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Tre artiste
Monty&Company continua la sua attività con la mostra collettiva di tre artiste internazionali e espone Le Bende Sacre di Isabella Ducrot, le acque forti Fogli e Foglie di Renate M. Gessert e la serie di disegni in bianco e nero Tabula Rasa di Elly Nagaoka.
Comunicato stampa
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Monty&Company continua la sua attività espositiva con la mostra collettiva di tre artiste: Isabella Ducrot, Renate M. Gessert e Elly Nagaoka.
Isabella Ducrot evidenzia con queste ultime opere in esposizione il suo profondo interesse per le arti povere e per l’artigianato raffinato come parte fondamentale e non subordinata dell’arte. Appassionata conoscitrice e collezionista di tessuti antichi raccolti durante numerosi viaggi tra Turchia, Russia e l’Estremo Oriente, da tempo utilizza questi materiali come parte integrante delle sue opere. Una trama di fili di seta resistente e leggera, quasi impalpabile è l’intelaiatura delle sue Bende sacre, che Silvia Ronchey ha chiamato “l’enigma stilizzato…, segni a matita ricalcano la struttura tessile delle raffinate garze votive scelte come supporto solo in apparenza rudimentale.”
E nel Trittico di Ipazia, scienziata e filosofa neoplatonica di Alessandria d’Egitto trucidata da una folla di cristiani in tumulto, le bende sacre di Isabella Ducrot divengono velo e veste di Ipazia.
Renate M. Gessert usa lavorare con colori acrilici che stende sulla superficie pittorica strato su strato, togliendo o aggiungendo materia: il colore dentro il colore, un magma di sovrapposizioni che liberano delle associazioni nonostante l’astrazione della pittura. L’artista tedesca si è da poco avvicinata al mondo della calcografia e applica la stratificazione pittorica anche qui quando usa tecniche come punta secca, acqua forte e acquatinta, stampando una lastra due o tre volte o anche altre lastre sullo stesso foglio di carta. Gli interventi pittorici su fogli e foglie, sia su lastra, sia su carta creano spazi multidimensionali, astratti e sorprendentemente concreti. Sovrapponendo lastra su lastra, colore su colore l’artista ha creato per la galleria Monty&Company un grande quadro composto di varie acque forti che riflettono il tema di fogli/foglie.
Elly Nagaoka, nel felice tentativo di una sintesi tra Occidente e Oriente presenta tabula rasa: serie di disegni in bianco e nero (tempera su carta, cm 50x36) che inseguono tra pieno e vuoto la ricerca del “segno perfetto”. L’equilibrio tra spazi colmi e spazi svuotati, volumi carichi di nero e linee sottili tracciate nel bianco rivelano concentrazione e insieme leggerezza e immediatezza, una grafia sospesa tra esplorazione pittorica occidentale e segno calligrafico giapponese. La stesura dei disegni, i vuoti e i pieni, creano ritmi musicali, cadenze, battute incisive, in cui i volumi si sfiorano, si scontrano liberando suoni minimali che diramano e si riproducono sulle superficie della carta bianca, leggeri in modo ludico e spontaneo.
Isabella Ducrot evidenzia con queste ultime opere in esposizione il suo profondo interesse per le arti povere e per l’artigianato raffinato come parte fondamentale e non subordinata dell’arte. Appassionata conoscitrice e collezionista di tessuti antichi raccolti durante numerosi viaggi tra Turchia, Russia e l’Estremo Oriente, da tempo utilizza questi materiali come parte integrante delle sue opere. Una trama di fili di seta resistente e leggera, quasi impalpabile è l’intelaiatura delle sue Bende sacre, che Silvia Ronchey ha chiamato “l’enigma stilizzato…, segni a matita ricalcano la struttura tessile delle raffinate garze votive scelte come supporto solo in apparenza rudimentale.”
E nel Trittico di Ipazia, scienziata e filosofa neoplatonica di Alessandria d’Egitto trucidata da una folla di cristiani in tumulto, le bende sacre di Isabella Ducrot divengono velo e veste di Ipazia.
Renate M. Gessert usa lavorare con colori acrilici che stende sulla superficie pittorica strato su strato, togliendo o aggiungendo materia: il colore dentro il colore, un magma di sovrapposizioni che liberano delle associazioni nonostante l’astrazione della pittura. L’artista tedesca si è da poco avvicinata al mondo della calcografia e applica la stratificazione pittorica anche qui quando usa tecniche come punta secca, acqua forte e acquatinta, stampando una lastra due o tre volte o anche altre lastre sullo stesso foglio di carta. Gli interventi pittorici su fogli e foglie, sia su lastra, sia su carta creano spazi multidimensionali, astratti e sorprendentemente concreti. Sovrapponendo lastra su lastra, colore su colore l’artista ha creato per la galleria Monty&Company un grande quadro composto di varie acque forti che riflettono il tema di fogli/foglie.
Elly Nagaoka, nel felice tentativo di una sintesi tra Occidente e Oriente presenta tabula rasa: serie di disegni in bianco e nero (tempera su carta, cm 50x36) che inseguono tra pieno e vuoto la ricerca del “segno perfetto”. L’equilibrio tra spazi colmi e spazi svuotati, volumi carichi di nero e linee sottili tracciate nel bianco rivelano concentrazione e insieme leggerezza e immediatezza, una grafia sospesa tra esplorazione pittorica occidentale e segno calligrafico giapponese. La stesura dei disegni, i vuoti e i pieni, creano ritmi musicali, cadenze, battute incisive, in cui i volumi si sfiorano, si scontrano liberando suoni minimali che diramano e si riproducono sulle superficie della carta bianca, leggeri in modo ludico e spontaneo.
07
giugno 2012
Tre artiste
Dal 07 al 26 giugno 2012
arte contemporanea
Location
GALLERIA MONTY & COMPANY
Roma, Via Della Madonna Dei Monti, 69, (Roma)
Roma, Via Della Madonna Dei Monti, 69, (Roma)
Orario di apertura
da martedi a domenica ore 16-20
Vernissage
7 Giugno 2012, ore 18.30
Autore
Curatore




