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Traiettorie
E’ la varietà di esperienze artistiche proposte da dieci artiste che ci interessa approfondire, instaurando tra i diversi e personalissimi linguaggi espressivi, un confronto dialettico che ne analizza sia gli strumenti tecnici che il procedimento creativo.
Comunicato stampa
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COMUNICATO STAMPA
Titolo: TRAIETTORIE: Emma Archer, Mariangela Calabrese, Mariagrazia Colasanto, Laura Cristinzio, Carmen Del Russo, Carla Di Pardo, Beatrice Mastrodonato, Sara Pellegrini, Mariangela Regoglioso, Paola Romoli Venturi
A cura di : Carla Di Pardo e Nino Barone
Organizzazione: Nuova Officina Solare Arte Contemporanea.
Luogo: Corso Nazionale n°12, Termoli.
Apertura: 25 Aprile / 8 mmaggio 2026, tutti i giorni ore 18.00 / 20.30
Presentazione
Non ci può essere titolo più appropriato per racchiudere tutti gli sviluppi che una mostra di solo artiste può produrre, il fine di questa mostra, senza entrare nei meandri delle questioni di genere, è quello di presentare al pubblico, in modo organico ed esauriente, le variegate e importanti professionalità delle dieci artiste in esposizione.
Per definizione la parola “traiettoria” è la linea fisica o geometrica che un oggetto percorre nel tempo: nel nostro caso, parafrasando il concetto, la usiamo per descrivere l'itinerario artistico che ognuna delle nostre artiste compie dagli esordi ai giorni nostri.
Sono artiste che hanno come bagaglio culturale di partenza una solida formazione all'arte maturata nelle Accademie di Belle Arti italiane e straniere, con alle spalle un lungo curriculum di esposizioni e partecipazioni ad eventi di grande livello, che ha consentito a tutte loro di maturare una forte individualità artistica.
Ed è proprio questa varietà di esperienze che ci interessa approfondire, instaurando tra i diversi e personalissimi linguaggi espressivi, un confronto dialettico che ne analizza sia gli strumenti tecnici che il procedimento creativo. Tecniche variegate che spaziano dalla pittura alla scultura ed alla performance, utilizzate per interpretare la complessità della società contemporanea.
La storiografia dalla quale partono sono i dettami delle avanguardie storiche, diventati ormai principi assoluti che permeano ancora tutta l'arte contemporanea, che però trasformano e attualizzano in nuove strutture segnico-cromatiche, attraverso i filtri della cultura postmoderna, cultura caratterizzata da un ibrido tra tecnologia, consumo e frammentazione del soggetto.
Le finalità pratiche dell'azione artistica sono diverse, alcune artiste indagano la percezione estetica e psicologica della natura, altre cercano nel metodo lo strumento concettuale per indagare la realtà, altre ancora intervengono con azioni concrete nel dibattito politico-sociale, però tutte con l'obiettivo di svelare bellezza e costruire felicità.
Emma Acher non vuole replicare direttamente la natura, registra semplicemente la percezione visiva del mondo che la circonda, dipingendo sulla superficie della tela tessiture di colori vibranti che ne rappresentano i suoni e l'ordito, evocandone sensazioni, vibrazioni e pensieri.
La ricerca di Mariangela Calabrese è un rigoroso percorso sempre in bilico tra contaminazione e proiezione, è un'indagine introspettiva tra realtà e utopia, che utilizza simboli universali per affrontare temi esistenziali, adoperando l’arte, come strumento di denuncia diretta di eventi contemporanei; istanze che riversa nelle sua pittura creando un magma cromatico intenso e plastico che si struttura e destruttura simultaneamente sulla superficie creando immagini di forte suggestione.
Mariagrazia Colasanto, artista poliedrica, è da sempre appassionata alle tematiche surrealiste e in quest'alveo ha sperimentato vari materiali fino ad arrivare all'attuale collage analogico, linguaggio che la caratterizza efficacemente. Attraverso un metodo selettivo ritaglia senza premeditazione immagini da riviste di moda, di attualità, di design per costruire le sue storie visive, che sono di fatto riflessioni critiche sulla superficialità del mondo contemporaneo.
