercanti, (SA)
Orario di apertura
da martedì a domenica 9:00 - 19:45
Vernissage
26 Maggio 2026, 17
Autore
Curatore