Laura Cristinzio vuole rappresentare “l’essenza delle cose e delle idee”, questa consapevolezza l’ha indotta a ridurre all’essenziale i volumi ed i segni nelle sue opere e ad esprimersi per stratificazioni, usando a volte i metacrilati trasparenti forgiati a caldo, a volte utilizzando materie contrastanti per opacità come l’acciaio corten. Le emozioni sono stringate, appaiono racchiuse in segni profondi, incisi sulle superfici trasparenti delle lastre e degli specchi”.
L’opera di Carmen Del Russo ha una struttura articolata tra forme e andamenti cromatici incisi sull’alluminio. La presenza di asimmetrie e linee oblique crea dinamismo e tensione, i segni e le tracce suggeriscono l’idea di percorsi che si intrecciano e si sovrappongono in sequenze che non sono “finite” e tendono a superare i limiti della superficie dipinta in evoluzione come l'evolversi dell'esistenza umana. L’alluminio condensa l'idea dell'iperspazio dove il tempo nel suo divenire è la parte imprevedibile e misteriosa.
Anche l'arte di Carla Di Pardo si manifesta attraverso l'uso del collage, che predilige tra le altre tecniche che sperimenta in continuazione. Riutilizza e straccia capi di abbigliamento dismessi e scarti di tessuto, prevalentemente di colore bianco, per strutturare la superficie, anch'essa bianca. Sono texture monocrome che fanno percepire movimenti minimi sulla composizione del piano, che con precisione chirurgica, dinamizza con limitati inserti di altri materiali come la foglia oro, fili di cotone, sottili segni di matita: questo procedimento le consente di rendere attuale la comunicazione del suo contenuto semantico. Beatrice Mastrodonato presenta un'opera, che fa parte di una serie di collages dedicata a Gaza, attraverso la quale non descrive una fuga, ma una ostinata permanenza. I bordi frastagliati e le ferite della materia non rappresentano una resa, ma i segni di una terra che, pur mutilata, si rifiuta di sparire. In questo lavoro, la direzione è una sola: restare. È l'estetica della Samed/Sumud (colui che resta/rimanere nella propria terra), la ferma decisione di farsi roccia e radice tra le pieghe della storia, trasformando ogni frammento in un atto di presenza inalienabile. Sara Pellegrini è una scultrice che ha elaborato una personalissima sensibilità nei confronti della materia più che della forma scultorea, esperienza che l'ha portata gradualmente ad abbandonare il soggetto realistico in favore dell'astrazione, per sviluppare un'indagine tattile sulle proprietà chimico-fisiche dei materiali di cui non potrà più fare a meno. Questa tensione creativa, che anima le sue sculture d'una espressività spirituale, struttura visivamente l'intersezione di elaborati piani cromatici comunque dotati di una notevole forza plastica. L’opera di Mariangela Regoglioso si caratterizza per una ricerca costante sui materiali e sui linguaggi visivi: plexiglass, smalti, acrilici ed elaborazioni digitali si intrecciano in superfici stratificate, dense di segni e rilievi. La matericità diventa parte integrante del significato, mentre il colore – spesso in gamme fredde attraversate da contrasti accesi – costruisce tensioni e dissonanze. È un linguaggio pittorico che rifiuta la staticità e si colloca in uno spazio intermedio, dove l’immagine non si limita a raffigurare ma interroga lo sguardo.mPaola Romoli Venturi conduce una ricerca artistico-filosofica che utilizza l'arte come strumento di indagine sociale e riflessione interiore. Al centro del suo lavoro vi sono i concetti di trasparenza, sospensione e il potere trasformativo dell'azione artistica. Le sue opere creano ambienti definiti da luci, ombre e suoni, volti a coinvolgere il visitatore in un'esperienza immersiva. Nel suo lavoro tocca temi sociali, generando spazi disegnati da luci ombre e suoni, utilizzando diversi mezzi espressivi pittorico scultorei, video audio ed installazioni site specific performative. In conclusione, lo spazio di riflessione che abbiamo aperto in questa collettiva sancisce ancora una volta tutta l'efficacia operativa dell'arte, evidenziando come il suo contributo possa essere un punto di forza ulteriore per raggiungere alte vette di sviluppo sociale per tutta l'umanità. Un ulteriore contributo alla bellezza. (Nino Barone)
Titolo: TRAIETTORIE: Emma Archer, Mariangela Calabrese, Mariagrazia Colasanto, Laura Cristinzio, Carmen Del Russo, Carla Di Pardo, Beatrice Mastrodonato, Sara Pellegrini, Mariangela Regoglioso, Paola Romoli Venturi
A cura di : Carla Di Pardo e Nino Barone
Organizzazione: Nuova Officina Solare Arte Contemporanea.
Luogo: Corso Nazionale n°12, Termoli.
Apertura: 25 Aprile / 8 mmaggio 2026, tutti i giorni ore 18.00 / 20.30
Presentazione
Non ci può essere titolo più appropriato per racchiudere tutti gli sviluppi che una mostra di solo artiste può produrre, il fine di questa mostra, senza entrare nei meandri delle questioni di genere, è quello di presentare al pubblico, in modo organico ed esauriente, le variegate e importanti professionalità delle dieci artiste in esposizione.
Per definizione la parola “traiettoria” è la linea fisica o geometrica che un oggetto percorre nel tempo: nel nostro caso, parafrasando il concetto, la usiamo per descrivere l'itinerario artistico che ognuna delle nostre artiste compie dagli esordi ai giorni nostri.
Sono artiste che hanno come bagaglio culturale di partenza una solida formazione all'arte maturata nelle Accademie di Belle Arti italiane e straniere, con alle spalle un lungo curriculum di esposizioni e partecipazioni ad eventi di grande livello, che ha consentito a tutte loro di maturare una forte individualità artistica.
Ed è proprio questa varietà di esperienze che ci interessa approfondire, instaurando tra i diversi e personalissimi linguaggi espressivi, un confronto dialettico che ne analizza sia gli strumenti tecnici che il procedimento creativo. Tecniche variegate che spaziano dalla pittura alla scultura ed alla performance, utilizzate per interpretare la complessità della società contemporanea.
La storiografia dalla quale partono sono i dettami delle avanguardie storiche, diventati ormai principi assoluti che permeano ancora tutta l'arte contemporanea, che però trasformano e attualizzano in nuove strutture segnico-cromatiche, attraverso i filtri della cultura postmoderna, cultura caratterizzata da un ibrido tra tecnologia, consumo e frammentazione del soggetto.
Le finalità pratiche dell'azione artistica sono diverse, alcune artiste indagano la percezione estetica e psicologica della natura, altre cercano nel metodo lo strumento concettuale per indagare la realtà, altre ancora intervengono con azioni concrete nel dibattito politico-sociale, però tutte con l'obiettivo di svelare bellezza e costruire felicità.
Emma Acher non vuole replicare direttamente la natura, registra semplicemente la percezione visiva del mondo che la circonda, dipingendo sulla superficie della tela tessiture di colori vibranti che ne rappresentano i suoni e l'ordito, evocandone sensazioni, vibrazioni e pensieri.
La ricerca di Mariangela Calabrese è un rigoroso percorso sempre in bilico tra contaminazione e proiezione, è un'indagine introspettiva tra realtà e utopia, che utilizza simboli universali per affrontare temi esistenziali, adoperando l’arte, come strumento di denuncia diretta di eventi contemporanei; istanze che riversa nelle sua pittura creando un magma cromatico intenso e plastico che si struttura e destruttura simultaneamente sulla superficie creando immagini di forte suggestione.
Mariagrazia Colasanto, artista poliedrica, è da sempre appassionata alle tematiche surrealiste e in quest'alveo ha sperimentato vari materiali fino ad arrivare all'attuale collage analogico, linguaggio che la caratterizza efficacemente. Attraverso un metodo selettivo ritaglia senza premeditazione immagini da riviste di moda, di attualità, di design per costruire le sue storie visive, che sono di fatto riflessioni critiche sulla superficialità del mondo contemporaneo.
Laura Cristinzio vuole rappresentare “l’essenza delle cose e delle idee”, questa consapevolezza l’ha indotta a ridurre all’essenziale i volumi ed i segni nelle sue opere e ad esprimersi per stratificazioni, usando a volte i metacrilati trasparenti forgiati a caldo, a volte utilizzando materie contrastanti per opacità come l’acciaio corten. Le emozioni sono stringate, appaiono racchiuse in segni profondi, incisi sulle superfici trasparenti delle lastre e degli specchi”.
L’opera di Carmen Del Russo ha una struttura articolata tra forme e andamenti cromatici incisi sull’alluminio. La presenza di asimmetrie e linee oblique crea dinamismo e tensione, i segni e le tracce suggeriscono l’idea di percorsi che si intrecciano e si sovrappongono in sequenze che non sono “finite” e tendono a superare i limiti della superficie dipinta in evoluzione come l'evolversi dell'esistenza umana. L’alluminio condensa l'idea dell'iperspazio dove il tempo nel suo divenire è la parte imprevedibile e misteriosa.
Anche l'arte di Carla Di Pardo si manifesta attraverso l'uso del collage, che predilige tra le altre tecniche che sperimenta in continuazione. Riutilizza e straccia capi di abbigliamento dismessi e scarti di tessuto, prevalentemente di colore bianco, per strutturare la superficie, anch'essa bianca. Sono texture monocrome che fanno percepire movimenti minimi sulla composizione del piano, che con precisione chirurgica, dinamizza con limitati inserti di altri materiali come la foglia oro, fili di cotone, sottili segni di matita: questo procedimento le consente di rendere attuale la comunicazione del suo contenuto semantico. Beatrice Mastrodonato presenta un'opera, che fa parte di una serie di collages dedicata a Gaza, attraverso la quale non descrive una fuga, ma una ostinata permanenza. I bordi frastagliati e le ferite della materia non rappresentano una resa, ma i segni di una terra che, pur mutilata, si rifiuta di sparire. In questo lavoro, la direzione è una sola: restare. È l'estetica della Samed/Sumud (colui che resta/rimanere nella propria terra), la ferma decisione di farsi roccia e radice tra le pieghe della storia, trasformando ogni frammento in un atto di presenza inalienabile. Sara Pellegrini è una scultrice che ha elaborato una personalissima sensibilità nei confronti della materia più che della forma scultorea, esperienza che l'ha portata gradualmente ad abbandonare il soggetto realistico in favore dell'astrazione, per sviluppare un'indagine tattile sulle proprietà chimico-fisiche dei materiali di cui non potrà più fare a meno. Questa tensione creativa, che anima le sue sculture d'una espressività spirituale, struttura visivamente l'intersezione di elaborati piani cromatici comunque dotati di una notevole forza plastica. L’opera di Mariangela Regoglioso si caratterizza per una ricerca costante sui materiali e sui linguaggi visivi: plexiglass, smalti, acrilici ed elaborazioni digitali si intrecciano in superfici stratificate, dense di segni e rilievi. La matericità diventa parte integrante del significato, mentre il colore – spesso in gamme fredde attraversate da contrasti accesi – costruisce tensioni e dissonanze. È un linguaggio pittorico che rifiuta la staticità e si colloca in uno spazio intermedio, dove l’immagine non si limita a raffigurare ma interroga lo sguardo.mPaola Romoli Venturi conduce una ricerca artistico-filosofica che utilizza l'arte come strumento di indagine sociale e riflessione interiore. Al centro del suo lavoro vi sono i concetti di trasparenza, sospensione e il potere trasformativo dell'azione artistica. Le sue opere creano ambienti definiti da luci, ombre e suoni, volti a coinvolgere il visitatore in un'esperienza immersiva. Nel suo lavoro tocca temi sociali, generando spazi disegnati da luci ombre e suoni, utilizzando diversi mezzi espressivi pittorico scultorei, video audio ed installazioni site specific performative. In conclusione, lo spazio di riflessione che abbiamo aperto in questa collettiva sancisce ancora una volta tutta l'efficacia operativa dell'arte, evidenziando come il suo contributo possa essere un punto di forza ulteriore per raggiungere alte vette di sviluppo sociale per tutta l'umanità. Un ulteriore contributo alla bellezza. (Nino Barone)
25
aprile 2026
Traiettorie
Dal 25 aprile all'otto maggio 2026
arte contemporanea
Location
Nuova Officina Solare
Termoli, Corso Nazionale, 12, (CB)
Termoli, Corso Nazionale, 12, (CB)
Orario di apertura
Tutti i giorni ore 18/20.30
Autore
Curatore
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